Social media strategist e content manager: si trova lavoro su internet?

Da Social media strategist a Community manager, da Ditgital Pr a Content manager, passando attraverso il Web analyst. Dove si trova un lavoro? Su internet. Semplice, no? Secondo il (contestato) rapporto curato nel 2011 dal Mc Kinsey Global Institute per il Digital Advisory Group, nel nostro Paese, il web ha creato 700.000 posti di lavoro negli ultimi 15 anni. Sarà vero? Senza voler sindacare più di tanto sulla veridicità dei dati, forse sarebbe meglio concentrarsi su una domanda ben diversa. Riuscirà il web a combattere la disoccupazione giovanile? Riusciranno gli impieghi creati da e attraverso internet a generare nuove prospettive lavorative anche in futuro? Quali sono le professionalità richieste? Cosa bisogna studiare?


Stando ad alcuni esperti, le professioni digitali potrebbero dare lavoro a giovani intraprendenti con la voglia di studiare; ma secondo diversi studiosi, anche i meno giovani potrebbero dedicare il loro tempo ai cosiddetti lavori 2.0, cercando di rimettere in gioco le loro conoscenze e la loro esperienza. Sfatando il mito che in internet sia tutto facile e che basti connettersi per diventare il mago della rete, molti consigliano di specializzarsi bene in un settore dedicando tutti i propri studi a ciò che si è scelto perché sviluppi ed aggiornamenti corrono, ogni giorno, alla velocità della luce. Se ci si siede sugli allori quindi, è la fine, o almeno è il suo inizio. Pensare una volta ottenuta una certa posizione, questa rimanga stabile e che il potere raggiunto nessuno mai ve lo toglierà è l’errore più grave, quello da non fare, mai. In internet tutto si costruisce con costanza e determinazione. E tutto può saltare all’improvviso e, appunto alla velocità della luce, se non si è preparati.

Anche se ancora non esistono modelli certi di formazione e gli insegnamenti attuali talvolta fatichino a stare al  passo coi tempi, le professioni del web si stanno delineando velocemente. Le aziende pronte ad assumere richiedono qualifiche ben precise, ricercando profili talvolta straordiariamente specializzati: ma che cosa fanno, nella pratica, queste figure ancora un po’ misteriose? Da chi si inventa campagne di marketing e di pubblicità solo online, a chi ottimizza i siti internet per farne crescere la visibilità, da chi modera chatforum e vigila sul buon andamento delle pagine aperte sui social network a chi si occupa  dei contenuti.

In Italia vengono riconosciuti  21 profili professionali, quelli che si attengono ai principi dell’Agenda Digitale e che compaiono nella lista stilata da Web Skills Profile: community manager, web project manager, web account manager, user exprerience designer, business analyst, db administrator, search engine expert, advertising manager, fronted web developer, server side web developer, web content specialist, web server administrator, information architect, digital strategic planner, web accessibilità expert, web security expert, mobile application developer, e-commerce specialist, online store manager, reputation manager e knowledge manager. Le lauree più richieste? Per ora (ma tutto è in continua evoluzione) sono agevolati i laureati in informatica, marketing, comunicazione e, più in generale, lettere. Se agli ultimi si affida l’aspetto contenutistico, ai primi viene lasciato il lavoro più tecnico e (un po’) meno creativo.



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