Smart working? No, chiamiamolo lavoro agile

Il gruppo Incipit, formatosi presso l'Accademia della Crusca, non propone una semplice traduzione dei forestierismi più abusati, ma porta avanti una vera e propria operazione di trasparenza

Per una volta mettiamo da parte i tecnicismi che riguardano i provvedimenti sul lavoro e sul welfare e concentriamoci su quelli meramente linguistici. E già perché, come sottolineato dagli studiosi dell’Accademia della Crusca, la lingua italiana viene sempre più spesso “insidiata” da neologismi e termini stranieri che rischiano di annacquarne l’identità. Per questo, dal 2015, in seno alla prestigiosa Accademia, è nato il gruppo Incipit costituito da studiosi e specialisti della comunicazione che passano al setaccio i forestierismi “incipienti” ossia di nuovo arrivo. Come lo smart working di cui tanto si parla, che gli studiosi preferiscono indicare con la formula “lavoro agile“.


lavoro agile

image by exopixel

“Riteniamo che l’italiano ‘lavoro agile’ sia un perfetto equivalente di ‘smart working’ e con il vantaggio della maggiore trasparenza hanno osservato gli specialisti di Incipit – Con grande piacere, dobbiamo notare che non siamo isolati in questa opinione: dopo l’incertezza iniziale, il termine ‘smart working’ sta perdendo terreno e lascia il posto al trasparente ed espressivo ‘lavoro agile’. I giornali ormai definiscono così questa nuova forma di attività. Di ciò siamo pienamente soddisfatti, anzi ringraziamo, anche a nome dell’Accademia, i giornalisti e gli addetti ai lavori che, per una volta, non si sono abbandonati senza riserve al forestierismo”.

Ma non si pensi di liquidare troppo sbrigativamente la faccenda. Gli studiosi di Incipit non si limitano a sostenere una campagna a favore dell’orgoglio (linguistico) nazionale, ma puntano piuttosto a rendere comprensibile a tutti il significato di termini importati dall’estero. Si tratta, in definitiva, di un’operazione di trasparenza, tesa a decodificare le parole straniere, entrate di prepotenza nel dibattito pubblico, di cui molti italiani (si pensi soprattutto agli anziani, ma anche alle persone scarsamente scolarizzate) non riescono a cogliere il senso. Prima di “smart working”, è toccato agli “hot spot” e alla “voluntary disclosure” che il gruppo Incipit ha proposto di abbandonare a favore dei ben più comprensibili “centri di identificazione” e “collaborazione volontaria”.




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