Simone Speggiorin e gli altri: cervelli in fuga che fanno fortuna all’estero

Il Dottor Simone Speggiorin , in Italia, parole sue, sarebbe stato un precario. Uno tra i tanti, s’intende. In Inghilterra invece, è diventato quasi una star, tanto da attirare l’attenzione della BBC (la Rai inglese).  Perché? Perché, semplicemente, è molto bravo nel suo lavoro, vale a dire il cardiochirurgo pediatrico. Qualche giorno fa  Speggiorin è stato intervistato da Il Messaggero, che con lui ha ripercorso la sua ancora breve carriera, data la giovane età e le motivazioni che l’hanno portato a scegliere l’estero e, conseguentemente, ad abbandonare l’Italia. Certo, mica tutti quelli che se ne vanno dal Bel Paese, hanno  la stessa fortuna e le sue capacità. Speggiorin infatti è, per così dire, la punta eccellente di un iceberg, che si muove dall’Italia verso mete straniere.


Trovare conferma alle parole pronunciate dal cardiochirurgo, che al quotidiano romano ha fatto presente il destino che gli sarebbe toccato rimanendo in Italia , vale a dire “ristagnare come precario in un sistema molto ma molto indietro”, è piuttosto facile; basta prendere, ad esempio, il Corriere di ieri e leggere quanto vale un ricercatore in Italia  e uno in Corea del Sud. Il primo 14.400 dollari (11 mila euro), il secondo 93.000. Senza andare così lontano, un ricercatore, in Olanda, vale 73.000 dollari, calcolando stipendi, premi e via dicendo. Praticamente cinque volte la media italiana. Se si considera che il confronto analizza la situazione dei  “ricercatori” (tra cui, ovviamente, anche quelli medici) e Speggiorin  è “partito” avendo già in tasca l’abilitazione di “cardiochirurgo”, capire quante e quali siano le differenze, retributive ma non solo, tra  l’Italia e l’estero è decisamente intuitivo.

Qui, un dottore già specializzato e abilitato, per giunta con capacità indubbiamente fuori dalla norma visti i risultati conseguiti, sarebbe probabilmente rimasto precario per chissà quanto tempo. Invece, ad un migliaio di km di distanza, un ricercatore, operante nel campo della sanità o meno poco importa, può riuscire a guadagnare anche 73 mila dollari l’anno. Cioè, poco meno di  quello che da noi potrebbe percepire un dirigente di ricerca a fine carriera.




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