Sicurezza aerei: con la fusoliera che si stacca i passeggeri sono salvi

Una fusoliera che si stacca da uno scheletro, quello del velivolo. E' questa l'idea di Vladimir Nikolaevich, ingegnere ucraino secondo il quale ciò garantirebbe la sopravvivenza dei passeggeri in caso di gravi guasti all'aereo.

L’invenzione è di un ingegnere ucraino,Vladimir Tatarenko Nikolaevich, ed è destinata a far discutere il settore della sicurezza aerei. Il professionista, dopo alcuni anni di studi, ha ideato un aereo costituito da due parti separate, l’una agganciata all’altra. La prima, costituita dallo scheletro del velivolo si combinerebbe con una seconda parte, la fusoliera, quella ospitante i passeggeri. L’idea è in se stessa molto semplice.


sicurezza aerei

In caso di guasti o danni gravi, l’aereo si dividerebbe in due, lasciando “cadere” nel vuoto la fusoliera con a bordo i passeggeri, una caduta però frenata da appositi paracadute, che permetterebbero alla stessa fusoliera di atterrare o ammarare così dolcemente (anche grazie al gonfiarsi di specifici palloni che permetterebbero al “pezzo d’aereo” di galleggiare) da non causare nessun tipo di danno né ai passeggeri né ai bagagli degli stessi.

Un’idea, quella di Nikolaevich , del tutto rivoluzionaria, intravista solamente in alcuni film di fantascienza d’annata. Si trattava però, appunto di fantascienza. La tecnologia attuale invece, secondo l’ingegnere permetterebbe di far rientrare una simile soluzione nella molto più concreta scienza contemporanea. Tutto starebbe ad utilizzare materiali “leggeri e resistenti”. Non tutti comunque sono convinti della bontà dell’idea.

Alcuni problemi potrebbero infatti derivare, è stato sostenuto, da un sostanziale indebolimento strutturale del mezzo, che passando dall’essere un blocco unico ad un due pezzi, potrebbe risentire fortemente di questa divisione interna. Un’altra questione che è stata posta sul tema è quella che riguarda proprio l’atterraggio della fusoliera. Quest’ultima infatti, dotata di paracadute e gonfiabili per galleggiare, ma non della possibilità di essere guidata o di una qualsiasi propulsione indotta, potrebbe atterrare in un centro abitato, o su un pendio di montagna, generando ugualmente, almeno in quest’ultimo caso, la morte dei passeggeri. In ogni caso secondo i dati raccolti dall’inventore quasi la totalità di chi è stato intervistato sull’argomento ha manifestato la disponibilità a pagare un prezzo più alto rispetto ad un biglietto normale attuale, nel caso l’invenzione dovesse rivelarsi efficace.




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