Sicilia, fallisce CRES e 40 lavoratori rischiano il posto

Si è chiusa nel peggiore dei modi l’esperienza del CRES, il Centro per la Ricerca Elettronica in Sicilia, dichiarato fallito nei giorni scorsi, dopo che si erano dichiarati per questa soluzioni i suoi soci ossia l’Università di Palermo e il Comune di Monreale. Gli altri soci, la Provincia di Palermo e la Regione Sicilia, erano uscite fuori dal progetto già qualche mese fa, sentendo odore di chiusura.


Adesso, la messa in liquidazione della società potrebbe quasi sicuramente costare il lavoro ai 40 dipendenti, per la maggior parte ingegneri, che avevano già ottenuto dieci mesi di cassa integrazione e altri tre mesi di ferie forzate.

La Cgil protesta, dichiarando che si tratti di una vergogna, perché le istituzioni non avrebbero fatto la loro parte e lo stesso liquidatore non avrebbe intenzione di fare richiesta degli ammortizzatori in deroga, come richiesto dalle organizzazioni sindacali, a tutela dei lavoratori.

E così si chiude un progetto che aveva suscitato le speranze di decine di ingegneri, i quali pensavano di potere fare ricerca, formazione e sviluppo in una terra affamata di lavoro e di bisogno di crescere, peraltro in un settore molto avanzato.

Agli inizi dell’anno era stata l’Ugl a denunciare lo stato di abbandono dei lavoratori da parte dei soci, i quali avrebbero lasciato correre la situazione, senza volontà di intervenire in positivo.



CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS