Siccità: il conto presentato all’agricoltura

I grandi fiumi e laghi hanno livelli idrometrici al di sotto della media: a denunciarlo la Coldiretti che vaticina "mala tempora" per il comparto agroalimentare

Gli agricoltori lo sanno: il prolungarsi del periodo di siccità non porta niente di buono. Le anomalie meteorologiche rilevate negli ultimi mesi hanno messo in allarme gli operatori del Made in Italy agroalimentare che temono che alle temperature miti delle ultime settimane (con annessa mancanza di pioggia) possa fare seguito un crollo delle stesse destinato a fare danni ingenti. In prima linea la Coldiretti, che ha denunciato uno stato delle cose che non lascia dormire sogni tranquilli ad agricoltori e allevatori.


Partiamo dai dati: negli ultimi due mesi, le piogge si sono fatte desiderare in quasi tutta la Penisola. Stando a quanto riferito dalla Coldiretti, infatti, nel mese di gennaio la pioggia è scesa del 60% in meno rispetto alla media e nel mese di dicembre addirittura del 91% in meno. La siccità sta già presentando il conto agli agricoltori: “Se gli ortaggi invernali sono già in sofferenza – hanno notato dalla Coldiretti – a preoccupare, tra l’altro, sono le prossime semine di mais e soia necessarie per l’alimentazione degli animali che producono latte per Grana e Parmigiano, ma anche la ripresa vegetativa delle piante da frutta che, senza acqua, rischiano di perdere i fiori e di non fare frutti”.

Il problema principale va rintracciato nella carenza di risorse idriche legato appunto alla scarsa piovosità dell’ultimo periodo. Per essere più chiari, il Po (che, come è noto, fornisce l’acqua che viene impiegata per l’irrigazione dei campi di una vastissima area) presenta livelli idrometrici simili a quelli registrati in estate e le cose non vanno meglio nei grandi laghi (da quello di Como  a quello Maggiore), tutti con livelli ampiamente al di sotto della media stagionale. E c’è di più: “Ora si teme anche il brusco abbassamento delle temperature – hanno aggiunto dalla Coldiretti – dopo che il caldo fuori stagione ha sconvolto la natura facendo rigonfiare le gemme delle piante come in prefioritura o addirittura facendole fiorire anzitempo e rendendole quindi estremamente vulnerabili al freddo”.

La situazione appare così compromessa che l’associazione ha suggerito di intervenire subito. Come? Portando acqua ai laghi e alzando il deflusso minimo vitale per evitare rischi di desertificazione. “Siamo di fronte a cambiamenti climatici – hanno denunciato dalla Coldiretti – che si stanno manifestando con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi che hanno effetti pesanti sull’agricoltura italiana che, negli ultimi dieci anni, ha subito danni per 14 miliardi di euro tra alluvioni e sicctà”. 




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