Sharing economy: Uber, Airbnb e gli altri. Per l’Ue “divieti solo in casi estremi”

Uber, Airbnb, BlaBlaCar e gli altri. Tanti i paletti in varie nazioni, ma la Commissione Ue si schiera in difesa delle piattaforme che si basano sulla sharing economy.

Abbiamo più volte parlato della sharing economy, ovvero di quel tipo di economia che si basa sull’aggregazione e la condivisione dei servizi, per offrire questi ultimi a prezzi più bassi e con una maggiore capillarità ai consumatori. Recentemente (e non solo) molte sono state le aziende nate sotto questa egida e trovatesi però al centro di fortissime polemiche per le più svariate ragioni. Da Uber, che ha sollevato in più stati le proteste dei tassisti ad Airbnb, che in varie nazioni si sta cercando di tassare più pesantemente. Senza tralasciare l’innovativa piattaforma BlaBlaCar. Ieri la Commissione Ue ha però preso una posizione piuttosto netta in materia di sharing economy e rispetto alle aziende nate per operare in tal senso, una posizione che si può tranquillamente sostenere essere in difesa delle suddette.


In un documento apposito, la Commissione Ue ha spiegato che i divieti dovrebbero essere solo una misura estrema, ed essere previsti, sostanzialmente, solo in casi limite, una volta stabilita l’impossibilità di agire diversamente. Invece, si legge ancora

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nel testo della comunicazione delle Commissione, non bisognerebbe imporre dei paletti alle piattaforme nate per offrire servizi al consumatore, le quali non dovrebbero “essere costrette a chiedere licenze o autorizzazioni, quando si limitano a fungere da intermediari tra, appunto, il servizio, e i consumatori”.

Va detto che il giro d’affari delle aziende basate sull’economia collaborativa, nel 2015 si è aggirato solo in Europa sui 28 miliardi di euro. Una cifra che, anche considerando tutte le difficoltà legali (e legislative) riscontrate dagli operatori, è tutt’altro che trascurabile ed indica chiaramente un trend in netta crescita nonostante le forti resistenze, giuste o sbagliate che siano. La via da seguire è quella di proteggere il più possibile i consumatori, gli utenti dei servizi, sempre più diversificati grazie proprio alla natura stessa della sharing economy, garantendo però i principi della concorrenza e una tassazione giusta. l’invito della Commissione agli Stati membri è quello di  “riesaminare le loro normative nazionali alla luce di tali orientamenti” specificando di essere pronta “a sostenerli in questo processo”.




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