Sharing economy: come risparmiare condividendo

Un "local friend" potrà rendere la vostra vacanza indimenticabile e con YouTrip, potrete gustare un piatto preparato da chi vi chiede in cambio un passaggio in macchina. Con la sharing economy, risparmiare è sempre più facile e divertente

Di sharing economy abbiamo parlato più volte. La crescente tendenza a condividere beni e servizi con persone sconosciute profila un nuovo modello economico e culturale (in netta contrapposizione a quello del consumismo individualistico). Un modello virtuoso, che permette di risparmiare e di tutelare l’ambiente. E di intrecciare rapporti umani importanti che, a ben guardare, possono rappresentare il guadagno più grande. Le piattaforme online che propongono modelli di condivisione nei più diversi ambiti spopolano ormai da anni. Ma i settori più gettonati sembrano essere quelli dei trasporti e del turismo ai quali abbiamo voluto dedicare un ulteriore approfondimento.


Condividere le quattro ruote

Tentiamo innanzitutto di fare chiarezza. Quando parliamo di “car sharing” stiamo parlando della possibilità di prendere a noleggio una macchina e di prelevarla e riconsegnarla in un posto concordato, lasciandola a disposizione di altri utenti che potranno fare lo stesso, dopo di noi. E’ sicuramente un servizio incardinato su un modello di mobilità sostenibile (che disincentiva l’utilizzo del proprio mezzo privato), ma che non configura – a nostro avviso – gli stessi vantaggi del “car pooling”. In questo secondo caso, infatti, la macchina può diventare non solo strumento di risparmio economico e di eco-sostenibilità, ma anche di socializzazione. Parliamo del servizio offerto da siti ormai stranoti come BlaBlaCar che consente di condividere un posto in auto risparmiando sulla benzina, riducendo il numero delle vetture in transito (a tutto vantaggio dell’ambiente) e favorendo la conoscenza di nuove persone. BlaBlaCar è il portale più conosciuto, ma non certo l’unico. Anzi: nel settore dei trasporti, meritano a nostro avviso una menzione anche Letzgo, che ha messo a punto un’app di car pooling urbano istantaneo; autostradecarpoolingche promoziona la condivisione di auto lungo le autostrade, permettendo agli utenti di risparmiare ai caselli e youtrip, che è un servizio che è si è spinto anche oltre, arrivando a sponsorizzare ogni forma di baratto. In pratica, chi chiede un passaggio a un automobilista iscritto al sito, può contraccambiare nel più classico dei modi ovvero contribuendo alle spese della benzina.  Ma può anche puntare su qualcosa di diverso mettendo sul piatto un tablet usato, un libro già letto, un piatto appena cucinato o semplicemente la sua compagnia.

Condividere casa e passioni

Risparmiare si può anche quando decidiamo di concederci quel viaggio progettato da mesi. Scegliere l’offerta più conveniente tra quelle promozionate nei siti che incrociano tariffe di più strutture può essere un’idea, ma la sharing economy propone una ricetta diversa: quella dell’house sharing. Di cosa si tratta? Della possibilità, sempre più diffusa anche in Italia, di proporre uno scambio di abitazione a chi vive nel luogo che intendiamo visitare. Se per dire, il prossimo fine settimana, staccheremo finalmente il biglietto per Parigi, potremmo metterci alla ricerca di una coppia parigina che ha intenzione di fare lo stesso nella nostra città. E decidere di scambiarci le chiavi delle rispettive case. In questo modo, potremo alloggiare a costo zero e avremo la possibilità di conoscere più approfonditamente la realtà che stiamo visitando partendo dalla dimensione domestica dei residenti del posto. Il sito di house sharing più accredito in Italia (e non solo) è Homelink, attivo dal 1953. Diversa è, invece, la soluzione proposta da siti come Airbnb che consente di trovare vitto e alloggio (solitamente a prezzi convenienti) a casa di un “autoctono”. E che, dall’altra parte, permette a chi dispone di una o più camere libere nel proprio appartamento di affittarle a visitatori che si intrattengono per periodi più o meno lunghi. Si tratta di un sistema rodato, incardinato su una rete di “host” attiva ormai in più di 34 mila città in tutto il mondo. E concludiamo con Guidemeright, la piattaforma che permette a chi viaggia di vivere al meglio la città visitata. In compagnia di un “local friend”, che condivide il suo stile di vita e le sue passioni. E che potrà dunque guidarlo, nel migliore dei modi, alla scoperta dei luoghi più rispondenti ai suoi gusti, trasformando la sua vacanza in un’esperienza sociale da incorniciare. Perché condividere significa sì risparmiare, ma anche diventare membri di una comunità sempre più “ricca” di esperienze e di umanità.



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