Sgravi fiscali per chi assume ex-detenuti: lo prevede il cosiddetto decreto svuota carceri

Dopo i provvedimenti atti a contrastare la disoccupazione dei giovani non specializzati, arrivano le agevolazioni per chi assume un ex-detenuto: nella ratio del governo, un modo per favorire le categorie più svantaggiate dei senza lavoro, che più di altri possono incontrare difficoltà di inserimento in questo delicato periodo di crisi.


Con il via libera del Senato (195 voti a favore e 57 contrari tra Lega, Fratelli d’Italia e M5S), lo scorso 8 agosto è stato approvato in via definitiva il cosiddetto decreto svuota carceri, che quindi diventa legge delle Stato. L’obiettivo del legislatore è quello di trovare soluzioni al sovraffollamento delle carceri, liberando all’incirca 10.000 posti letto entro il 2016. Per questo propone l’adeguamento, il potenziamento e la messa a norma delle strutture carcerarie e l’introduzione di alcune misure che possano rappresentare un’alternativa alla detenzione e svolgersi al di fuori degli istituti penitenziari.

In particolare, per quanto concerne il lavoro, viene concessa la possibilità di svolgere attività lavorativa al di fuori del carcere, a titolo gratuito e volontario, prestando il proprio servizio in associazioni operanti nel sociale o in campo sanitario oppure offrendo il proprio contributo nella realizzazione di progetti di pubblica utilità promossi dallo Stato.

La novità più rilevante in questo ambito riguarda l’ampliamento del periodo di assunzione post-detenzione per il quale sono concessi sgravi fiscali. D’ora in avanti le agevolazioni previste per le cooperative sociali (nonché il credito d’imposta per le imprese) che decidono di assumere, potranno essere concesse fino a 18 mesi di regolare contratto di lavoro per gli ex-detenuti che hanno già avuto modo di usufruire di misure alternative e fino a 24 mesi per tutti gli altri.

Tra gli altri elementi innovativi della legge spiccano: a) la custodia cautelare prevista solo per reati con pena superiore ai cinque anni di reclusione (per evitarne l’esclusione vengono di conseguenza innalzate le pene previste ad esempio per il finanziamento illecito ai partiti e per il reato di stalking; b) la modifica della regolamentazione dei benefici concessi ai recidivi (che fino a questo momento ne erano stati esclusi) e, nella fattispecie, concessione di liberazione anticipata e arresti domiciliari, seppur con forti limitazioni e condizioni; c) concessione di libertà anticipata e sospensione della pena per i detenuti con pena residua inferiore a tre anni, pur rimanendo esclusi i colpevoli di delitti gravi o di alcune particolari tipologie di reato come ad esempio lo stalking o i maltrattamenti in famiglia.



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