Settore turismo in pericolo: l’allarme di Federalberghi

Con un 4,7% in meno di occupazione negli alberghi, il settore del turismo segna un nuovo e preoccupante dato negativo. L’allarme lanciato da Federalberghi, per voce del suo presidente Bernabò Bocca è inequivocabile: o si fa qualcosa e subito oppure le ripercussioni si avranno non solo sul singolo settore, ma sull’intera economia nazionale. A stare peggio di tutti sarebbero i precari con un meno 6.1%, ma anche il meno 3,8% di contratti a tempo indeterminato è un dato tutt’altro che trascurabile. Flessioni inevitabili , dato il calo di affluenza di turisti e conseguentemente quello del fatturato. La questione deriva, stando a quanto dichiarato dal presidente della federazione degli albergatori, più che altro dal crollo del turismo interno, che rappresenta oltre la metà della “domanda”.


Nessun problema quindi per i turisti stranieri, che continuano imperterriti (e per fortuna) a preferire l’Italia come meta delle loro vacanze. E d’altra parte, nonostante la “mancanza di investimenti in infrastrutture e culture (e) la carenza di politiche di sistema”, il Bel Paese resta sempre quello che è, uno dei territori più affascinanti dell’intero pianeta. Ma l’alto numero di disoccupati e quello, quasi drammatico, degli inattivi, ha trasformato quelle che una volta erano le semplicemente “ meritate vacanze” se non in un lusso, in qualcosa non più alla portata di tutti. Si lavora per sopravvivere, spiega in una lettera ad un sito dedicato all’universo femminile una giovane laureata, figuriamoci se si riesce a godere di qualche giorno di vacanza al mare o in montagna.

Bocca vorrebbe, tra le altre cose, un Ministro del Turismo con portafoglio e una revisione della tassa di soggiorno. In effetti, se da una parte una simile imposta può risultare utile al mantenimento in salute delle zone turistiche, dall’altra può anche, almeno in via potenziale, scoraggiare possibili visitatori che, oltre a spendere per andare in vacanza, come è ovvio che sia, si trovano a dover pagare un supplemento non sempre pacificamente accettato. Ma la richiesta più importante di Federalberghi appare essere quella “solita”, visto che ormai vanta ben dieci anni di vita, vale a dire quella di “ridare allo Stato la competenza in materia turistica”. In questo caso, andrebbe però modificato l’art 117 della Costituzione, il che può avvenire solamente attraverso una procedura apposita, decisamente articolata e che di conseguenza richiede tempi non propriamente brevi.




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