Senza lavoro in sei milioni. Sfiducia blocca la ricerca di un impiego

Cosa scoraggia la ricerca di un lavoro, perpetrando così la permanenza nella condizione caratterizzata dalla mancanza di un reddito? Le ragioni di chi non cerca più sono svariate e molto profonde. In ogni caso, secondo gli ultimi dati Istat riguardanti il secondo trimestre del 2013, a bloccare la ricerca è la sfiducia. Dalle analisi dei dati contenuti nelle varie tabelle, emerge infatti come frai 6 milioni di persone potenzialmente impiegabili, vi siano solo 3 milioni e 75 mila disoccupati attivi. Il restante 50%, circa 2 milioni e 990 mila persone, pur dichiarandosi disposto a lavorare, anche in qualsiasi area, non farebbe nulla per cercarsi una occupazione, non cercarendo offerte di lavoro adatte al proprio profilo e conseguentemente non spedendo alcun curriculum.


Fra quest’ultimo gruppo di persone a definirsi scoraggiati sarebbero ben 1,3 milioni di persone. Nessuno di loro si adopera per modificare la propria condizione di inoccupati. Fra i motivi di questo immobilismo, fra le cause che frenano la ricerca di una occupazione risiede la sfiducia, una condizione che pare ormai radicata e quindi difficile da debellare. Senza fare di tutta l’erba un fascio, senza dire che sono tutti svogliati e che non muovono un dito (cosa non vera),  ci sono anche quelli che, pur sfiduciati, vanno al colloquio ma poi non danno la propria disponibilità. Ma se ci si presenta ad una selezione in cui i selezionatori, avendo una posizione aperta, un posto vacante da coprire, cercano qualcuno che abbia le caratteristiche per quel determinato tipo di lavoro, bisogna sempre mostrarsi al meglio e così quando è richiesta unadisponibilità immediata, sarebbe bene dare il proprio consenso, soprattutto se non si hanno impedimenti reali. Non accettare, tentennare o chiedere effettivamente più tempo, soprattutto se si sono già scoperte le proprie carte e si è detto che attualmente non si è impegnati in nulla, fa scendere all’interno della graduatoria dei possibili papabili.

Continuando ad analizzare i dati presentati dall’Istat ed entrando ancora più nello specifico si può notare come emerga, nella tabella degli sfiduciati che non cercano lavoro perché pensano di non poterlo trovare, che la sfiducia coinvolga una fascia di età molto ampia in grado di comprendere le persone fra i 15 e i 74 anni. A dirla tutta i dati più allarmanti riguardano i giovani ed il Sud Italia. Fra i giovani inattivi sono state distinte due fasce: quella che comprende gli individui di età dai 15 ai 24 anni, che ne conta 538.000, e quella che comprende i ragazzi fra i 25 e i 34 anni, composta da circa 720.000 persone.




CATEGORIES
Share This

COMMENTS