Se paghi il debito a rate, via il fermo sulla macchina

L'accordo tra Equitalia e il Pra (Pubblico Registro Automobilistico) consentirà al debitore che si impegna a pagare a rate di continuare a circolare normalmente

Parlare di Fisco amico ci sembra un po’ azzardato, ma l’ultima proposta di Equitalia potrebbe far apparire un po’ meno feroce il volto dell’agenzia più temuta dagli italiani. L’idea è quella di sospendere il fermo amministrativo sul veicolo di chi si impegna a pagare a rate. In pratica, chi ha contratto un debito con l’agenzia di riscossione che, dal canto suo, ha predisposto lo stop della macchina, potrà ottenere la rimozione delle ganasce se estinguerà il suddetto debito a rate. Dopo il pagamento della prima rata, infatti, si potrà tornare a circolare normalmente.


debito

image by JrCasas

Si tratta di una mossa scaturita dall’accordo che Equitalia è riuscita a siglare con il Pra (Pubblico Registro Automobilistico). Il debitore che avrà onorato il pagamento della prima rata otterrà dall’agenzia un’apposita comunicazione da consegnare agli uffici del Pra. E poi? Il Registro pubblico degli automobilisti procederà con un’annotazione con cui verrà, di fatto, sospeso il fermo amministrativo sul veicolo. Ma attenzione: si tratta di una semplice sospensione. Per togliere del tutto l'”ipoteca” sul mezzo, occorrerà corrispondere l’intero importo al Fisco che, su questo, non è disposto a concedere alcuna agevolazione. L’iniziativa è stata illustrata ieri dall’amministratore delegato di Equitalia S.p.A, Ernesto Maria Ruffini, durante un’audizione alla sesta commissione Finanze e Tesoro del Senato.

Di cosa ha parlato Ruffini? Di riscossioni, ovviamente, snocciolando una serie di numeri che certificherebbero il graduale miglioramento della situazione. L’ad di Equitalia S.p.A (che, lo ricordiamo, è l’agenzia incaricata di riscuotere i debiti in tutta Italia, fatta eccezione per la Sicilia) ha precisato che, da quando la riscossione è stata affidata all’agenzia pubblica, le cifre si sono fatte più rotonde. Nel dettaglio: tra il 2000 e il 2005, le società private che avevano ottenuto in concessione l’incarico di riscuotere soldi dai debitori erano riuscite a “racimolare” mediamente circa 2,9 miliardi di euro ogni anno. Mentre da quando, nel 2006, a occuparsene è stata Equitalia, l’importo medio annuo riscosso è salito a 7,7 miliardi di euro.

Non solo: Ruffini ha spiegato che, dal 2008 al 2015, a Equitalia sono pervenute 5,6 milioni di istanze di rateizzazione per un valore di oltre 107 miliardi di euro. E che nel corso del solo 2015, tali richieste (presentate ovviamente da cittadini in difficoltà economiche) sono state 1.216.784 per un valore complessivo di 22,7 miliardi di euro. Di più: nel 2015, gli incassi da rateizzazione hanno rappresentato circa la metà degli incassi totali di Equitalia. Da qui la scelta di concedere la sospensione del fermo sul mezzo a chi sceglie questa forma di dilazione nel pagamento.



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