Se il vescovo intasca i soldi della Diocesi: avviso di garanzia a Domenico Magovero

Sotto la lente degli inquirenti anche l'ex economo, don Franco Caruso, la cui cattiva gestione avrebbe causato debiti per oltre 5 milioni di euro

La Procura di Marsala ha recapitato un avviso di garanzia al vescovo di Mazara del Vallo (in provincia di Trapani), Domenico Mogavero. Al quale viene contestato di essersi appropriato di 180 mila euro destinati alla sua Diocesi. Mogavero è stato sottosegretario della Cei ed è commissario della Conferenza Episcopale Italiana per le migrazioni. Il suo impegno a sostegno dei profughi che sbarcano nelle coste della Sicilia potrebbe, però, essere “macchiato” dall’accusa di appropriazione indebita su cui gli inquirenti hanno avviato gli accertamenti.


appropriazione indebita

image by Paolo Bona

Il sospetto è che una somma ingente di denaro, quantificabile in circa 180 mila euro, sia finita nei conti correnti di Mogavero, attraverso una serie di bonifici e assegni intestati alla sua Diocesi. Un quadro che non coincide con quello delineato dal legale dell’alto prelato secondo cui il vescovo avrebbe, invece, denunciato le anomalie dei conti gestiti dall’ex economo don Franco Caruso, manifestando la disponibilità a collaborare con gli inquirenti. “Il vescovo – ha spiegato l’avvocato Stefano Pellegrino – al primo sospetto di irregolarità gestionale ha nominato due consulenti per verificare e fare chiarezza e, dopo aver ricevuto la relazione, l’ha trasmessa alla Procura manifestando sia la propria volontà querelatoria sia chiedendo, allo stesso tempo, di essere sentito dal procuratore”.

L’indice puntato contro don Caruso ha spinto gli inquirenti a convocare anche lui in Procura, ma alle loro domande, l’ex economo di Mazara del Vallo ha preferito non rispondere. I reati che gli vengono contestati sono quelli di appropriazione indebita e malversazione. Don Franco Caruso – che nel 2014 venne trasferito da Mogavero nel vicino paese di Santa Ninfa – avrebbe trattenuto per sé circa 250 mila euro che dovevano, invece, essere destinati a opere caritatevoli. A tutto svantaggio delle casse della Diocesi che, sotto la sua gestione, avrebbero accumulato debiti per 5 milioni e mezzo di euro. Da qui la scelta del vescovo Mogavero di nominare due consulenti esterni, incaricati di indagare sulla gestione dell’ex economo. A complicare la posizione di don Caruso, il sospetto che parte dei soldi intascati indebitamente siano stati girati a don Vito Caradonna, un prete di Marsala condannato per tentata violenza sessuale su un uomo.



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