Scuola: CISL Puglia, a rischio di blocco le graduatorie ad esaurimento

Il ministro Gelmini ha recentemente appoggiato l’emendamento presentato al Senato dalla Lega che chiede il congelamento per un anno delle graduatorie ad esaurimento, il cui aggiornamento è previsto ad aprile 2011.


Questa iniziativa è pensata per evitare, già da quest’anno, che i docenti del Sud, nella maggior parte dei casi detentori di punteggi più alti, possano trasferirsi in graduatorie più favorevoli, ossia in province in cui si registra un più basso numero, sia di tagli, che di docenti in possesso dell’abilitazione.

Il coordinamento dei precari della FLC-CGIL Puglia ha già prodotto un documento che propone di rafforzare la mobilitazione in difesa delle graduatorie che, nel rispetto della normativa vigente (Legge 296/2006) e della fatica delle migliaia di persone che hanno investito tempo e soldi per conseguire titoli, devono essere aggiornate.
Da un recente studio realizzato nella Regione Puglia, la commissione di esperti ha rilevato che la spesa per l’istruzione relativa ad ogni studente è in Puglia la più bassa d’Italia, come è più basso il numero dei docenti occupati, rimane elevato invece il tasso della dispersione scolastica con il 23,9% e la disoccupazione che risulta essere di un ragazzo su tre.
La FCL – CGIL Puglia chiede il ritiro dei tagli programmati che, rischiano di compromettere anche la partenza del nuovo sistema sulla formazione iniziale.
Infatti, se si dovesse confermare anche il terzo anno dei tagli tutti i tirocini formativi facenti capo alle classi di concorso in esubero non potranno essere attivati.
L’interesse a bloccare le attuali graduatorie è motivato anche dalla volontà di congelare le attuali posizioni in attesa che si porti a compimento una riforma del reclutamento che certamente proverà a ritoccare il “peso dei titoli”, a svantaggio della tanto decantata meritocrazia.
La FLC fa un appello all’unità del Paese e soprattutto alla difesa della qualità dell’istruzione pubblica che può aversi solo se è garantita la stabilità lavorativa.



 

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