Scrivere il Curriculum Vitae per il primo impiego

Il cruccio di tutti gli studenti al termine di un corso di studi è come riuscire a scrivere il primo curriculum vitae. Ci si aspetta di dover fare un lungo elenco di esperienze lavorative che, ahimè, non abbiamo e ci ritroviamo davanti ad un foglio bianco senza sapere cosa sia meglio scrivere.

Se siamo al nostro primo impiego (almeno nel settore in cui stiamo cercando lavoro) ricercheremo una posizione “junior”. Chi apre questo tipo di posizioni sa benissimo di trovarsi di fronte persone alle prime armi, con nessuna esperienza o quasi quindi cerchiamo di stare tranquilli e di concentrarci su tutto il resto del nostro cv.

Prima di tutto il formato. Oggi molte aziende preferiscono il formato europeo (facilmente reperibile su internet). È un formato standard che aiuta i selezionatori nella lettura e catalogazione delle informazioni ma non aiuta chi lo scrive ad esprimere al meglio le proprie esperienze. Infatti la prima cosa che noterete aprendolo è la rigidità degli schemi nei quali inserire le informazioni. È molto utile per standardizzare ma non per parlare di “persone”.

 


Non siete obbligati ad usarlo, ci sono molti altri format che lasciano più libertà di espressione. Quando non esplicitamente specificato nell’annuncio, la scelta dipende esclusivamente da voi. Scegliere è facile: più l’azienda per la quale vi proponete è “formale” più sarà indicato il formato europeo; di contro più l’azienda è “informale/creativa più la vostra impronta anche nella scelta del format sarà importante. Solo per fare due esempi lapalissiani: se vi candidate per una banca sicuramente il formato europeo sarà da preferirsi; se vi candidate per un’agenzia di pubblicità un messaggio arrotolato in una bottiglia sarà sicuramente gradito dal direttore creativo.

Veniamo ai contenuti. Non avete molto da scrivere nella sezione esperienze lavorative. Non potete farci nulla o quasi. Io consiglio quando possibile, durante il corso degli studi, di proporsi per stage non retribuiti in aziende, anche piccole, nel settore di nostro interesse così da poter riempire con almeno una voce quella sezione.

Non esistono però solo le esperienze lavorative: il nostro punto forte sarà il percorso di studi. Cerchiamo di valorizzarlo al meglio mettendo in evidenza gli esami , le discipline o le attività che potrebbero interessare il selezionatore. Anche l’argomento della tesi potrebbe essere interessante se pertinente.

Le lingue straniere sono importanti in molti settori. Cerchiamo di capire quanto lo sono per il nostro e comportiamoci di conseguenza. Soprattutto non mentite perché potreste ritrovarvi di fronte un selezionatore pratico di lingue che potrebbe chiedervi di sostenere una parte del colloquio in una lingua straniera.

Un modo molto interessante per far emergere le nostre capacità personali è descrivere i nostri interessi e le attività extra curriculari. Non scrivete cose banali tipo “amo leggere” o elenchi impersonali tipo “musica, lettura, sport”. Cercate di parlare dello sport che praticate, dello strumento che suonate o dei libri che leggete. Delle attività di volontariato, dei lavori estivi, del baby-sitting o delle “ripetizioni”. A volte ci si vergogna a scrivere su un cv queste cose ma ad un occhio attento riveleranno delle cose di voi. Inoltre gestire più di un’attività già da solo dice di voi che sapete organizzare il vostro tempo: vi sembra poco?

 

L’autrice di questo articolo e la redazione di Bianco Lavoro sono disponibili per suggerimenti e consigli sull’argomento. Scrivete pure nei commenti o inviate una e-mail a info@biancolavoro.it

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