Scorporo IVA: cos’è e come calcolarlo

Che cos'è e come si fa lo scorporo IVA? Vediamo nel dettaglio a cosa serve, come si calcola, le formule ed alcuni esempi pratici di calcolo.

L’IVA (imposta sul valore aggiunto) viene definita anche imposta sui consumi in quanto colpisce ogni fase della produzione di beni e servizi, ma viene effettivamente pagata dal consumatore finale poiché, nei passaggi intermedi tra la fase di produzione e quella di vendita, agiscono un serie di soggetti neutrali all’imposta. I lavoratori autonomi, coloro che possiedono una partita IVA o gli imprenditori, essendo soggetti passivi IVA, attraverso la detrazione e la rivalsa dell’IVA rimangono neutrali a questa imposta, che quindi verrà pagata solo ed esclusivamente dal consumatore finale.


Ecco perché diventa di fondamentale importanza per i soggetti passivi IVA calcolare velocemente e con semplicità la somma imponibile dei beni e servizi, in quanto è questo il prezzo che effettivamente andranno a pagare per il bene o il servizio necessario alla propria attività. Vediamo quindi nel dettaglio a cosa serve lo scorporo IVA, come si calcola, le formule ed alcuni esempi pratici di calcolo.

cos'è e come si calcola lo scorporo IVA

IVA e Aliquote

Per poter calcolare lo scorporo IVA è necessario per prima cosa conoscere qual è l’aliquota IVA applicata al bene acquistato: esistono 4 aliquote IVA in vigore, differenti in base al differente bene o servizio a cui l’IVA viene applicata.

Aliquote IVA: classificazione

Le aliquote sono del 4%, 5%, 10% e 22%. L’aliquota più comune è rappresentata da quella ordinaria pari al 22%. Nello specifico possiamo elencare a titolo esemplificativo le varie aliquote suddivise per i prodotti e servizi più comuni, come stabilito dal D.P.R. 633/72, i cui beni e servizi vengono elencati in maniera esaustiva all’interno delle relative tabelle contenute del D.P.R. stesso.

  • 4% (aliquota minima): agrumi, apparecchi ortopedici, canone radio e TV, ebook, farine, formaggi, giornali e periodici, granoturco, pane;
  • 5%: prestazioni socio-sanitarie, prestazioni di trasporto urbano di persone, beni quali basilico, rosmarino, salvia, freschi e origano;
  • 10% (aliquota ridotta): moltissimi generi alimentari, quali carne, pesce, latte, uova, frutta e verdura, cioccolata e prodotti a base di zuccheri, energia elettrica, gas e servizi telefonici;
  • 22% (aliquota ordinaria): tutti gli altri beni e servizi non rientranti tra quelli ad aliquote differenti.

Calcolare lo scorporo dell’IVA

Per coloro che hanno partita IVA, per i professionisti e per le aziende è molto importante conoscere il valore dell’IVA all’interno di un’operazione di acquisto di beni e servizi , partendo dal prezzo totale del bene o del servizio acquistato. Poiché per un professionista o un’azienda, l’imposta sul valore aggiunto rappresenta un’imposta a debito in caso di vendite e un’imposta a credito in caso di acquisti, è fondamentale saper calcolare in maniera rapida l’importo effettivo di crediti e debiti verso i clienti e i fornitori,  quindi saper scorporare l’IVA.

Effettuando lo scorporo dell’IVA viene calcolato il valore fiscalmente imponibile di un bene o di un servizio. Con questo tipo di calcolo il valore del bene o del servizio viene diviso in due differenti componenti: la base imponibile, cioè il costo reale del bene o del servizio, quindi il suo prezzo senza l’IVA, e l’effettiva IVA pagata sul bene o servizio acquistato.

Scorporo dell’IVA: a cosa serve?

Come detto, l’IVA viene pagata realmente solo dal consumatore finale. Per il consumatore finale saper scorporare l’IVA dal prezzo del prodotto o servizio acquistato serve semplicemente per conoscere qual è l’effettivo prezzo pagato per la merce o il servizio, ma non ha nessuna valenza a fini fiscali. Diversa invece è la questione per coloro che sono soggetti passivi IVA. Per questi soggetti lo scorporo IVA deve essere eseguito per due motivi fondamentali:

  • per conoscere l’imposta sul valore aggiunto pagata sui beni e servizi acquistati per la propria attività così da ottenere l’IVA a credito, che andrà a sottrarsi all’IVA a debito ottenuta dalle vendite dei beni e servizi ai propri clienti, per poter quindi calcolare l’IVA da versare o l’importo dell’IVA a credito;
  • per conoscere la base imponibile dei beni e servizi acquistati, quindi il prezzo dei beni e servizi acquistati per la propria attività senza l’importo dell’IVA, che andranno a comporre la voce costi del proprio bilancio di esercizio.

Formule per lo scorporo dell’IVA

La formula alla base del calcolo dello scorporo dell’IVA è la seguente:

  • 100: (100+aliquota IVA) = Somma imponibile : prezzo finale del bene o servizio

Si può usare anche un’altra formula, quale:

  • Prezzo finale : 1,aliquota IVA

Entrambe le formule portano al medesimo risultato.

Esempio pratico 1

Poniamo come primo esempio un caso molto semplice. Supponiamo che un idraulico abbia acquistato un nuovo attrezzo per il proprio lavoro, al prezzo di 100 euro sul quale viene applicata l’IVA del 22%. Inseriamo questi dati all’interno delle due formule sopra esposte per eseguire lo scorporo dell’IVA.

  • 100: (100+22) = Somma imponibile : 100

L’obiettivo è conoscere la somma imponibile dell’attrezzo acquistato, quindi:

  • Somma imponibile = (100 * 100)/122 = 81,96 euro

Utilizzando la seconda formula si ottiene il medesimo risultato, cioè

  • 100 (il prezzo finale) / 1,22 (1+aliquota del 22%) = 81,96 euro

Una volta trovato l’importo della somma imponibile, la somma dell’IVA sarà data dalla differenza tra il prezzo finale e la somma imponibile, quindi nell’esempio l’IVA sarà pari a 18,04 euro. Si può fare ovviamente la contro prova: partendo dall’importo imponibile aggiungendo l’IVA si otterrà l’importo pagata dall’idraulico:

  • 81,96 *1,22 = 99,99

La leggera differenza è data dall’arrotondamento al secondo decimale della somma imponibile.

Esempio pratico 2

Esponiamo un secondo caso con numeri differenti per rendere più chiaro, nel concreto, il calcolo dello scorporo IVA. Prendiamo come esempio un tappezziere che deve prendere una certa quantità di tappezzeria presso un’azienda all’ingrosso. Compra materiale per il lavoro, che dovrà svolgere presso un ufficio, spendendo 480 euro. Calcoliamo con entrambi i metodi l’importo della somma imponibile del materiale acquistato e quindi, di conseguenza, l’importo dell’imposta sul valore aggiunto.

  • 100 : (100 + 22) = Somma imponibile : 480
  • Somma imponibile =  100*480 / 122 = 393,44

Utilizzando la seconda formula si ottiene il medesimo risultato, cioè

  • 480:1,22 = 393,44

Si può fare la contro prova calcolando a e sommando l’IVA (il 22%) alla somma imponibile, ottenendo quindi il prezzo finale pagato dal tappezziere,

  • 393,44 * 1,22 (22%) = 479,99 euro

Esempio pratico 3

Prendiamo come esempio l’acquisto del pane da parte di un ristoratore. Il pane ha un‘aliquota IVA pari al 4%. Il ristoratore ha comprato pane per un valore di 20 euro e vuole conoscere velocemente qual è l’importo imponibile del pane acquistato.

Prima formula:

  • 100 : 104 = Somma imponibile : 20
  • Somma imponibile = 100*20 / 104 = 19,23 euro

Utilizzando la seconda formula si ottiene il medesimo risultato, cioè

  • 20 (prezzo finale) : 1,04 (1 + aliquota IVA) = 19,23 euro

Quindi l’IVA pagata per il pane sarà pari a 0,77 euro, che corrisponde ovviamente al 4% (aliquota IVA) della base imponibile.

Esempio pratico 4

Consideriamo ora l’acquisto di un bene con IVA differente dall’IVA ordinaria del 22%. Nel caso specifico prendiamo come esempio un apicoltore che vuole allargare la propria attività e comprare api, la cui imposta sul valore aggiunto applicata è pari al 10%. L’apicoltore acquista le api per un prezzo finale pari a 170 euro. Vediamo quale sarà l’importo della somma imponibile, considerando un’IVA pari al 10%.

Prima formula:

  • 100 : 110 = Somma imponibile : 170
  • Somma imponibile = 100*170 / 110 = 154,54 euro

Utilizzando la seconda formula si ottiene il medesimo risultato, cioè

  • 170 (prezzo finale) : 1,10 (1 + aliquota IVA)  = 154,54 euro

Quindi l’IVA pagata per le api sarà pari a 15,46 euro che corrisponde ovviamente al 10% (aliquota IVA) della base imponibile.




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