Sciopero 8 marzo: il corto circuito tra sindacato e ministero

Alcuni ministeri hanno attribuito allo Slai Cobas l'organizzazione di uno sciopero nazionale che dovrebbe svolgersi il prossimo 8 marzo. Ma dal sindacato smentiscono

Si tinge di giallo la vicenda che riguarda lo sciopero generale annunciato per il prossimo 8 marzo in tutta Italia. A darne comunicazione sono stati sia il ministero della Pubblica amministrazione che quello dell’Istruzione, ma il sindacato che – secondo loro – lo avrebbe indetto smentisce ogni cosa. Il risultato? L’ennesimo “pasticcio all’italiana”, che promette di creare problemi ai cittadini che non riescono a capire a chi bisogna credere.


sciopero

image by Cebas

Il ministero della Pubblica Istruzione ha inoltrato, nei giorni scorsi, una comunicazione ai direttori degli uffici scolastici regionali per avvisarli dello sciopero nazionale che si svolgerà il prossimo 8 marzo. E che interesserà tutto il personale dei comparti pubblici, privati e cooperativi coinvolgendo sia i dipendenti a tempo indeterminato che quelli a tempo determinato che gli atipici che i precari. La mobilitazione – che, secondo il ministero di viale Trastevere, è stata indetta dal sindacato Slai Cobas – potrebbe produrre non pochi disagi arrivando a “paralizzare” l’intero Paese. Ma a smentire ogni cosa è stato lo stesso sindacato.

E lo ha fatto con una comunicazione particolarmente dura, che ha per oggetto la messa in mora e diffida nei confronti della presidenza del Consiglio, del ministro del Lavoro e del ministro dell’Istruzione, oltre che della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Slai Cobas sostiene, infatti, di non aver indetto nessuno sciopero e pretende che chi ha fin qui diffuso informazioni inesatte provveda ad “aggiustare il tiro”.

“Il vostro mancato adempimento con pretesa e falsa attribuzione di indizione di sciopero a Slai Cobas hanno denunciato dal sindacato – viola consapevolmente, e di fatto, l’insieme delle inerenti normative nonché l’obbligo di correttezza e buona fede incombente sulle parti istituzionali preposte a ‘garanzia’ del rispetto delle modalità di legge sullo sciopero”. “L’insieme dei fatti qui denunciati – si legge nella nota vergata dal sindacato dei lavoratori autorganizzati – sta conseguendo la diffusione, tramite affissione pubblica in tutti i luoghi di lavoro, di avvisi di falsa attribuzione di sciopero a Slai Cobas con grave danneggiamento dell’immagine del sindacato. Pertanto la stessa organizzazione sindacale  preannuncia idonee azioni risarcitorie a tutela, nonché per l’accertamento e la repressione di eventuali ipotesi e responsabilità di reato”. 



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