Scegliere una password: ecco le peggiori 25 del 2014

Scegliere un password sicura non è un gioco. Mai essere banali, scontati o presuntuosi. Ecco le peggiori 25 del 2014 e qualche dritta su come impostare una password efficace.

Scegliere una password sicura non è una cosa così semplice. Però non è nemmeno un’impresa impossibile. Basta infatti un po’ di attenzione e due minuti di tempo per impostare una password che renda la vita molto difficile ad eventuali ladri di account (e di dati). L’azienda americana Splashdata ha stilato un elenco delle 25 password meno sicure scelte da circa 3,3 milioni di utenti, i quali rischiano, molto più di altri, di veder violati i loro accessi personali. Eventuali conseguenze, non sarebbero ovviamente di poco conto. Ecco quali sono state le peggiori 25 password del 2014.


scegliere-una-password

1) 123456
2) password
3) 12345
4) 12345678
5) qwerty
6) 123456789
7) 1234
8) baseball
9) dragon
10) football
11) 1234567
12) monkey
13) letmein
14) abc123
15) 111111
16) mustang
17) access
18) shadow
19) master
20) michael
21) superman
22) 696969
23) 123123
24) batman
25) trustno1

Scegliere una password? Cerchiamo di non dare i numeri

Come si può facilmente notare, alcune delle password utilizzate risultano veramente molto facili da indovinare, anche agendo, di fatto, in modo casuale. “123456” non sono solo i primi sei numeri, ma compongono anche quella sequenza che molto spesso si digita per fare una prova di funzionamento della tastiera. Una password di questo tipo, per il fatto di essere molto comune e tremendamente facile da indovinare è decisamente poco sicura (si trova infatti al primo posto della classifica di Splashdata). La stessa cosa può dirsi per altre sequenze di numeri (da 1 a 8 o da 1 a 9, 111111, 123123 e anche abc123, sequenza sì alfanumerica, ma di complessità praticamente nulla).Una buona password è difficile da indovinare anche perché non è immediata da digitare.

Mai usare l’ironia spicciola

Se qualcuno decide di violare il vostro account, sta fondamentalmente cercando di “fregarvi”. Quando dovete scegliere una passeord, usate la logica e l’intelligenza, non l’ironia,  non solo quella e soprattutto non quella spicciola. Altrimenti molto probabilmente riuscirà nel suo intento. Utilizzare “password” come password è quanto di più pericoloso si possa fare. Tutti ormai sanno di questa diffusissima abitudine, che col passare degli anni, si è fortunatamente “rifugiata” nel proteggere accessi dall’importanza sostanzialmente irrilevante. Bloccare un pc sul quale non sono salvati dati sensibili è un conto (e allora va bene anche “password” o “123”), ma impedire l’accesso, materiale o via web, ad un terminale in cui giacciono informazioni riservate e tutt’altra storia.

Al 17esimo posto troviamo la parola “letmein”, ovvero lasciami entrare. Ecco, è proprio così: se lo lasciate entrare , entrerà. Altri esempi? “Monkey” , vale a dire “scimmia”, per la nota teoria statistica per la quale un esercito di scimmie messo davanti a un pc potrebbe teoricamente finire per scrivere la Divina Commedia. Chi vuole rubare i vostri dati non sta pigiando dei tasti a caso sul suo pc, anzi, sa esattamente cosa sta facendo. Cercate di saperlo anche voi.

Meno persone, meno problemi

Una buona password è caratterizzata da una sequenza casuale ed alternata di numeri e lettere, sia maiuscole che minuscole, caratteri speciali e segni di punteggiatura. In alternativa, soprattutto se si ha paura di scordarla, è possibile trarre ottime password anche da alcune particolari informazioni personali (elaborandole appositamente per renderle del tutto “inarrivabili” dall’esterno). Attenzione però, tali informazioni devono essere solo in vostro possesso. Cose che sapete solo voi insomma. Bisogna tener presente che maggiore è il numero delle persone che conoscono le informazioni in oggetto, maggiore sarà la probabilità che tali informazioni sfuggano al vostro controllo ed arrivino alla persona sbagliata. Può infatti accadere che ci si dimentichi di averle scritte su un foglio o in un file che non c’entra niente come appunto temporaneo, poi rimasto lì e inviato ad altri, che a loro volta lo faranno girare, per lavoro o per altri motivi, senza minimamente sapere che all’interno di quel file c’è la vostra preziosa password o almeno qualcosa che la riguarda da vicino. Occhio! Sono inconvenienti (talvolta gravi) che capitano molto più spesso di quanto si pensi. Ovviamente, non scrivete mai, mai, mai, nemmeno la vostra vera e propria password in nessun posto e su nessun supporto che non sia di vostro esclusivo utilizzo.

Oggi si cambia

Scegliere una password sicura è tanto, ma non è tutto. Un’altra buona pratica infatti è quella di svegliarsi un giorno ogni 6 mesi, ma anche ogni 3 va benissimo e decidere convinti di cambiare la/le vostre password. Tenere sempre la stessa non va assolutamente bene, anche fosse la più sicura del mondo. Niente è sicuro per sempre. Un giorno, a cadenza più o meno regolare, è necessario prendersi qualche minuto per modificare i dati d’accesso. Un briciolo di fatica in più, per prevenire una vera e propria montagna di guai.



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