Scegliere una forma societaria: tutto ciò che occorre sapere

Guida per scegliere la forma societaria adatta alla propria attività: società di capitali, società di persone, cooperative. Regolamenti e vari tipi

Quale forma societaria scegliere se si vuole avviare un’attività? Domanda da un milione di dollari. Non tanto per i capitali che servono per aprirla, salvo grandi ambizioni e grandi risorse finanziarie a disposizione. Bensì perché il sistema giuridico italiano prevede una lunga serie di forme societarie. Vediamo di seguito quali domande porsi per scegliere la giusta forma societaria e le principali.

come scegliere forma societaria

Come scegliere una forma societaria

Per semplificare il discorso, diciamo subito che dobbiamo porre delle domande a noi stessi. Ossia:

  • l’attività viene svolta da me solo o più persone?
  • vogliamo tutelare il nostro patrimonio o siamo disposti a rischiarlo?
  • serve o meno una forma giuridica più flessibile ed orientata a maggiori ambizioni rispetto ad una ditta individuale?

Diciamo di auto-porvi queste domande giacché per quanto si voglia fornire un manuale dettagliato, non esiste una risposta univoca. Bisogna sempre capire quale è la situazione personale, il contesto in cui si inserirà la società, il volume affari presunto, il prodotto commercializzato. Nei prossimi paragrafi vediamo alcune delle principali forme societarie.

Forma societaria, la ditta individuale: cos’è e come funziona

La Ditta individuale costituisce la forma giuridica più semplice e meno onerosa per iniziare a lavorare in proprio poiché, per la sua costituzione, non sono richiesti particolari adempimenti. Occorre infatti solo aprire la Partita Iva, senza poi dover versare dei capitali iniziali. Come dice il nome stesso, la ditta individuale (o impresa individuale) fa riferimento a un solo titolare (cioè l’imprenditore) il quale è quindi l’unico responsabile e anche l’unico promotore della sua iniziativa imprenditoriale. Ciò significa che cura in prima persona l’attività commerciale, l’attività operativa, la gestione contabile, la gestione dei fornitori, i contatti con i clienti, ecc.

La ditta individuale viene aperta da chi vuole intraprendere un’attività professionale in proprio. O alle dipendenze di una società, ma sempre tramite Partita Iva. Si pensi a: commercialisti, architetti, ingegneri, medici, cosmetologi, restauratori, massaggiatori, vari tipi di consulenti (da quelli d’impresa a quelli informativi passando a quelli di marketing), parrucchieri, tecnici di TV o accessori elettrici, elettronici. E tante altre figure ancora. L’importante è capire che si tratta di professioni che non richiedono grandi investimenti iniziali e che comportano rischi patrimoniali abbastanza limitati. Infatti, se accumulo molti debiti, rischio di perdere casa, auto e altri beni per ottemperare alle insolvenze coi miei debitori.

Altri tipi di ditta individuale: impresa coniugale e impresa familiare

La forma societaria della ditta individuale può essere svolta anche nella forma di impresa familiare o di impresa coniugale. Ovvero, quando il titolare si avvale dell’aiuto della propria famiglia. Nel primo caso, oltre al titolare, possono partecipare alla ditta individuale anche il coniuge e i parenti entro il terzo grado, e gli affini entro il secondo (art.230 bis CC). Tutti i partecipanti all’impresa familiare hanno diritto alla ripartizione degli utili. Sebbene il titolare resti comunque l’unico responsabile dell’impresa.

L’impresa coniugale, invece, ha delle condizioni da rispettare:

  • deve essere costituita dopo il matrimonio;
  • i coniugi devono essere in regime di comunione legale dei beni;
  • i coniugi devono gestire l’impresa nella parità delle condizioni, ossia senza vincoli di subordinazione.

Ditta individuale: vantaggi e svantaggi

Come tutte le cose, anche la forma societaria della ditta individuale presenta vantaggi e svantaggi. Che vediamo di seguito.

1.1 Vantaggi

Partiamo dai vantaggi:

  1. facilmente realizzabile: semplice iscrizione alla C.C.I.A.A. (Camera di Commercio, Industria e Artigianato, clicca qui se vuoi approfondire) della provincia in cui è la sede della ditta individuale;
  2. rapidità delle tempistiche di costituzione;
  3. ridotte spese per la costituzione;
  4. tenuta della contabilità aziendale estremamente semplice: minori oneri amministrativi, cintabili e fiscali;
  5. accentramento decisionale dell’imprenditore;
  6. velocità, flessibilità e rapidità decisionale;
  7. minori costi di gestione;
  8. assenza dell’obbligo di redigere il bilancio a fine anno.

2.1. Gli svantaggi

Questi invece gli svantaggi:

  1. responsabilità illimitata nei confronti dei terzi creditori. In particolare, in caso di obbligazioni sociali, l’imprenditore risponde con tutto il suo patrimonio personale dei debiti contratti e non pagati;
  2. apporto delle sole risorse dell’imprenditore;
  3. assenza di soci con cui confrontarsi;
  4. limitata affidabilità creditizia;
  5. svantaggi fiscali: in caso di utili netti cospicui, questi si traslano sui redditi complessivi del titolare il quale poi paga le tasse anche in base a quanto dichiarato come reddito di ditta individuale.

Il regime dei minimi

Una parentesi merita il nuovo regime fiscale agevolato denominato Regime Forfettario destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo che rispettano determinati requisiti. E’ entrato in vigore dal 1 gennaio 2015 e vi può rientrare chi rientra in questi requisiti:

  • Limite dei ricavi e compensi: Da € 25.000 ad € 50.000 a seconda dell’attività esercitata
  • Spese per lavoro dipendente e assimilati: Non superiori ad € 5.000 lordi
  • Beni strumentali; Costo complessivo non superiore ad € 20.000

Ecco un esempio di inclusione ed esclusione nel regime dei minimi:

  • un tecnico di apparecchi elettrodomestici che nell’anno solare 2016 ha conseguito ricavi per € 16.000 potrà accedere nel 2017 al regime (ammesso che abbia anche altri requisiti);
  • un consulente informatico che nel 2016 ha incassato compensi per € 31.000 non potrà nel 2017 accedere al regime.

Società di persone

Veniamo ora alle cosiddette società di persone. Si distinguono dalla ditta individuale perché sono costituite da più persone non legate tra loro da gradi di parentela. Ma si distinguono altresì dalle società di capitali in quanto in esse prevale l’elemento soggettivo rappresentato dai soci, rispetto al capitale. Le società di persone non acquistano mai la personalità giuridica, cosa che invece avviene per le società di capitali. Tuttavia, rispetto alla ditta individuale, vige sempre un certo grado di separazione patrimoniale tra il patrimonio della società e quello del socio. Questo rapporto varia ovviamente a seconda del tipo di società che andremo a costituire. E che elenchiamo di seguito.

Società in accomandita semplice (SAS)

La società in accomandita semplice (conosciuta anche con l’acronimo S.a.s.), nel diritto italiano, è una società di persone che può esercitare sia attività commerciale sia attività non commerciale e che si caratterizza per la presenza di due categorie distinte di soci:

  • soci accomandanti: rispondono delle obbligazioni contratte dalla società limitatamente alla quota conferita (responsabilità limitata). Tuttavia, il prezzo da pagare per tale limitazione della responsabilità è una rigida esclusione degli accomandanti dall’amministrazione della società (divieto d’immistione). Tale divieto prevede, in caso di violazione, oltre all’esposizione dell’accomandante al rischio di esclusione dalla società, la perdita del beneficio della responsabilità limitata. Lo stesso effetto si verifica nel caso in cui l’accomandante consenta che il suo nome sia compreso nella ragione sociale. In questo caso risponderà solidalmente e illimitatamente delle obbligazioni sociali (salvo il caso che abbia consentito che il nome permanga nonostante la cessione della quota), ma non assumerà la qualifica di accomandatario. Il divieto di immistione nella s.a.s. regolare non arriva ad escludere del tutto il socio dalla possibilità, seppur marginale, di partecipare alla gestione della società. Difatti, i soci accomandanti possono compiere atti di amministrazione ma solo in forza di procura speciale per singoli affari. Inoltre i soci accomandanti possono prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori e, se l’atto costitutivo lo consente, dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni e compiere atti di ispezione e sorveglianza. In ogni caso essi hanno diritto ad aver comunicazione annuale del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite, nonché di controllarne l’esattezza, consultando i libri e gli altri documenti della società. Diversamente, nella s.a.s. irregolare il divieto di immistione assume invece carattere assoluto.
  • soci accomandatari: rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali. Contrariamente ai primi, solamente ad essi è attribuita l’amministrazione (e la rappresentanza) della società.

Sarà l’atto costitutivo della società a decretare chi sono i soci accomandatari e i soci accomandanti. Un eventuale creditore potrà rivalersi sul capitale della società (come per le società a responsabilità limitata) ed in parte sul patrimonio personale degli accomandatari.

Entrambi i tipi di soci sono comunque tenuti ad avere una partita IVA, una iscrizione alla camera di commercio per le attività soggette ed un registro societario. Occorre poi dire che la forma societaria SAS si distingue dalla società in accomandita per azioni giacché quest’ultima rientra nella disciplina della Società per Azioni, quindi fa parte della categoria delle società di Capitali.

Il capitale sociale della società in accomandita semplice è diviso in quote, che determinano anche, in base alla loro grandezza, la forza decisionale di ogni socio. Le quote di partecipazione non possono mai essere costituite da azioni, come accade invece nelle succitate società in accomandita per azioni. I soci non possiedono personalità giuridica e di conseguenza hanno una autonomia patrimoniale imperfetta.

Anche per la SAS vediamo vantaggi e svantaggi:

1.1. Vantaggi

Partiamo dai vantaggi:

  • costi di gestione e di avvio ridotti;
  • tassazione per trasparenza, quindi in base alla partecipazione all’utile il socio verserà imposte “personalmente”;
  • la società sconta solo IRAP e nessuna altra imposta (sempre in capo ai singoli soci);
  • costi di chiusura ridotti;

2.1. Svantaggi

Ecco, invece, gli svantaggi:

  • responsabilità illimitata e solidale per i soci accomandatari (amministratori);
  • problemi frequenti tra i soci, vista la natura appunto “personale” e piuttosto rigida del modello societario;
  • contributi INPS fissi dovuti da ogni socio “lavoratore”;
  • nessuna possibilità di partecipare alle decisioni societarie per l’accomandante (se non per specifici affari).

Società semplice

La forma societaria della società semplice (o anche S.s.) è il tipo più elementare di società; essa non può essere utilizzata per l’esercizio di un’attività commerciale. E’ pertanto considerata una forma meno importante di società e meno diffusa. Dal 2000 è soggetta all’iscrizione presso la sezione speciale del registro delle imprese, con finalità di pubblicità legale (con funzione dichiarativa) nel caso in cui svolga attività agricola, oltre alla funzione di certificazione anagrafica e di pubblicità notizia. Non è soggetta al fallimento in quanto non può esercitare attività commerciale. Dal punto di vista economico, non costituisce un tipo societario particolarmente rilevante, mentre, dal punto di vista giuridico, la sua disciplina, che è dettata dagli articoli 2251 – 2290 del Codice civile, si applica anche agli altri tipi di società personali, salvo quanto espressamente disposto dalla normativa specifica (art. 2293 c.c. e 2315 c.c.). In forza della disposizione contenuta dall’art. 2249 c.c., secondo comma, quello della società semplice è il regime residuale per l’attività societaria non commerciale, a cui si fa riferimento nel caso i contraenti non abbiano deciso di adottare un diverso tipo sociale.

Con la costituzione della società semplice, il socio si assume l’obbligo di effettuare dei conferimenti vale a dire apportare alla società beni e servizi necessari per l’esercizio comune dell’attività economica:

  • beni in natura: beni mobili o immobili, che possono essere in proprietà o in godimento;
  • denaro;
  • crediti: cessione di un credito del socio alla società, se il credito non viene pagato, il socio risponde sempre del mancato pagamento;
  • attività lavorativa: il socio conferisce la propria attività lavorativa prestandola a favore della società (socio d’opera).

La società semplice è contraddistinta da un’autonomia patrimoniale imperfetta: i creditori possono far valere i propri crediti nei confronti della società e nei confronti dei soci che hanno agito in nome e per conto della società. Salvo patto contrario, rispondono anche tutti gli altri soci.

La società semplice viene sciolta per queste cause:

  • decorso del termine: nell’atto costitutivo viene indicato il periodo di durata della società. Lo scioglimento può essere tacitamente prorogato (2273 c.c.) quando, decorso il periodo di durata, i soci continuano a compiere le operazioni sociali;
  • conseguimento dell’oggetto sociale o impossibilità di conseguirlo;
  • volontà di tutti i soci;
  • venir meno della pluralità dei soci: rimane un solo socio (sei mesi per ricostituirla);
  • altre cause previste dal contratto sociale.

Società in nome collettivo (SNC)

La società in nome collettivo (conosciuta anche con l’acronimo SNC) è una forma societaria disciplinata dagli articoli 2291-2312 del codice civile in cui tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali (art. 2291 c.c.). Viene scelta in genere per esercitare attività commerciali di dimensioni medio-piccole, è tenuta all’iscrizione nel registro delle imprese, alla tenuta delle scritture contabili e può essere sottoposta a procedura di fallimento. Esistono due tipi di società in nome collettivo:

  • regolare: si ha quando la società sia iscritta nel registro delle imprese. In tal caso l’atto costitutivo della società deve essere stipulato per atto pubblico o scrittura privata autenticata;
  • irregolare (detta anche società in nome collettivo di fatto), che si ha quando la società non è iscritta nel registro delle imprese, essendo formata di fatto dai rapporti da due o più persone per l’esercizio di un’attività, senza la formalizzazione di scritture ovvero con atti non autenticati da notaio.

La società in nome collettivo è regolata da un atto costitutivo deve contenere necessariamente:

  • generalità dei soci;
  • ragione sociale, costituita dal nome di uno o più soci e dall’indicazione del rapporto sociale (2292 c.c.);
  • indicazione dei soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della società;
  • sede della società ed eventuali sedi secondarie;
  • oggetto sociale, cioè l’attività che si intende svolgere;
  • conferimenti di ciascun socio e il valore a essi attribuito;
  • quota di partecipazione di ciascun socio agli utili o alle perdite;
  • criteri di ripartizione degli utili o delle perdite;
  • durata della società.

Rispetto ad una società semplice, la SNC può anche chiudere per fallimento (se la società svolge attività commerciale) o provvedimento dell’autorità governativa. Compiuta la liquidazione, i liquidatori devono:

  • redigere il bilancio finale (sottoscritto dai liquidatori);
  • proporre ai soci il piano di riparto dell’attivo residuo (art. 2311 c.c.).

Entrambi gli aspetti essere comunicati ai soci a mezzo raccomandata; possono essere impugnati dai soci nel termine di 2 mesi dalla comunicazione testé detta, in caso contrario si intendono approvati. Qualora 1 e 2 venissero impugnati il liquidatore può chiedere che le questioni relative alla liquidazione vengano esaminate separatamente dalle questioni della divisione. I liquidatori sono liberati di fronte ai soci con l’approvazione del bilancio finale. I liquidatori chiedono la cancellazione della società dal registro delle imprese. I creditori sociali rimasti insoddisfatti, dopo la cancellazione possono aggredire il patrimonio dei soci o dei liquidatori, qualora venga dimostrata la colpa del liquidatore nel mancato pagamento. Le scritture contabili e i documenti depositati presso la persona designata dalla maggioranza devono essere conservati per 10 anni dalla cancellazione.

Anche per la SNC, ci sono vantaggi e svantaggi. Ecco quali.

1.1. Vantaggi

  • costi di gestione e di avvio ridotti;
  • tassazione per trasparenza, quindi in base alla partecipazione all’utile il socio verserà imposte “personalmente”;
  • la società sconta solo IRAP e nessuna altra imposta (sempre in capo ai singoli soci);
  • costi di chiusura ridotti.

2.1. Svantaggi

  • responsabilità illimitata e solidale;
  • problemi frequenti tra i soci, vista la natura appunto “personale” e piuttosto rigida del modello societario;
  • contributi INPS fissi dovuti da ogni socio.

Società di capitali

Si definiscono società di capitali quelle forme societarie in cui l’elemento del capitale ha una prevalenza concettuale e normativa rispetto all’elemento soggettivo rappresentato dai soci. Come avviene in quelle di persone viste prima. La partecipazione dei soci al capitale sociale può essere rappresentata da azioni o da quote a seconda della specifica tipologia societaria. Vediamo di seguito i vari tipi di società di capitali.

Società a responsabilità limitata

Le società a responsabilità limitata (meglio note con l’acronimo s.r.l.) costituiscono un modello societario a ristretta compagine sociale; in esse le quote sociali non possono essere rappresentate da azioni ed è vietata la raccolta del risparmio presso il pubblico. La società a responsabilità limitata (S.r.l.), disciplinata nel Codice Civile dagli articoli 2462-2483, rappresenta la forma più flessibile e diffusa tra le società di capitali, in quanto preferita per la costituzione di imprese di dimensioni più ridotte.

Alla luce di ciò, si può comprendere quanto la S.r.l. presenti caratteristiche a metà strada tra società di capitali e società di persone. Di una società di capitali presenta tali caratteristiche:

  • autonomia patrimoniale perfetta;
  • i soci rispondono limitatamente alla propria quota delle obbligazioni sociali.

Con le società di persone, invece:

  • forte autonomia statutaria nella disciplina dei rapporti interni tra soci.

Il capitale sociale minimo è di 10.000.00 euro, suddiviso in quote che attribuiscono a ciascun socio un potere proporzionale alla quota posseduta, salva diversa disposizione dell’atto costitutivo. Possono essere oggetto di conferimento (art. 2464 c.c.) tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione economica: denaro, crediti, beni mobili ed immobili. Ma anche prestazioni di opera o di servizi in favore della società, per le quali si richiede la presentazione di una polizza d’assicurazione o di una fideiussione bancaria che garantisca gli obblighi assunti dal socio.

Le caratteristiche delle s.r.l. sono:

  • il capitale sociale minimo è di 10.000 euro (1 euro nella società a responsabilità limitata semplificata);
  • il capitale sociale è diviso in quote;
  • tutte le quote possono essere sottoscritte od acquisite successivamente da un unico socio (si parla in tal caso di società a responsabilità limitata unipersonale);
  • le quote possono essere di importo diverso, ma non possono essere oggetto di sollecitazione all’investimento del pubblico risparmio;
  • i titoli di debito emessi dalla società possono essere sottoscritti soltanto da investitori professionali.

Il valore dei conferimenti non può essere complessivamente inferiore all’ammontare del capitale sociale. Le decisioni vengono prese con deliberazione assembleare, ma l’atto costitutivo può derogare a tale norma. Le s.r.l. possono essere costituite per contratto o con atto unilaterale, purché l’atto costitutivo rispetti i requisiti indicati dalla legge. Gli amministratori hanno la rappresentanza generale della società e sono responsabili verso di essi per i danni che possono essere causati. Comunque, tale responsabilità non si estende a chi dimostri di essere esente da colpa o che abbia fatto constare il proprio dissenso.

Vediamo quali sono i vantaggi e svantaggi di avviare una forma societaria come la SRL.

1.1. Vantaggi

  • limitazione della responsabilità;
  • migliore “presentazione” dinnanzi a banche, fornitori…rispetto ad una ditta individuale o società di persone;
  • possibilità di modificare in maniera più rapida gli assetti societari (trasferimenti di quote più semplici);
  • non tutti i soci devono versare i contributi INPS, solo i soci lavoratori e amministratori con compenso in genere;
  • possibilità di costituirla con un unico socio.

2.1. Svantaggi

  • costi di avvio e di liquidazione/chiusura piuttosto elevati;
  • costi di gestione elevati;
  • maggior numero di adempimenti e maggiore correttezza richiesta nella gestione contabile;
  • capitale iniziale per la costituzione maggiore.

Srl semplificata, la new entry

Da alcuni anni è stata introdotta nell’ordinamento giuridico la società a responsabilità limitata semplificata (SRLS). Si ispira alle LTD europee. Cosa cambia? Vengono eliminati i costi notarili e alcuni diritti e bolli per la costituzione, oltre ad avere tutti i vantaggi della SRL classica. Andrebbe però maggiormente migliorata e resa più “europea” in termini di adempimenti e burocrazia.

Anche per questa forma societaria semplificata esistono comunque vantaggi e svantaggi:

2.1. Vantaggi

  • limitazione della responsabilità;
  • costi di costituzione ridotti;
  • possibilità di versare anche 1 solo euro di capitale;
  • non tutti i soci devono versare i contributi INPS, solo i soci lavoratori e amministratori con compenso in genere;
  • possibilità di costituirla con un unico socio.

2.1. Svantaggi

  • costi di liquidazione/chiusura/variazione elevati;
  • costi di gestione elevati;
  • maggior numero di adempimenti e maggiore correttezza richiesta nella gestione contabile.

Società per azioni

Nelle società per azioni (acronimo S.p.A.) il capitale sociale è rappresentato da azioni, con un valore minimo in euro pari a 50.000 (limite fissato di recente, dal 2014). Le società per azioni possono emettere varie categorie di azioni:

  • ordinarie;
  • privilegiate;
  • di godimento;
  • senza voto;
  • con voto limitato;
  • di risparmio.

Le società per azioni sono in tutto e per tutto società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, ovvero società che emettono azioni diffuse tra il pubblico in maniera rilevante (a stabilire quest’ultimo aspetto è il regolamento della Consob). Queste società si distinguono in 2 famiglie:

  • società quotate: trattasi di società quotate nei mercati regolamentati, che di solito non operano come società singole ma sono piuttosto inserite in un gruppo di imprese;
  • società non quotate: come dice il nome stesso, sono società che non ricorrono alla quotazione, ma sono tuttavia “aperte” al mercato del capitale di rischio in quanto hanno azioni diffuse in maniera rilevante presso il pubblico.

Tra le società quotate, occorre poi fare distinzione tra società a ristretta base azionaria e società con azionariato diffuso. Queste ultime coinvolgono su scala di massa azionisti detti “risparmiatori”. Le società che non fanno ricorso al mercato dei capitali di rischio significa che non fanno ricorso al pubblico risparmio. Sono società “chiuse” formate da un ristretto numero di soci.

Rientrano nelle società per azioni pure le imprese di intermediazione mobiliare, vale a dire: banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio (anche dette società ad investimento mobiliare – s.i.m.). Esse sono società azionarie a diritto speciale, vista la particolare normativa che le riguarda e che prevede:

  • garanzie di trasparenza della proprietà, delle attività e degli assetti azionari, con particolare riguardo alla partecipazioni rilevanti;
  • disciplina dei rapporti di gruppo e degli accordi parasociali che possono intercorrere tra i soci di comando;
  • nuovi diritti degli azionisti di minoranza;
  • obblighi in materia di offerte pubbliche di acquisto e di scambio;
  • disciplina della rappresentanza e delega nell’esercizio del diritto di voto e voto per corrispondenza;
  • funzioni di controllo contabile e di gestione della società (esercitati dalla Consob, Commissione nazionale per le società e la borsa), con particolare riguardo ai documenti di bilancio.

L’ordinamento giuridico prevede anche la Sa.pa., ovvero la Società in accomandita per azioni. la società in accomandita per azioni (S.a.p.a), forma che, a dire il vero, non ha mai avuto grande diffusione. La sua caratteristica  peculiare è la coesistenza di due tipi di soci:

  • accomandanti: esclusi dall’amministrazione e responsabili limitatamente al proprio conferimento;
  • accomandatari, amministratori di diritto, personalmente e illimitatamente responsabili.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di avviare una SPA:

1.1. Vantaggi

gli utili dell’ azienda sono liberamente gestibili, possono essere accumulati e distribuiti ai soci nei momenti fiscalmente più convenienti.

2.1. Svantaggi

  • elevate spese di costituzione e di gestione. Infatti, per la loro costituzione, oltre alle spese notarili sono previste imposte di registro proporzionali al capitale sociale e alla natura dei conferimenti. Inoltre, convocare un’ assemblea di una S.p.a con numerosi azionisti comporta il sostenimento di costi per la pubblicazione della convocazione, spese per l’ affitto del locale, ecc…
  • Se non vengono rispettate le norme contabili e fiscali i soci sono esposti in termini di responsabilità. Fondamentale quindi affidare la conduzione dell’ impresa a persone fidate ed esperte.

E se volessimo costituire una cooperativa?

Veniamo infine ad un ultimo tipo di società. Una sorta di ibrido rispetto alle precedenti, il cui scopo non è in lucro dei singoli, ma interessi di una collettività.

Le società cooperative

Una società cooperativa è una forma societaria che ben si presta quando si vuole o si deve gestire in comune un’impresa che si prefigge lo scopo di fornire innanzitutto agli stessi soci quei beni o servizi per il conseguimento dei quali la cooperativa è sorta. Quest’aspetto si chiama “scopo mutualistico”.  Fino al 2001 il codice civile della Repubblica Italiana prevedeva che per costituire una cooperativa ci volesse un minimo di 9 soci, mentre dal 2001 con un numero di soci da 3 a 8 si poteva costituire una piccola società cooperativa con la stessa operatività. Con la riforma del diritto societario l’istituto giuridico della piccola cooperativa è stato abrogato e si è prevista la possibilità di costituire società cooperative anche con un numero minimo di 3 soci.

Il succitato scopo mutualistico tra i soci è l’aspetto fondamentale di una società cooperativa. Senza il quale verrebbe snaturata. Così come altre due colonne portanti quali solidarietà e democrazia. Cosa significa tutto ciò? Che tra i soci deve esserci la comune volontà di tutelare i propri interessi di consumatori, lavoratori, agricoltori, operatori culturali, ecc.

L’elemento distintivo e unificante di ogni tipo di cooperativa – a prescindere da ogni altra distinzione settoriale – si riassume nel fatto che, mentre il fine ultimo sia delle società di persone che delle società di capitali è la realizzazione del lucro e si concretizza nel riparto degli utili patrimoniali, le cooperative hanno invece uno scopo mutualistico, che consiste – a seconda del tipo di cooperativa – nell’assicurare ai soci il lavoro, o beni di consumo, o servizi, a condizioni migliori di quelle che otterrebbero dal libero mercato. La società cooperativa è anche più flessibile rispetto a una SPA: se si aumenta il capitale sociale o aumentano o diminuiscono i soci, non c’è l’obbligo di modificare l’atto costitutivo.

Le cooperative sono regolate dalle norme specifiche presenti nel Codice civile, dall’articolo 2511 all’art. 2548, e, in quanto compatibili, dalle disposizioni sulla società per azioni (art. 2519 primo comma). Per le cooperative costituite da meno di 9 soci è obbligatoria (art. 2522, secondo comma) l’applicazione delle norme sulle s.r.l. (e possono essere costituite esclusivamente da persone fisiche, non da persone giuridiche).

Le norme sulla società a responsabilità limitata possono essere applicate anche nel caso in cui si verifichi una delle seguenti condizioni (e l’atto costitutivo preveda espressamente l’applicazione di tali norme):

  • numero dei soci inferiore a venti,
  • attivo patrimoniale inferiore a un milione di euro.

Le società cooperative godono di autonomia patrimoniale perfetta. L’art. 2518 dispone infatti che nelle società cooperative per le obbligazioni risponde soltanto la società con il suo patrimonio (cioè sono persone giuridiche). Le leggi speciali possono imporre un numero minimo di soci maggiore dell’ordinario per determinate categorie di cooperative (es. 200 soci per le banche di credito cooperativo).

Veniamo infine ai vari tipi rientranti nella forma societaria di tipo cooperativa, in base alla natura dei soci e alle finalità che si sono preposte:

  • una Cooperativa di credito: come le cosiddette Banche di Credito Cooperativo (BCC). Il loro scopo consiste nel fare una politica del credito equa verso i loro soci e clienti, non perseguendo logiche di mero guadagno;
  • una Cooperativa di consumatori: l’obiettivo è di acquistare e rivendere beni di ottima qualità a prezzi vantaggiosi ai propri soci, e più in generale, ai consumatori (un esempio di tale cooperativa possono essere le cooperative consorziate in Coop Italia);
  • una Cooperativa di dettaglianti: lo scopo è unirsi sotto un’unica insegna per occuparsi congiuntamente di acquisti e pubblicità. Questo tipo di associazione permette di risparmiare risorse e di affrontare uniti la concorrenza;
  • una Cooperativa di produzione e lavoro: lo scopo consiste nel procurare lavoro alle migliori condizioni possibili per i propri soci-lavoratori; il rapporto fra socio e cooperativa è regolato dal Regolamento interno (obbligatorio per questo tipo di cooperative ai sensi della Legge 142/2001);
  • una Cooperativa sociale: si tratta di una cooperativa di lavoro per la gestione di servizi socio sanitari ed educativi (dette di tipo A) o finalizzata all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate come disabili, ex detenuti, ecc.(dette di tipo B);
  • una Cooperativa di abitanti o Cooperativa edilizia: finalizzata alla costruzione di alloggi per i propri soci in un rapporto corretto tra qualità e prezzo;
  • una Cooperativa agricola o della pesca: si tratta di una cooperativa per coltivazione, trasformazione, conservazione, distribuzione di prodotti agricoli o zootecnici oppure finalizzate all’esercizio in comune della pesca o di attività ad essa inerenti.
  • una Cantina sociale: si tratta di una cooperativa che ha lo scopo di vinificare e commercializzare in modo associato il vino prodotto a partire dalle uve conferite dai soci; analogo scopo, in campo lattiero-caseario e oleicolo, hanno le latterie sociali e i frantoi sociali
  • Legacoop, di più recente nascita. Trattasi di cooperative legate ad uno specifico contesto territoriale (normalmente un comune o un borgo) e finalizzate al soddisfacimento dei bisogni di una comunità. Elementi distintivi di una Cooperativa di comunità sono il forte legame con i bisogni e le peculiarità del territorio e la possibilità di generare ricadute positive per la collettività di riferimento. Operano per i più disparati settori a seconda del proprio obiettivo: turismo, valorizzazione dei prodotti tipici, energie rinnovabili, ecc.) legati alle specificità delle comunità di riferimento. In Italia sono diffuse da Nord a Sud e cercano di sopperire alle carenze dello Stato.

Difficile trovare degli svantaggi nella società cooperativa, se non quelli legati a guadagni minori rispetto ad altre forme societarie che però hanno come contraltare un maggiore rischio di capitale. Riguardo i vantaggi, invece:

  • una maggiore retribuzione rispetto all’agire da soli
  • acquisto di beni a un prezzo più basso o conferimento degli stessi a prezzi superiori rispetto a quelli offerti dal mercato
  • migliori occasioni di lavoro rispetto a se si agisse da soli
  • riduzione dei costi di gestione della singola impresa
  • avvio di un’attività imprenditoriale senza investimento di grandi capitali: la legge stabilisce il limite minimo della quota di versamento del singolo socio in 25 euro. Mentre al notaio si dovrà una parcella che mediamente si aggira intorno ai 2500 euro. Ovviamente da intendere ripartita tra i soci.

Insomma, il motto della società cooperativa sembra essere “l’unione fa la forza”.



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