Scarabocchiare fa bene alla mente e al lavoro (con infografica)

Ci sono stuoli di studi che attestano il valore degli scarabocchi e che dimostrano come possano far lavorare meglio il cervello. Non ci credete? Leggete qui

E chi lo ha detto che scarabocchiare è sintomo di noia o di distrazione? Tracciare su un foglio di carta figure e forme di vario tipo può anzi aiutarci a concentrarci meglio e farci rendere di più al lavoro. Dovrebbero tenerlo a mente gli insegnanti che continuano a riprendere i loro alunni o i dirigenti d’azienda che si infastidiscono quando sorprendono un dipendente intento a disegnare su un foglio. A certificare l’importanza dello scarabocchiare ci sono stuoli di studi e di ricerche scientifiche a cui il sito americano GETCRM si è rifatto per compilare un’infografica sull’argomento. Che significato hanno i segni che lasciamo sulla carta? Cosa raccontano di noi? E perché possono migliorare le nostre prestazioni lavorative? Scopriamolo insieme.


La scienza degli scarabocchi: cosa dice l’infografica

L’infografica – intitolata “La scienza degli scarabocchi” – evidenzia come scarabocchiare, disegnare e dedicarsi ad attività artistiche in generale siano tutte pratiche destinate a potenziare le nostre capacità mnemoniche, a far stare meglio il nostro cervello e, di conseguenza, a farci ottenere risultati migliori al lavoro. Basandosi su una serie di studi condotti da ricercatori che hanno osservato e analizzato a fondo segni e scarabocchi di ogni tipo, fornisce chiarimenti sul loro significato e su come possono incidere positivamente su quello che facciamo. Ve la proponiamo in versione originale, seguita dalla nostra personale rielaborazione.

Stando alle fonti scientifiche consultate da GETCRM, chi abbozza un disegno di quello che deve fare ha il doppio di probabilità di ricordarlo rispetto a chi si limita a scriverlo su un foglio di carta. Non solo: scarabocchiare allevierebbe lo stress e condizionerebbe positivamente l’umore delle persone che lo fanno. Che, sia detto per inciso, secondo i ricercatori, tendono a ricordare il 29% in più di chi non è avvezzo a prendere la matita in mano per tratteggiare qualcosa su un foglio di carta.

Che significato hanno gli scarabocchi

Se lo sono chiesti in tanti: da Sigmund Freud a Karl Jung, fino ad arrivare ad autrici più recenti come Sunni Brown (considerata la “sacerdotessa” dell’arte dello scarabocchiare), Emma Steiger e Nancy Nelson. Le loro osservazioni hanno prodotto risultati interessanti che l’infografica ha catalogato come segue:

I nomi

  • Chi scrive i nomi a lettere maiuscole ha una grande considerazione di sé
  • Chi scrive i nomi a lettere minuscole ha una scarsa considerazione di sé
  • Chi sottolinea il suo nome si auto-attribuisce una certa importanza
  • Chi scrive ripetutamente il nome di un’altra persona rivela un tratto ossessivo
  • Chi cerchia i nomi che scrive ha un’attitudine a difendersi
  • Chi cerchia il proprio nome fatica a fidarsi degli altri e tende ad isolarsi.

Le forme

  • Chi disegna scatole o cubi è un grande lavoratore
  • Chi disegna triangoli è alla ricerca di risposte e tende a prendersi dei rischi
  • Chi disegna triangoli dentro altri triangoli si sente minacciato
  • Chi disegna quadrati ha bisogno di stabilità e sicurezza
  • Chi disegna gruppi di quadrati si sente frustrato
  • Chi disegna cerchi è affettuoso e onesto
  • Chi disegna stelle o diamanti è ambizioso
  • Chi disegna vortici e spirali ha perso la direzione
  • Chi disegna cuori è un inguaribile romantico
  • Chi disegna cuori trafitti è un sognatore, un idealista
  • Chi disegna cuori infranti è triste
  • Chi disegna cuori dentro altri cuori è timido.

Le cose

  • Chi disegna ortaggi e verdure ha bisogno di cose basilari
  • Chi disegna frutti è una persona sensuale
  • Chi disegna foglie è amante della natura
  • Chi disegna foglie dalla forma tondeggiante è felice
  • Chi disegna foglie a punta è permaloso (fatica ad accettare le critiche)
  • Chi disegna aeroplani ha bisogno di scappare
  • Chi disegna cani soffre di solitudine
  • Chi disegna cigni ha una relazione appagante
  • Chi disegna letti, rossetti o automobili ha un forte desiderio sessuale.

Le persone

  • Chi disegna persone con gli occhi chiusi rifiuta di guardarsi dentro
  • Chi disegna persone dagli occhi piccoli è introverso
  • Chi disegna persone dagli occhi grandi è sensibile
  • Chi disegna persone con le labbra sottili non ha una relazione stabile che lo soddisfi
  • Chi disegna persone con le labbra carnose dimostra di essere sicuro di sé, dal punto di vista sessuale
  • Chi disegna persone con le labbra aperte è alla ricerca di un nuovo partner
  • Chi disegna angeli ha bisogno di una guida che lo aiuti a prendere decisioni importanti
  • Chi disegna bambini ha bisogno di un sostegno.

I benefici dell’arte per il cervello

E concludiamo con gli effetti benefici che, secondo gli esperti, scarabocchiare, disegnare e darsi all’arte in generale producono su chi non disdegna di fare segni con la matita o la penna in mano:

  • Fare arte così come scarabocchiare e disegnare stimola l’area del cervello collegata alle gratificazioni e procura sensazioni positive come quando si balla, si ride o si mangia cioccolata
  • Fare arte aumenta la resilienza psicologica ed incrementa l’attività cerebrale
  • Disegnare e darsi all’arte può ritardare l’insorgere della demenza
  • Gli studenti che seguono corsi di arte migliorano significativamente il loro spirito di osservazione e contribuiscono ad accelerare la loro crescita professionale.

Scarabocchiare è dunque una cosa seria. Che, stando a quanto si legge in un articolo pubblicato su “The Journal of Knowledge Management”, andrebbe fatto anche in gruppo. I team di lavoro che imparano a scarabocchiare insieme (per quanto inusuale possa sembrare) riescono a raggiungere un elevato livello di comunicazione, fondato su scambi ed interazioni stimolanti e creativi.

Non siete ancora convinti? Vi lasciamo con le parole pronunciate da Sunni Brown, nel corso di un intervento pubblico che risale al 2011: “Scarabocchiare è considerato anti-intellettuale e contrario all’apprendimento serio, ma non è così perché può avere un impatto assai forte sul modo in cui elaboriamo le informazioni e sul modo in cui risolviamo i problemi“. “La nostra cultura è talmente focalizzata sull’informazione verbale – ha aggiunto l’autrice – da renderci quasi ciechi di fronte al valore dello scarabocchiare. Dobbiamo ribaltare il nostro punto di vista: scarabocchiare è uno strumento incredibilmente potente, che merita di essere coltivato ogni giorno”. 




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