Sanzioni più pesanti per chi non rispetta l’orario di lavoro

In arrivo sanzioni più pesanti per quei datori di occupazione che non rispettano l’orario di lavoro, costringendo i propri dipendenti a turni sempre più stressanti e faticosi, violando quindi quanto previsto dai contratti. Una novità sicuramente gradita per quei lavoratori (numerosi, stando a quanto leggiamo in redazione dalle vostre segnalazioni) che vedono frequentemente scavalcati i propri diritti di riposo settimanale o giornaliero.


In particolare, è stato recentemente previsto un aumento in misura doppia delle sanzioni applicate in caso di violazione della durata massima settimanale dell’orario di lavoro, del riposo settimanale e di quello giornaliero. Rimangono invece inalterate le sanzioni che risultano essere correlate alla violazione del diritto di godimento delle giornate di ferie.

Ore di lavoro

Ma quali sono le durate dei riposi che il lavoratore avrebbe diritto di vedersi riconoscere? Secondo quanto previsto dall’art. 4 del d.lgs 66/2003, la durata massima settimanale dell’orario di lavoro non può superare, per ogni periodo di sette giorni, le 48 ore, incluse le ore di straordinario. Si tenga altresì conto che per effettuare tali conteggi si tiene conto di un periodo di riferimento particolarmente esteso, che tende a mediare eventuali picchi di lavoro che rendano straordinario l’impegno del lavoratore: ne consegue che, di norma, il rispetto della media deve avvenire all’interno di un arco temporale che la legge stima in quattro mesi, fatte salve eventuali disposizioni specifiche e puntuali all’interno della contrattazione collettiva nazionale.

Successivamente all’intervento di cui al d.lgs 66/2003, inoltre, il Ministero del Lavoro aveva avuto modo di chiarire che nel conteggio delle ore – oltre alle ferie e alla malattia, che erano già escluse dal decreto legislativo di cui abbiamo appena fatto riferimento – non devono nemmeno essere considerate le assenze dovute a infortunio o gravidanza. Ne consegue che, stando a questo recinto interpretativo, tutti i restanti periodi di assenza sono invece ricompresi nel periodo di conteggio di riferimento.

Sanzioni

Stabilito quanto sopra, cerchiamo di capire quali siano le sanzioni che vengono comminate a quel datore di lavoro che non rispetta le prescrizioni che precedono. Secondo quanto afferma l’attuale quadro normativo, infatti la sanzione per il superamento dei limiti sopra citati è compresa tra 200 e 1.500 euro. Tuttavia, vi è anche un’ipotesi di ulteriore aggravio: se di fatto la violazione si riferisce non a uno o pochi lavoratori, ma interessa più di cinque dipendenti, o in alternativa o in aggiunta si è verificata in almeno tre periodi di riferimento, l’importo viene aumentato da un minimo di 800 euro a un massimo di 3.000 euro. Inoltre, se nella violazione vengono coinvolti più di 10 lavoratori, tanto da suggerire al legislatore che la stessa violazione sia applicata a una parte importante dell’azienda, o a tutta l’organizzazione, o ancora se la violazione si è protratta per almeno cinque periodi, la sanzione sale ulteriormente, con un minimo di 2.000 euro e un massimo di 10.000 euro.

Riposi settimanali

Discorso parzialmente differente per quanto concerne le violazioni che sono legate al mancato rispetto del riposo settimanale. In questo caso il già ricordato d.lgs. 66/2003, all’art.9, stabilisce come il lavoratore abbia diritto a un riposo di almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni. Un riposo che di norma cade la domenica, e che andrebbe cumulato con le ore di riposo giornaliero (tranne i casi previsti dalla stessa norma): pertanto, se la giornata lavorativa del sabato termina, ad esempio, alle ore 17, il conteggio delle 24 ore di riposo non potrà scattare dalle ore 17, ma dovrà riguardare un’intera giornata. In merito, e in riferimento al periodo temporale sul quale viene effettuato il conteggio, la legge 133/2008 prevede che il periodo di riposo consecutivo deve essere calcolato come media in un arco temporale abbastanza ristretto, pari a 14 giorni di massima.

Le sanzioni previste per la violazione di quanto precede sono le stesse che vengono applicate in caso di superamento delle 48 ore settimanali di lavoro “medio”, con importi e scaglioni identici.

Riposo giornaliero

Passiamo dunque all’ultimo punto in esame, relativo al riposo giornaliero. Le nuove sanzioni inasprite dal legislatore elevano da un minimo di 100 euro a un massimo di 300 euro la multa per il datore di lavoro che ignori le prescrizioni sul riposo giornaliero. Se tuttavia la violazione è riferita a più di 5 lavoratori o si è verificata in almeno tre periodi di ventiquattro ore, la sanzione diventa compresa tra 600 e 2.000 euro.

Ricordiamo ancora come il lavoratore abbia diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore, e che il riposo potrà essere interrotto esclusivamente in caso di attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata, o da regimi di c.d. “reperibilità”.

 



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