Sabato scorso incontro tra Fiat e Governo: una scommessa che non convince

Si è svolto sabato a Palazzo Chigi l’incontro, tanto atteso, tra Marchionne, AD fiat, e Monti, Presidente del Consiglio per discutere sul futuro della Fiat in Italia.


Nell’incontro è stata confermata la volontà del Lingotto di non abbandonare l’Italia ma di compensare le perdite italiane con l’esportazione.

Inoltre, conferma Monti, “non sono state fatte richieste di finanziamenti o cassa integrazione in deroga” e aggiunge “se fossero state fatte non sarebbero state accolte”.

Fabbrica Italia, che prevedeva 20 miliardi di investimento nel periodo 2010/2014, non è stata abbandonata ma verrà rimodulato il piano di investimento in funzione dell’andamento del mercato europeo le cui previsioni sono, per Fiat, negative fino al 2014.

Dall’altro lato l’Italia si impegna a mettere in atto un piano di incentivi e di agevolazioni che però sarà valido per tutto il settore industriale non solo quello automobilistico.

Ma questa “scommessa”, come la definisce Monti, non convince il responsabile auto della Fiom-Cgil ", Giorgio Airaudo, che afferma “non è assolutamente credibile".

Semplificando secondo Airaudo la Fiat dovrebbe esportare 400.000 veicoli solo per coprire le spese (questo numero corrisponde alla produzione Fiat di un anno). Inoltre ad oggi Fiat non ha modelli che vadano bene per l’esportazione.

Conclude quindi il responsabile della Fiom, sono solo mosse per prendere tempo, azioni di corollario che non salveranno la situazione.



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