Ryanair: annunciati 600 posti di lavoro in meno in Italia

L'aumento delle tasse aeroportuali non è piaciuto affatto al vettore irlandese che ha detto: Così l'Italia rischia di danneggiare seriamente il suo turismo

La compagna aerea Ryanair ha annunciato il taglio di 600 posti di lavoro in Italia entro la fine del 2016. Il vettore irlandese, che nel Bel Paese si è guadagnato il primato per numero di passeggeri trasportati, ha infatti dichiarato che, dal prossimo mese di ottobre, verranno cancellate 8 rotte ad Alghero, 5 a Pescara e 3 a Crotone. Con conseguenze pesanti sul piano occupazionale (600 posti in meno) e in termini di fatturato (la compagnia stima di perdere circa 800 mila clienti). Alla base del piano di ridimensionamento, la scelta del Governo italiano di inaugurare il 2016 all’insegna dell’aumento delle tasse aeroportuali.


Ryanair

image by Senohrabek

Dallo scorso 1 gennaio, infatti, l’addizionale sui diritti di imbarco dei passeggeri italiani è aumentata di 2,5 euro passando dai 6,5 euro dell’anno scorso agli attuale 9 (fatta eccezione per gli scali romani dove è salita fino a 10 euro). La mossa non è piaciuta affatto alla Ryanair che, non trovando più conveniente investire su determinati aeroporti italiani (soprattutto quelli più piccoli), ha deciso di procedere con i tagli. “Questo aumento della tassa – ha dichiarato il direttore commerciale della low cost irlandese, David O’Briendanneggerà seriamente il turismo italiano, particolarmente presso gli aeroporti regionali dove Ryanair porta milioni di visitatori ogni anno, contribuendo all’economia locale per milioni di euro attraverso turisti alto spendenti, supportando migliaia di posti di lavoro”.

Di più: “L’Italia si è resa poco competitiva e meno attrattiva per le compagnie aeree e i turisti – ha rincarato O’Brien – e poiché sempre più clienti evitano quest’anno il Medio Oriente e il Nord Africa per prenotare vacanze nel Mediterraneo, l’Italia consegnerà un’opportunità d’oro per la crescita alle destinazioni in Spagna, Portogallo e Grecia che hanno costi minori per il turismo”. La compagnia dell’arpa – che punta sulla convenienza delle tariffe aeroportuali – considera, infatti, illogico continuare a investire sugli scali italiani più “periferici” dove il trasporto dei passeggeri è diventato troppo oneroso. Da qui la scelta di “sacrificare” le rotte per Alghero, Pescara e Crotone (dove tutti i collegamenti verranno cancellati) che, secondo O’Brien, impatterà negativamente sull’intera economia locale. Ma a fare innervosire il dirigente irlandese è stata anche la consapevolezza che i soldi incassati dal Governo italiano, con l’aumento della tanto chiacchierata tassa, verranno utilizzati per alimentare un fondo a sostegno degli ex piloti di Alitalia in cassa integrazione. “Non dovremmo essere noi a finanziare Alitalia-Etihad – è sbottato O’Brien – ma qualcuno ad Abu Dhabi”.




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