Risparmio: è importante per il 62% delle famiglie italiane

Secondo l'indagine di Intesa San Paolo e Centro Studi Einaudi, cresce tra gli italiani la corsa al risparmio. Per cautelarsi da eventuali imprevisti e lasciare qualcosa ai figli

Gli italiani? Si sentono meno insicuri e tornano a risparmiare per assicurare un futuro decoroso ai loro figli. E’ quanto è emerso dall’indagine realizzata da Intesa San Paolo e dal Centro di ricerca Luigi Einaudi sul risparmio e le scelte finanziarie delle famiglie italiane. Uno studio corposo, che ha preso le mosse dalle risposte consegnate all’istituto Doxa da 1.076 famiglie del Bel Paese.


image by  rangizzz

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Partiamo da una buona notizia: secondo l’indagine, il 2015 ha segnato un calo del senso di incertezza che congelava le decisioni finanziarie degli italiani. In pratica: il sentore è che le cose stiano andando meglio e che si possa, per questo, lasciarsi andare un po’ di più. Rimanendo, comunque, sempre cauti e prudenti. I soggetti che si sono detti autonomi (dal punto di vista finanziario) sono stati, nel 2015, circa l’86% del totale (un dato sostanzialmente invariato rispetto al 2014), ma la situazione è peggiorata per le donne, soprattutto quelle giovani.

Quanto al risparmio, il 62% delle famiglie interpellate lo ritiene indispensabile o molto utile. Tanto che, negli ultimi 4 anni, la quota dei risparmiatori italiani è aumentata del 5%, passando dal 38,6% rilevato nel 2012 all’attuale 43,7%. E se il 48% del campione intervistato ha dichiarato di risparmiare per cautelarsi da eventi imprevisti, il 23% ha invece dichiarato di farlo per i propri figli. Mentre il 19% ha confessato di mettere qualcosa da parte in prospettiva della vecchiaia (che potrebbe portare con sé “acciacchi” da curare) e solo il 9% ha detto di economizzare per la casa.

E a proposito di casa, la percentuale di italiani che ne possiede una è aumentata, passando dal 76% del 2000 al circa 79% del 2015. Investire sul mattone resta, per molti connazionali, una scelta vincente (la pensa così il 51%), che permette di lasciare in eredità ai figli qualcosa di solido (è il parere del 36% degli intervistati).

Anche sul fronte degli investimenti, gli italiani si mostrano un po’ meno paurosi. Se è, infatti, vero che il 66% del campione intervistato dalla Doxa ha detto di essere poco incline a rischiare (e il 43,9% ha addirittura detto di non esserlo affatto), è altrettanto vero che il 7% non indietreggia all’idea di avventurarsi lungo una via incerta (che potrebbe portarli a perdere i loro soldi). Non senza aver preso le dovute precauzioni: molti italiani, prima di investire, cercano infatti di reperire quante più informazioni possibili tra amici, parenti e colleghi e quasi tutti chiedono un consulto a uno specialista della loro banca di fiducia.

E veniamo proprio al capitolo banche su cui l’indagine si è molto soffermata. Il 78,6% degli italiani intervistati ha dichiarato di servirsi di un solo istituto di credito, mentre il 5,5% dichiara di rivolgersi a più banche contemporaneamente. Ancora: circa l’87% del campione si dice soddisfatto della sua banca (che promuove sia in riferimento ai servizi erogati che ai rapporti stretti con il personale), mentre cresce (ma non troppo) la percentuale degli italiani che utilizza l’home banking gestendo autonomamente le sue operazioni. Lo fanno, soprattutto, i residenti del Nord, con una laurea in tasca e un reddito medio-alto. Ma la tendenza a gestire il proprio conto dal computer di casa cresce anche nei piccoli centri dove spesso gli sportelli bancari fisici scarseggiano.




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