Banche, risparmiatori sul lastrico: cosa dicono le associazioni che li tutelano

Nel giorno in cui l'ex dipendente della banca di Civitavecchia fornisce dettagli sulla sottoscrizione del documento che ha causato la morte di Luigino D'Angelo, i commenti di Codacons e Federconsumatori si fanno sempre più stizziti

Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFe hanno, da giorni, guadagnato le prime pagine dei giornali. I loro titoli ad alto rischio hanno, infatti, ridotto molti risparmiatori sul lastrico, come accaduto a Luigino D’Angelo, il correntista di Civitavecchia che si è tolto la vita, dopo aver capito che i suoi 110 mila euro depositati in banca erano andati in fumo. In un’intervista rilasciata oggi al quotidiano La Repubblica, l’ex dipendente di Banca Etruria che lo avevo convinto a investire i suoi risparmi in obbligazioni subordinate ha dichiarato di sentirsi in parte responsabile della sua morte. Ed ha fornito particolari inquietanti sulla condotta delle banche, finite inevitabilmente nel “mirino” di molte associazioni a tutela dei consumatori.


risparmiatori

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Le indicazioni delle banche

Stando a quanto affermato dall’ex dipendente, ai correntisti inconsapevoli veniva fatto firmare un questionario nel quale c’era scritto che il rischio, per quel tipo di operazione, era minimo. Dicitura che veniva ripetuta nelle prime pagine di un altro corposo documento, ma non nelle successive nelle quali veniva, invece, precisato che si trattava di un’operazione ad alto rischio. Di più: Avevamo l’ordine di convincere più clienti possibili ad acquistare i prodotti della banca – ha aggiunto l’ex dipendente di Banca Etruria – Settimanalmente eravamo obbligati a presentare dei report con dei budget che ogni filiale doveva raggiungere. L’ultimo della lista veniva richiamato pesantemente dal direttore”. Parole che, se confermate dagli inquirenti, marcherebbero i contorni di un quadro fortemente compromesso (anche a livello dei controlli, che avrebbero forse dovuto essere più stringenti), con stuoli di risparmiatori “mal consigliati” indotti a investire in titoli pericoli. 

Verso il boicottaggio?

Da qui la reazione muscolare di molte associazioni come il Codacons: “Se l’Esecutivo non sarà in grado di garantire rimborsi integrali di azioni ed obbligazioni subordinate in favore dei piccoli investitori delle 4 banche salvate, cui sono stati venduti titoli inadeguati al loro profilo – ha detto il presidente Carlo Rienzi – sarà inevitabile una risposta durissima da parte del Codacons, che chiederà a tutti i correntisti di chiudere in massa conti e depositi. Questo perché, a fronte delle prove oramai incontestabili e certificate anche dall’Ue circa la vendita di ‘prodotti inappropriati a persone che non sapevano cosa compravano’, il Governo non sta fornendo le giuste risposte e continua a parlare di briciole di indennizzo ai risparmiatori”. Non solo: l’associazione sta mettendo a punto un’istanza che i titolari di azioni e obbligazioni subordinate delle 4 banche nell’occhio del ciclone potranno utilizzare per ricevere informazioni sull’esatto utilizzo dei fondi da parte dei loro istituti di credito. E per chiedere alla Banca d’Italia dettagli sull’attività di controllo svolta negli ultimi 5 anni.

Vanno risarciti tutti i risparmiatori

Ad alzare la voce è stata anche Federconsumatori: “Il Governo deve andare avanti e prendere tutti i provvedimenti necessari – hanno tuonato dall’associazione – Capire bene se Consob e Banca d’Italia hanno responsabilità, perseguire i responsabili e proteggere tutti i risparmiatori che sono stati truffati, per non avere avuto le corrette informazioni sui propri investimenti. Ci vuole un fondo, chiamiamolo di ristoro, che rimborsi tutti coloro che hanno subito le conseguenze di una vendita inadeguata”. “Federconsumatori e Adusbef, insieme alle associazioni che rappresentano i risparmiatori coinvolti – è stato rincarato nella nota diffusa ieri – hanno diritto di sedere ad un tavolo di ‘conciliazione paritetica’ con banche e Governo, per dare il giusto peso alle richieste di chi è più debole. Questa è la strada giusta da percorrere ora: il Governo lo può e lo deve fare”.



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