Risoluzione Europea: più facile l’accesso per Rumeni e Bulgari nel mercato del lavoro

Buone nuove per i cittadini rumeni e bulgari. Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che obbliga gli Stati membri ad accogliere sul proprio mercato di lavoro i cittadini rumeni e bulgari entro il 31 dicembre 2011. Nei fatti è stato rilevato che nel mercato di lavoro degli Stati membri non vi può essere nessun impatto negativo dalla presenza di lavoratori provenienti dall’Est europeo, questo importante dato è dimostrato analizzando i dati di tutti quei Paesi che già da anni accolgono benevolmente i lavoratori provenienti da quei Paesi entrati a far parte dell’UE a partire dal 2004.

La risoluzione depositata da Traian Ungureanu deputato rumeno, appartenente al gruppo del PPE è basata esclusivamente su dati ufficiali che attestano la crescita di un punto percentuale del Pil di alcuni Paesi europei anche grazie sopratutto alla manodopera dell’Est Europa. Attualmente la restrizione del mercato del lavoro è fissata al 2013, tali norme paiono controproducenti a tal punto che un nutrito gruppo di europarlamentari ne ha chiesto la rimozione.

Secondo quanto sostenuto dai firmatari, le restrizioni attuate sin ora rischiano di essere discriminatorie ed infatti il Parlamento Europeo ha espresso alcune critiche verso quegli Stati che hanno reintrodotto le restrizioni tentando di impedire ai cittadini dell’Est l’ingresso nel mercato del lavoro. La Commissione Europea competente verificherà la compatibilità delle leggi nazionali di alcuni Stati membri con il diritto comunitario.

Gli eurodeputati capitanati da Ungureanu, sostengono che la legge comunitaria che prevede e tutela la libertà di movimento dei lavoratori non è applicata in modo corretto e chiedono l’attuazione di quanto previsto nella direttiva comunitaria 2004/38/CE (possibilità ed il diritto di tutti i cittadini comunitari e dei loro familiari di risiedere in un qualsiasi Stato membro ndr).

E’ chiaro che qualora la Commissione riscontrerà delle irregolarità normative lo Stato membro che non applica il diritto comunitario in modo corretto verrà sanzionato. La risoluzione approvata, chiede inoltre ulteriore chiarezza sul riconoscimento delle qualifiche professionali e chiede alla Commissione competente di lavorare in modo da creare una norma comunitaria che semplifichi i riconoscimenti perchè attualmente il riconoscimento delle qualifiche professionali è un difficile rebus nel quale spesso a perderci è il singolo lavoratore che non riesce a districarsi all’interno della burocrazia differente in ogni Stato.

 

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