Riscatto della laurea: come richiederlo e quanto costa

La domanda va inoltrata all'Inps che fornisce tutte le informazioni del caso. Ma attenzione: per evitare salassi, è meglio muoversi per tempo

Chiedete a un giovane di immaginare il periodo in cui potrà finalmente andare in pensione e vi risponderà con il più amaro dei sorrisi. I giovani sanno bene che potranno congedarsi da colleghi e superiori solo in età avanzata e hanno piena consapevolezza del fatto che (quasi sicuramente) dovranno accontentarsi di cifre modeste. Ma non facciamola troppo tragica: alcuni di loro riusciranno a vivere decorosamente, dedicandosi alla cura degli affetti e agli hobby che più li appassionano. E potranno godersi serenamente la cosiddetta terza età, soprattutto se avranno provveduto a richiedere, nei tempi più idonei e convenienti, il riscatto della laurea. Di cosa stiamo parlando? Scopriamolo insieme.


Che cos’è il riscatto laurea

Il riscatto della laurea è un istituto che permette di valorizzare il proprio percorso di studi ai fini pensionistici. In pratica: gli anni trascorsi all’università possono essere convertiti in contributi che consentono di arrivare prima alla pensione.

Chi può richiederlo

Possono richiederlo tutti coloro che hanno conseguito un diploma di laurea o un titolo equiparato. Come specificato dall’Inps (che è l’ente presso cui bisogna formalizzare la richiesta), la domanda può essere effettuata anche da soggetti inoccupati ovvero da persone che non hanno mai lavorato né in Italia né all’estero.

Quali titoli possono essere riscattati

Si possono riscattare tutti i titoli conseguiti negli atenei italiani. Nello specifico:

  • diplomi universitari i cui corsi non siano stati di durata inferiore ai 2 anni e superiori ai 3;
  • diplomi universitari i cui corsi non siano stati di durata inferiore ai 4 anni e superiori ai 6;
  • diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore ai 2 anni;
  • dottorati di ricerca regolati da specifiche disposizioni di legge;
  • diplomi di laurea specialistica.

Possono richiedere il riscatto della laurea anche coloro che hanno conseguito titoli rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale come:

  • diplomi accademici di primo livello;
  • diplomi accademici di secondo livello;
  • diplomi di specializzazione;
  • diplomi accademici di formazione alla ricerca (equiparati ai dottorati di ricerca universitari).

Possono essere riscattati anche i titoli accademici conseguiti all’estero, a patto che siano riconosciuti dalle università italiane o abbiano valore legale nel nostro Paese. Le valutazioni concernenti il riconoscimento di questi titoli a fini pensionistici sono rimesse alla competenza del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).

Attenzione: non possono essere riscattati i periodi di iscrizione fuori corso e gli anni in cui, pur essendo iscritti all’università, si percepiva già un reddito da lavoro.

Cosa bisogna fare e come si paga?

Bisogna inoltrare una domanda online all’Inps e seguire le istruzioni fornite dal servizio (inserendo il proprio codice fiscale, si ottiene un PIN che permette di essere autenticati). Il pagamento del riscatto della laurea si effettua utilizzando gli appositi bollettini MAV inviati dall’Inps che possono essere pagati presso qualsiasi sportello bancario (senza costi aggiuntivi) o presso qualsiasi ufficio postale (pagando l’apposita commissione). Gli oneri da riscatto per il corso di laurea possono essere versati in un’unica soluzione o in 120 rate mensili (senza l’applicazione di interessi). E’ contemplata anche la possibilità di estinguere il debito in un numero minore di rate.

Attenzione: il mancato pagamento dell’importo in un’unica rata o del versamento della prima rata viene interpretata come rinuncia dall’Inps che provvede, quindi, all’archiviazione della richiesta. La rinuncia non preclude comunque la possibilità di presentare una nuova domanda di riscatto per lo stesso titolo e periodo di studi.

Quanto costa?

E veniamo alle dolenti note: quanto costa richiedere il riscatto della laurea? Il costo è proporzionato al reddito. Il consiglio è dunque quello di inoltrare la richiesta all’Inps il prima possibile, preferibilmente a inizio carriera quando si percepisce uno stipendio più basso.

Per gli anni di laurea antecedenti il 1995, il costo della richiesta viene calcolato secondo la cosiddetta “riserva matematica”, in rapporto a fattori variabili come l’età, il sesso, il periodo da riscattare e le utime retribuzioni percepite. Per gli anni di laurea posteriori al 1995, il riscatto viene invece calcolato con l’aliquota contributiva in vigore alla data di presentazione della domanda applicata al reddito da lavoro conseguito. Fuori dai tecnicismi: più si guadagna, più si paga. L’ideale, paradossalmente, sarebbe richiedere il riscatto della laurea quando si è disoccupati.

Per essere più chiari: un under 35 che guadagna mediamente 2 mila euro al mese deve mettere in conto di pagare una cifra pari a 8.300 euro per ogni anno di studio da riscattare (33.200 euro totali, se ha conseguito una laurea quadriennale; 41.500 euro, se ne ha conseguita una quinquennale). E – come già accennato – farebbe bene a muoversi per tempo perché, col trascorrere degli anni e l’aumento dei riconoscimenti professionali, le cifre sono destinate a impennarsi: a fine carriera, ad esempio, possono arrivare a raddoppiarsi.



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