Rincari: per che cosa gli italiani spenderanno di più?

Il costo di spedizione di lettere e cartoline sta per aumentare di nuovo, mentre i verbali su cui i vigili trascrivono le multe sono già diventati più cari

Sì, è vero: il premier Matteo Renzi ha messo in tasca mensilmente, a una buona quota di italiani, 80 euro in più. Ma cosa ha chiesto in cambio? Mentre gli analisti tentano di stabilire se il governo in carica ha aumentato o diminuito la pressione fiscale, noi ci limiteremo qui a segnalare due rincari che, con ogni probabilità, sono sfuggiti ai più.


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image by LoloStock

Partiamo dalle Poste Italiane, la storica società di servizi che – come sottolinea lo spot pubblicitario che, da qualche settimana, passa in tv – sta attraversando una fase di cambiamento. Dopo l’aumento del costo del bollettino di conto corrente da pagare allo sportello (passato, ad agosto, da 1,30 a 1,50 euro), l’azienda si appresta a far salire il prezzo di un altro servizio basico. Dal primo ottobre, infatti, spedire lettere o cartoline non costerà più 80 ma 95 centesimi. Un aumento che arriva a dieci mesi di distanza da quello che aveva già fatto salire il costo del francobollo da 70 a 80 centesimi. Senza considerare che, tra i grandi cambiamenti che le Poste stanno per mettere in atto, c’è il disegno di consegnare, in molte zone dell’Italia, la posta a giorni alterni. 

E passiamo a un rincaro che è già scattato da qualche giorno: quello che riguarda il costo del verbale di notifica delle multe. “A partire dal 16 settembre – è stato spiegato – i verbali di accertamento conterranno, oltre all’importo della sanzione amministrativa, anche la somma di 15,23 euro quale spesa di notifica i cui costi sono anticipati da Poste Italiane”. In pratica: a diventare più salate non sono le multe in sé, ma i verbali su cui i vigili trascrivono l’infrazione. L’incremento, che prevede il passaggio dai precedenti 11,86 agli attuali 15,23 euro, serve a rimborsare Poste Italiane dalle spese affrontate per la fornitura dei software aggiornati alla Polizia Stradale e per i costi dell’hardware e del software di base necessari a supportare queste nuove apparecchiature. Ammodernamenti digitali che si sono tradotti in costi in più per i contribuenti italiani. Seppure solo per quelli che tendono a trasgredire, quando sono al volante.



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