Riforma pensioni 2015: tutte le proposte

Riforma delle pensioni 2015: subito dopo il Jobs Act si provvederà a stabilire le regole della pensione anticipata. Nuova proposta dell'Idv.

Al via la riforma pensioni 2015: secondo il ministro Giuliano Poletti, infatti, subito dopo i decreti attuativi previsti dal Jobs Act, la prima mossa saranno le pensioni anticipate, che dovrebbero dare un maggior accesso al lavoro e arginare il problema della disoccupazione, giovanile e non. Sono numerose le proposte sul tavolo, trale quali spiccano: l’inizio della pensione a 62 anni di età e almeno 35 di contributi, la pensione dopo 41 anni di lavoro per tutti, che avvantaggerebbe ovviamente soprattutto i pochi che hanno trovato lavoro presto, e la somma che dovrebbe dare 100, tra anni di lavoro e anni di età del contribuente. Quest’ultima è la discussa proposta di Cesare Damiano.


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L’ultima proposta alternativa, invece, arriva dall’Idv, ed è volta a contrastare i danni che secondo i suoi esponenti sono stati fatti dalla precedente riforma Fornero ai lavoratori che speravano nella pensione imminente. Secondo Messina (Idv), infatti, a causa di questa recente riforma sarebbero state distrutte al momento tutte le necessarie garanzie di cui il mondo del lavoro si nutre. Si tratterebbe in questo caso di un calcolo che tra le variabili prevede vari tipi di penalizzazioni e di incentivi, secondo l’excursus del lavoratore: chi ad esempio andrebbe in pensione a 60 anni con 35 anni di contributi, si vedrebbe decurtare l’assegno mensile del 10%. A 60 anni di età e 40 di contributi, invece, la decurtazione scenderebbe al 2,5%. Più insomma un lavoratore ha all’attivo anni di contribuzione, più gli spetterebbe a fine mese.

Nulla di particolarmente nuovo, insomma, e come punto di riferimento attualmente ci sono dunque soprattutto questi parametri che fanno capo al numero 100 da raggiungere sommando la propria età agli anni in cui si è lavorato come contribuente attivo. Secondo alcuni invece il numero 100 sarebbe una pretesa eccessiva, data la crisi del mondo del lavoro dalla quale si sta cercando di uscire, ovvero in considerazione dell’alto tasso di disoccupazione che ha investito l’Italia soprattutto negli ultimi anni, e che darebbe a pochi la possibilità di arrivare alla pensione in un’età ancora serena.

 

 



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