Ricomincio da me: Cara Regione Emilia Romagna, glielo diamo un occhio?

Le ragazze di Viceversa con Maurizio PistoniIn un momento di crisi nera per il lavoro a qualsiasi livello, scoprire iniziative che nascono e crescono al solo scopo di offrire una qualche opportunità è un po’ come veder sbocciare un fiore in mezzo al deserto. L’obiettivo di Ricomincio da me, la fiera del Lavoro e delle Opportunità di Modena, è tanto alto quanto arduo da raggiungere: cambiare, o per meglio dire integrare, una cultura di attesa del posto fisso con un più attivo ed efficace atteggiamento propositivo e creativo. Insomma, il lavoro, oltre a cercarselo, ormai bisogna imparare a fabbricarselo da soli. In questo senso, Ricomincio da me è stato, sia alla sua prima edizione lo scorso anno che in quella appena conclusasi nel Castello di Spezzano, un ottimo punto d’orientamento. Ed è per questo che, anche per il fatto di essere un evento dalla natura non troppo comune, le istituzioni dovrebbero forse avere per quest’ultimo un occhio di riguardo.


A Ricomincio da me è stata data una formula piuttosto semplice ed accessibile a tutti. A parte gli stand degli espositori, per tutta la durata della fiera, in spazi differenti appositamente previsti,  si tengono incontri di orientamento sui più disparati argomenti. Da come accedere ai finanziamenti ed agli incentivi alle imprese, ai passi necessari ad avviare una startup. Ma, se ci è consentito, il valore aggiunto dell’evento è un altro: trattasi dei cosiddetti “speech”, incontri veloci con persone che hanno fatto della propria passione un lavoro, o che hanno saputo reinventarsi, ricominciare da capo, magari a 50 anni. E ancora, che hanno scoperto una nuova professione, o l’hanno importata dall’estero adattandola  al contesto italiano.

Ogni esperienza raccontata è unica e, letteralmente, è in grado di orientare in modo mirato il cammino di chi eventualmente decidesse d’intraprendere il medesimo percorso raccontato dallo speecher  di turno. Il fatto poi che si possa interagire direttamente ed in maniera orizzontale (vale a dire da pari a pari) tra pubblico e relatore  è quanto di più utile possa esserci in una fiera che si propone di “aprire” delle strade a chi in quel dato momento pensa di non poterne percorrere neanche una, o a chi la sua strada ha deciso di cambiarla. Il confronto è infatti diretto e senza alcun tipo di timori reverenziali, anche perché l’ambiente è piuttosto informale, nel senso che non si fa per niente fatica a trovarsi a proprio agio.

Il tutto è  stato organizzato per due anni di fila dalle quattro ragazze dell’associazione Viceversa, senza fondi e con pubblicità autoprodotta (insomma, la classica auto-promozione).  Sarebbe invece auspicabile un interesse spontaneo verso questo tipo di manifestazioni da parte della Regione Emilia Romagna, che di certo farebbe una gran bella figura a sponsorizzare simili eventi.  A sostegno di questa tesi  va detto che le istituzioni in qualche modo si sono già mosse, anche se a livello più locale.

L’ex sindaco di Fiorano Modenese Claudio Pistoni, ora dimessosi dalla carica per candidarsi a Sassuolo, ha fortemente voluto che Ricomincio da me si svolgesse nel Castello del paese, un monumento storico molto noto in zona e risalente probabilmente al tredicesimo secolo se non prima. Il fatto che a Ricomincio da me sia stata concessa una sede dal raro utilizzo è abbastanza indicativo di quanto chi ha preso una simile decisione creda nel più ampio progetto che sottosta al “semplice” svolgimento della fiera.  In ogni caso, abbiamo voluto chiederlo direttamente a lui. Ecco cosa ci ha risposto:

Come è nata la collaborazione con l’associazione Viceversa?

A Fiorano cerchiamo di valorizzare tutte le forme di associazionismo. Sono più di ottanta e rappresentano la nostra forza. Ho seguito con interesse e sostenuto già la prima edizione per cui sapevo che Viceversa vale tutto il nostro sostegno.

Cosa l’ha convinta di più del progetto Ricomincio da me? E cosa l’ha spinta a concedere il castello di Spezzano ad un evento con una sola edizione alle spalle?

L’importanza e il modo cui viene affrontato il tema lavoro: liberare le idee, dare opportunità ai giovani, responsabilizzare, fare capire che c’è spazio per creare lavoro e impresa. Quanto alla concessione del Castello, che non è stata l’unica forma di sostegno anche se la più importante, non vi è luogo più adatto, perché vi ha sede il Museo della Ceramica, con la nuova sezione Manodopera che valorizza proprio il contributo delle donne e degli uomini allo sviluppo economico del distretto.

Se ci fosse un sostegno della Regione Emilia, i beneficiari di iniziative di questo tipo potrebbero essere molti di più; visto che è stato tra i primi a credere nella bontà del progetto, se la sente di dare un consiglio alle organizzatrici su come muoversi in tal senso?

Di non arrendersi di fronte alle difficoltà; di continuare a bussare alle porte delle istituzioni, delle associazioni di categoria, delle imprese. Di sicuro da parte mia ci sarà sempre la massima volontà di collaborazione e di sedermi con loro fin dall’inizio per costruire insieme un progetto, lasciando che siano loro le protagoniste.

 

 

Nota: Bianco Lavoro Magazine dà ampio spazio alle opinioni. Questo articolo rappresenta in primis una posizione personale del suo autore che non necessariamente coincide con quella del portale.



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