Retribuzioni: su dell’1,2% in un anno

Gli aumenti più significativi nell'agricoltura e in alcuni settori industriali, mentre i dipendenti della Pubblica Amministrazione non hanno notato cambiamenti in busta paga

Il 62% dei lavoratori dipendenti italiani, a fine agosto, vantava un contratto collettivo nazionale. A renderlo noto l’ultima rilevazione dell’Istat che ha fornito tutte le stime riguardanti le retribuzioni contrattuali segnalando una variazione nulla, rispetto al precedente mese di luglio, e un aumento dell’1,2% su base annua. In pratica: la busta paga degli italiani è rimasta invariata nel breve periodo, ma nell’arco dei dodici mesi monitorati dall’istituto si è fatta un po’ più pesante. Non per tutti, però.


L’indice di retribuzione contrattuale oraria è, infatti, aumentato dell’1,7% per i dipendenti del settore privato, mentre quelli impiegati nella Pubblica amministrazione hanno continuato a percepire sempre la stessa somma, per via del “blocco” degli stipendi che si protrae ormai da anni. Gli aumenti più significativi hanno riguardato il settore dell’agricoltura le cui retribuzioni, ad agosto, sono aumentate del 4%; quello dell’industria specializzata nella produzione di energia e petroli (+3%); quello dell’industria della gomma, della plastica e della lavorazione di minerali non metalliferi (+3%) e quello dell’estrazione di minerali (+3%). Tra gli occupati nei servizi, invece, a intascare qualcosa in più sono stati i dipendenti dei trasporti e dei servizi postali (+2%) e quelli delle telecomunicazioni (+1,8%). L’istantanea scattata dall’Istat ha infine rilevato che, a fine agosto, risultavano in vigore 39 diverse tipologie di contratto che hanno interessato 8 milioni di lavoratori dipendenti. I contratti in attesa di rinnovo sono stati, invece, 36 (di cui 15 nella Pubblica amministrazione), per un totale di 4,9 milioni di lavoratori coinvolti.




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