Retribuzioni minime, stabilite quelle per i lavoratori all’estero

Sono state stabilite per legge le nuove retribuzioni minime convenzionali da utilizzarsi per i lavoratori all'estero: vediamo insieme quali sono le principali innovazioni.

Il consueto decreto interministeriale tra il Ministero del lavoro e quello dell’economia, ha fissato le retribuzioni minime convenzionali che nel 2015 saranno utilizzate per i lavoratori occupati in Paesi extra UE. Emesso il 14 gennaio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 22 gennaio 2015, si tratta di un provvedimento che andrà a riguardare tutte le aziende che assumono lavoratori italiani e poi li trasferiscono all’estero in propri stabilimenti al di fuori dei confini nazionali e, naturalmente, tutti i lavoratori che si trovano a dover seguire le attività aziendali all’estero.


retribuzioni minime

Retribuzioni minime, cosa stabilisce la legge

Ricordiamo infatti come la legge 398/1987 stabilisca come la contribuzione a copertura delle assicurazioni sociali obbligatorie – dovuta dai datori di lavoro che assumono lavoratori italiani sul territorio nazionale, per inviarli in Paesi extra Ue non legati da accordi in materia di sicurezza sociale, debba necessariamente calcolarsi sulla base di retribuzioni convenzionali, e comunque in misura non inferiore ai contratti collettivi nazionali di categoria, raggruppati in settori omogenei, fissate annualmente con decreto interministeriale. In termini meno tecnici, tali retribuzioni rappresentano i criteri di riferimento per la liquidazione delle prestazioni pensionistiche, di malattia, di maternità e di disoccupazione per i lavoratori rimpatriati.

Retribuzioni minime lavoratori all’estero: chi riguarda?

Ad essere interessati sono tutti i soggetti che assumono lavoratori italiani sul territorio nazionale per poi inviarli in Paesi extra comunitari: datori di lavoro residenti, domiciliati o aventi la propria sede (anche secondaria) all’interno del territorio nazionale, società costituite all’estero con partecipazione italiana di controllo, società costituite all’estero in cui persone fisiche o giuridiche di nazionalità italiana partecipano direttamente o indirettamente in misura complessivamente superiore a un quinto del capitale sociale, datori di lavoro stranieri.

Si ricorda infine come l’ambito territoriale di applicazione della legge sia diverso da quello degli Stati membri Ue, visto e considerato che osno stati esclusi anche i Paesi che aderiscono all’accordo See, che continua ad essere applicato nei rapporti con il Liecthenstein, Norvegia, Islanda, e che quindi risultano per tale motivo destinatari della normativa Ue.




CATEGORIES
Share This

COMMENTS