Retribuzioni, adeguarle al momento storico e all’anzianità di servizio

Recenti sentenze della Corte di Cassazione tornano a occuparsi del tema dell'adeguatezza delle retribuzioni in Italia.

Stando a quanto sancito dall’art. 36 della Costituzione, ogni lavoratore ha diritto a “una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Quanto basta per domandarsi se, in Italia, tutto ciò sia garantito in numerose professioni troppo spesso “sottovalutate”, e non solamente in termini di remunerazione economica e stipendiale.


Ebbene, in tal senso è recentemente intervenuta la Cassazione Civile, sezione Lavoro, con sentenza n. 24449/2016, nella quale si afferma che il citato art. 36 Cost. assicura il diritto ad una retribuzione proporzionata, “che assicura ai lavoratori una ragionevole commisurazione della propria ricompensa alla quantità e qualità dell’attività prestata, sia quello ad una retribuzione sufficiente”, intendo per tale una retribuzione che non ricada al di sotto del livello minimo, a sua volta considerato sulla base del momento storico e delle condizioni concrete di vita esistenti.

La retribuzione percepita dal lavoratore, prosegue la Cassazione, deve essere necessaria “ad assicurare al lavoratore ed alla sua famiglia un’esistenza libera dignitosa”.

Ma cosa accade quando la retribuzione non viene adeguata al “momento storico”, come peraltro sta accadendo a numerose classi di lavoratori italiani, i cui contratti nazionali risultano scaduti da anni? Per i giudici della Suprema Corte, “il mancato adeguamento della retribuzione all’aumentato costo della vita, per un lungo periodo lavorativo, comporta che quanto percepito non sia più proporzionato al valore del lavoro secondo la valutazione fatta inizialmente dalle stesse parti”.

In tal senso, oltre ad annoverarsi numerose pronunce da parte della Corte di Giustizia Europea, si tenga conto come la “giusta retribuzione ex art. 36 Cost.” debba essere adeguata non solamente ai principi che abbiamo avuto modo brevemente di riepilogare, quanto “anche in proporzione all’anzianità di servizio acquisita, in considerazione del miglioramento qualitativo nel tempo della prestazione” (così la Cass. 7/7/2008 n. 18584).




CATEGORIES
Share This

COMMENTS