Renzi: Ridurremo le tasse di 18 miliardi

Matteo Renzi spiega agli imprenditori di voler ridurre le tasse di 18 miliardi. Semplificazione fiscale e agevolazioni per chi assume.

Oneri fiscali “difficilmente sostenibili” ed “incompatibili con lo sviluppo del Paese”. Tasse che Matteo Renzi dice di voler “ridurre di 18 miliardi”. Sembrano tutti d’accordo. Da una parte c’è Daniele Vaccarino, presidente di CNA, la confederazione degli artigiani, dall’altra il presidente del Consiglio. Sul Jobs Act Vaccarino ha fatto notare la necessità di  “scongiurare il rischio che si introducano nelle imprese, con meno di 15 dipendenti, oneri nuovi e difficilmente sostenibili”. Le aziende sotto i 15 dipendenti sono quelle cosiddette “piccole”, almeno per quanto riguarda le loro dimensioni. Sono però il tessuto del Paese, quelle che sostengono ogni giorno l’economia italiana, tra mille difficoltà.


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 Tasse: meno Irap e agevolazioni per chi assume a tempo indeterminato

Nel videomessaggio inviato al convegno CNA di Mirandola, Renzi ha spiegato azioni e obiettivi del suo Governo: “stiamo facendo una riduzione di 18 miliardi di tasse. Non soltanto gli 80 euro per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, ma anche un abbassamento dell’Irap, una semplificazione delle procedure, la possibilità per chi dal primo gennaio creerà posti di lavoro a tempo indeterminato per i primi tre anni di non pagare i contributi”. E l’abbassamento delle tasse (in special modo quelle sul lavoro) è ciò che le varie rappresentanze delle imprese nostrane, piccole, medie e grandi, chiedono da tempo immemore. Oltre ad una boccata d’ossigeno per queste ultime, la riduzione delle tasse contribuirebbe a rilanciare anche gli investimenti da parte di imprenditori stranieri, da sempre attratti dal Bel Paese.

Sulle tasse ieri ha detto la sua anche Silvio Berlusconi, che ha spiegato di non potersi astenere dal scendere nuovamente in campo. Due le proposte: la prima è quella di abbassare le tasse sulla casa ed anzi toglierle completamente sulla compravendita per un certo periodo, ovvero: “per 6 mesi compravendite delle case senza alcuna imposta”. La seconda invece riguarda il reddito delle famiglie, che Berlusconi vorrebbe tassare in modo univoco con una flat tax. Una tassa insomma che riunirebbe tutte quelle ad oggi in vigore, ovviamente di importo più basso di quello attuale (ipoteticamente al 20%). Dell’ex-premier ha subito fatto discutere anche una terza proposta, quella di “creare una seconda moneta che possa essere stampata da noi e messa sul mercato che poi valuterà il cambio con l’euro”.




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