Regole aziendali: alcune sono veramente strane

Alla Disney non si può dire "non lo so", mentre in Norvegia la sosta in bagno ha i minuti contati. Ma in un'azienda di Pechino succede anche di peggio

Mettiamolo subito in chiaro: nessuna azienda, ufficio pubblico o attività privata che impiega un certo numero di dipendenti può fare a meno delle regole. Che servono a stabilire dei limiti, a definire dei paletti che non possono essere oltrepassati. Se a ciascun lavoratore venisse consentito di fare ciò che più gli aggrada, il rischio di trascurare completamente il suo lavoro esisterebbe eccome. E non si trascuri che, senza un codice comportamentale chiaro, alcuni gesti, abitudini o frasi potrebbero causare seri problemi all’interno dello staff e innescare dinamiche relazionali esplosive. La conclusione? Per evitare l’anarchia, tutelare la produttività e garantire un buon livello di collaborazione, esistono – da sempre – delle regole aziendali da rispettare. Ma alcune di loro fanno letteralmente strabuzzare gli occhi.


3 aziende con regole strane

#1. Baciare il capo. A Pechino, c’è un’azienda che chiede alle sue dipendenti di mettersi, ogni mattina, in fila per dare un bacio in bocca al capo. Il motivo? Secondo la dirigenza, incentiva lo spirito di squadra, consolida il rapporto tra i dipendenti e il superiore e crea un clima più sereno e collaborativo. Peccato che l’insolito rituale coinvolga solo le donne impiegate in azienda che, secondo molti commentatori (la notizia ha fatto il giro del mondo e ha suscitato un vespaio di polemiche), dovrebbero ribellarsi alla richiesta del loro capo. Stando a quanto riportato dagli organi di informazione cinesi, le lavoratrici avrebbero inizialmente manifestato il loro disappunto, ma si sarebbero poi convinte della convenienza di sottostare al volere dell'”affettuoso” boss. Fatta eccezione per due di loro, che hanno scelto di dire di no e sono, per questo, state allontanate.

regole

#2. In bagno col timer. Tra le regole aziendali più strane di tutti i tempi, va sicuramente menzionata anche quella sancita da una compagnia assicurativa norvegese che impone ai suoi dipendenti di frequentare il bagno con una certa celerità. Il tempo consentito per sostare in toilette non deve, infatti, superare gli 8 minuti. A meno che non si voglia far scattare l’allarme che avvisa il capo (e l’intera equipe di lavoro) della trasgressione commessa. Il motivo? Secondo il management, bisogna far capire ai lavoratori che le loro postazioni non possono rimanere sguarnite troppo a lungo. E occorre istruirli sulla pericolosità di certe cattive abitudini che portano a improduttive perdite di tempo. Resta da capire se i dipendenti colti da un improvviso disturbo intestinale possano sperare di ottenere una speciale concessione. O se siano costretti ad allontanarsi dall’uffico per raggiungere le loro abitazioni. Dove potranno sostare al bagno, senza l’assillo delle lancette che corrono.

#3. Lo strano mondo Disney. Chi ha avuto la fortuna di frequentare un parco divertimenti della Disney ha sicuramente portato a casa con sé il ricordo di una giornata speciale. Ma non tutti sanno che lavorare per la Disney non è esattamente “una passeggiata”, visto che ci sono tante regole aziendali da rispettare, alcune delle quali particolarmente bizzarre. A Disneyworld e dintorni, per esempio, i dipendenti non possono indicare con un solo dito perché, stando a quanto verificato dai vertici del gruppo, il gesto potrebbe urtare la sensibilità dei visitatori di alcune nazionalità. E allora? Se si deve indicare qualcosa o qualcuno, i dipendenti della Disney devono farlo con due dita o con l’intera mano. Ma non finisce qui: tutti i lavoratori impiegati alla Disney devono essere informati su tutto. Cosa vuol dire? Che non possono mai dire: “Non lo so”. Nel caso in cui non dovessero essere in grado di fornire al cliente l’informazione richiesta, dovranno mettersi in contatto con un operatore che li aiuterà a venirne a capo. E cosa dire della regola che impone a tutti i dipendenti ingaggiati per vestire i panni di Pippo, Topolino, Biancaneve &co. di imparare a firmare allo stesso modo? In pratica: l’autografo di Cenerentola – che può essere rilasciato da due o più figuranti, che si avvicendano nel corso della giornata – deve apparire sempre lo stesso. Perché i bambini devono convincersi che la principessa dalla scarpina di cristallo scriva proprio in quel modo.




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