Regimi agevolati, i “minimi” ancora i più attraenti

I minimi si confermano i preferiti all'interno dei regimi agevolati previsti dalla legge.

Non costituisce particolare sorpresa, ma leggere il dossier del Ministero dell’Economia è comunque una sorta di “primizia” statistica e ufficiale sul maggiore livello di attrattività del “vecchio” regime dei minimi, rispetto a quanto non sia il “nuovo” forfettario. In tema di regimi agevolati, su 10 nuove partite IVA  aperte nel corso del mese di giugno infatti, il Ministero riconosce che quasi 7 siano andate ad abbracciare con convinzione il regime dei minimi, e circa 3 quello del forfettario.


regime-agevolati

image by 06photo

Ma quali sono le specifiche statistiche elaborate dal Ministero?

Iniziamo con il ricordare che, come già anticipato nelle righe che precedono, il dossier a cui ci riferiamo è una sorta di primizia, visto e considerato che è la prima volta che il Ministero dell’Economia offre lo “spaccato” delle due opzioni ai regimi. Ne emerge dunque che su quasi 12 mila nuove aperture di partite IVA agevolate, 8.165 hanno sottoscritto il regime dei minimi, con imposta sostitutiva al 5%, mentre 3.796 hanno sposato il regime forfettario, con imposta sostitutiva al 15%.

Come avevamo già avuto modo di commentare, il risultato di cui sopra è tutt’altro che inatteso, verificato che da più parti era stato reso come noto il maggiore livello di affezione delle nuove partite IVA italiane nei confronti dei minimi, non a caso eccezionalmente riproposti per tutto il 2015 in seguito alla legge di conversione del Milleproroghe (Dl 192/2014), che ha prolungato fino al 31 dicembre 2015 la possibilità di sottoscrivere l’adesione a tale regime di benefit. Insomma, in altri termini, ancora, su 100 nuove partite IVA agevolate aperte nel corso del sesto mese dell’anno, ben 68 hanno deciso di mantenersi all’interno dei “vecchi” minimi.

Al di là di tale spaccato, risulta di chiara valenza ricordare come nel complesso a scegliere i regimi agevolati è stato circa il 30% di tutte le aperture di partite Iva nel mese di giugno, ammontanti a quota 40.845 unità e, dunque, in rialzo del 5% rispetto a quanto non fosse avvenuto nel corso dello stesso periodo del 2014.




CATEGORIES
Share This

COMMENTS