Redditometro: dalle terme ai derivati, il Fisco controlla tutto

Ma il contribuente "pizzicato" potrà sempre confidare nella possibilità di difendersi

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi, in Gazzetta Ufficiale, il decreto del ministero dell’Economia che prevede aggiornamenti sull’applicazione del redditometro. E che contempla una lista sempre più nutrita di consumi e investimenti che finiscono sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate.


 image by Sergieiev

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Spese e redditi ai raggi X

Il redditometro, è bene ricordarlo, è uno strumento di controllo attraverso cui il Fisco mira a limitare i danni causati dall’evasione fiscale. Come? Incrociando i dati che riguardano il reddito del contribuente con l’ammontare delle spese da lui sostenute. In pratica: quando queste risultano eccessivamente onerose per il reddito dichiarato, scatta l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate che può muoversi solo se verifica uno scostamento superiore al 20%. Ma non tutto è necessariamente perduto per il contribuente “pizzicato” che potrà difendersi, anche in sede di contraddittorio, spiegando, ad esempio, che il suo stile di vita (apparentemente al di sopra delle sue possibilità) può essere giustificato alla luce di un supporto che viene da una persona terza (uno zio particolarmente generoso o un padre che continua ad aiutare). O perché l’Agenzia delle Entrate ha attribuito al bene monitorato un valore superiore a quello effettivo.

Dai cavalli ai mutui: al Fisco non sfugge nulla

Sia come sia, l’elenco delle voci che concorrono alla valutazione del reddito sono davvero tante e sono state distinte in due grandi gruppi: quello dei consumi e quello degli investimenti. Vanno riferite al primo gruppo le spese affrontate per l’alimentazione, per l’abbigliamento e le calzature, per l’abitazione (mutui, affitti, condomini, acqua e manutenzione), per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, per i combustibili, per la sanità (dai farmaci alle visite mediche), per il trasporto (dal bollo auto elle assicurazioni), per l’istruzione (libri e rette varie), per le comunicazioni e per il tempo libero. Un sottogruppo, questo, che comprende (tra le altre cose) le spese per internet, per le riviste e i giornali, per la pay-tv, per il giardinaggio, ma anche per il lotto e le lotterie o per gli abbonamenti a eventi sportivi e/o culturali. Ma il Fisco non si ferma qui: sotto la sua lente finiscono anche i soldi spesi dagli italiani nei centri benessere o per la cura di un cavallo. O quelli sborsati per corrispondere un assegno periodico al coniuge. Quanto agli investimenti, anche qui l’Agenzia delle Entrate si rivela particolarmente attenta passando ai raggi X quelli che riguardano gli immobili e i mobili registrati, le polizze assicurative, le azioni, le obbligazioni, i fondi di investimento, eventuali quote di partecipazione e i tanto chiacchierati derivati. E non sfuggono al controllo neanche i soldi investiti in buoni postali fruttiferi, in conti di deposito vincolati o in oggetti d’arte e di antiquariato.



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