Reddito minimo: Renzi punta ai “due anni di sussidio” per chi perde il lavoro

Due anni di sussidio per chi perde l’impiego, con annessa formazione professionale. È la versione del reddito minimo del neo segretario Pd, Matteo Renzi, che è tornato a parlare di lavoro. Al pettine la volontà di sciogliere nodi legati al mondo dell’occupazione, e nell’attesa del piano del lavoro che sarà presentato a gennaio, la “rivoluzione”, come la definisce lo stesso Renzi è possibile, ma solo se “tutti abbandoniamo le certezze altrimenti se ripartiamo da solito percorso perdiamo la strada per tornare a casa”. Renzi conferma dunque che entro il primo mese del nuovo anno verrà presentato il piano sul lavoro. “Oggi solo un lavoratore su tre – afferma il segretario Pd –  ha la Cig, gli altri si attaccano al tram. Abbiamo il 12,7 per cento di disoccupazione. Io penso ad una maggiore flessibilità in uscita, ma lo Stato deve garantire una indennità per i primi due anni di disoccupazione per mantenere la famiglia e un sistema serio di formazione professionale“.


L’ingresso al mondo del lavoro afferma Renzi, con co.co.co ed altre forme di contratto poco efficaci, crea: “impossibilità di fare progetti su di sé“. Nella proposta del suo partito si prevede dopo un primo periodo di prova un contratto a tempo indeterminato, correlato da una flessibilità in entrata e in uscita. Ma cosa succede se si perde il lavoro? Per Rezi lo Stato deve farsi carico di quella persona: “ora c’è solo la cassa integrazione o alcuni sussidi particolari noi diciamo un sussidio unico per 2 anni, una indennità che gli consente di vivere“. In una nota il neo segretario ricorda che puntare tutto su un articolo conta poco, l’importante è semplificare per dare garanzie a tutti e creare possibilità di investimento. Inoltre arriva la proposta per il servizio civile obbligatorio, da svolgere in Europa.

Lo scorso 27 novembre inoltre è stata data fiducia dal governo sul maxiemendamento sostitutivo della Legge di Stabilità. Tra gli emendamenti approvati c’è il reddito minimo. Tale introduzione dovrebbe avviare un percorso agevolato per chi non ha lavoro. L’idea si basa sulla possibilità di integrare il reddito di tutte le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà assoluta. Un sostegno al reddito attualmente presente in tutti i Paesi europei tranne che in Italia e in Grecia.



CATEGORIES
Share This

COMMENTS