Reddito minimo: la proposta Inps dedicata agli over 55

Inps prepara nuova proposta al governo: un reddito minimo garantito per gli over 55.

Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, l’istituto previdenziale presenterà presto – e comunque non oltre il mese di giugno – una proposta per poter introdurre un reddito minimo garantito per tutte le persone di età compresa tra i 55 e i 65 anni rimaste senza lavoro. Una proposta che ha accolto molto interesse, e che è supportata dalla necessità di poter individuare un concreto sostegno per una fascia d’età anagrafica che ha evidenti difficoltà a trovare (o ritrovare) un posto di lavoro.


Ma cosa contiene la proposta dell’Inps?

Sostanzialmente, Boeri ritiene che fornire a queste persone un trasferimento di denaro (“che sarà basso”, ha aggiunto il presidente Inps, pur senza quantificare tale soglia), non esporrà i beneficiari al rischio di non mettersi in cerca di un lavoro. Piuttosto, si tratta di un sostegno nei confronti di persone che nella stragrande maggioranza dei casi (circa il 90%) non riescono a trovare un lavoro dopo averne perso uno, non riuscendo così, nemmeo a finire di versare i contributi necessari per andare in pensione.

Per questo motivo Boeri si è detto “felice” qualora il governo riuscisse ad individuare delle risorse utili per poter finanziare un reddito minimo garantito per tutta la popolazione. Un auspicio che sembra essere indirettamente collegabile alla sussistenza di un “tesoretto” emerso in sede di programmazione, e che potrebbe essere dunque speso nei confronti di una fascia d’età da tutelare.

Non è un caso che, commentando la propria idea, Boeri abbia ricordato che con la crisi “abbiamo avuto una forte crescita di povertà per questa fascia di età“, e che la proposta non andrebbe a sostituire la già ricordata idea di istituire un reddito minimo garantito per tutti, ma si proporrebbe come una forma complementare.

L’attenzione di Boeri nei confronti del target anagrafico degli over 55 non è d’altronde nuovo. Già qualche giorno fa il presidente Inps aveva dichiarato come “uno dei problemi più seri che noi vediamo è quello della generazione tra i 55 e i 65 anni” e come “riteniamo che ci sono delle persone che hanno delle pensioni molto alte che non sono giustificate dai contributi che hanno versato durante l’intero arco della vita lavorativa. A mio giudizio c’è un problema di equità che andrebbe affrontato“. Ma come?

Si può chiedere a queste persone di poter dare qualcosa per contrastare la povertà, soprattutto nella fascia 55/65 anni. Vogliamo per queste generazioni trovare un modo per contrastare la povertà e dare la possibilità di andare in pensione prima in modo ostenibile, quindi avendo una pensione più bassa” – ha dichiarato Boeri. Più prudente il ministro del lavoro Giuliano Poletti, che esclude che vi possano essere interventi di riduzione per le pensioni superiori ai 2.000 euro.




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