Reddito di cittadinanza, sospese le domande online: ecco perché

Il ministero del Lavoro sospende i termini di invio delle domande per il reddito di cittadinanza mediante piattaforma online. Vediamo il perchè

La pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di conversione del decretone ha permesso l’entrata in vigore dei nuovi requisiti di accesso al reddito di cittadinanza. Ne è derivata la sospensione della possibilità di avanzare la richiesta del sussidio mediante procedura online: uno stop evidentemente temporaneo, che si rende necessario in attesa che il modello di domanda online venga aggiornato con le ultime novità introdotte dalla legge.


reddito di cittadinanza

Reddito di Cittadinanza: sospeso il servizio online per aggiornamento requisiti

A confermare l’impossibilità di presentare nuove richieste per il reddito e per la pensione di cittadinanza è lo stesso ministero del Lavoro con nota del 29 marzo che, di fatto, ci permette di compiere un breve approfondimento su quali requisiti sono effettivamente cambiati in seguito al nuovo provvedimento.

In particolare, rammentiamo come nel corso dell’esame parlamentare del decreto siano stati variati i requisiti di residenza, di reddito e di patrimonio utili per poter conseguire il diritto al beneficio di cui sopra: si pensi all’obbligo per i cittadini extra comunitari – di presentare un certificato di reddito e di composizione del nucleo familiare dal Paese di provenienza, o ancora l’esclusione di coloro che posseggono case da più di 30 mila euro, sia in Italia che all’estero. Ulteriormente, è stata introdotta una restrizione per tutte quelle persone che hanno avuto dei guai con la giustizia, e che rischiano ora di vedersi respinte le proprie richieste.

Insomma, da quanto sopra emerge come alcune persone che con la normativa precedente avrebbero potuto ottenere il reddito di cittadinanza, potrebbero ora essere esclusi dal novero dei beneficiari di questo strumento.

Le nuove regole di accesso al Reddito di cittadinanza

La normativa in vigore stabilisce infatti che se la richiesta è stata avanzata prima della pubblicazione del nuovo testo sulla Gazzetta Ufficiale, sarà possibile accedere provvisoriamente al beneficio per un periodo di 6 mesi, usufruendo così delle vecchie regole. Tutti coloro che invece stanno presentando in questi giorni la richiesta, o l’hanno fatto ieri, potranno accedere al sostegno del reddito o della pensione di cittadinanza solamente rispettando le nuove regole.

Quanto poi queste nuove regole potranno stringere o meno il recinto delle richieste e delle concessioni del sussidio, è molto difficile da immaginare.

Per il momento, il ministero del Lavoro ha chiarito che nel primo mese di operatività, alle Poste, tramite la piattaforma online e mediante i Caf sono giunte circa 850 mila domande per poter ottenere il reddito di cittadinanza, per una platea che lo stesso ministero afferma essere del 68% dei potenziali aventi diritto, con una portata di persone direttamente o indirettamente coinvolte pari a 2,8 milioni. Del totale delle domande, più di 600 mila sono giunte ai Caf, oltre 220 mila sono arrivate alle Poste e circa 30 mila online.

I dati statistici

Per il dicastero, il dato statistico relativo al primo mese di operatività dei termini di invio delle domande del reddito di cittadinanza sarebbe piuttosto rilevante, in grado di rispecchiare la necessità di tale misura. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha poi precisato che per questa importante platea di nuclei familiari prende dunque il via un percorso di “dignità sociale” e di “politica attiva per il lavoro”.

Infine, su base statistica, emerge che la regione che ha maggiormente contribuito alle richieste è la Lombardia (36.538 richieste), davanti alla Campania (32.513 richieste) e alla Sicilia (26.692). Le regioni che invece hanno contribuito di meno al totale statistico sono il Molise (1.154), il Trentino Alto Adige (881) e la Valle d’Aosta (500).

Vedremo, in occasione del prossimo aggiornamento statistico, come si evolveranno i dati finora confermati dalle note del Ministero del Lavoro.




CATEGORIES
Share This