Reddito di cittadinanza, oggi si parte con la consegna delle domande

Reddito di cittadinanza, da questa mattina è possibile consegnare le domande per beneficiare del sussidio. Il modulo di domanda può essere consegnato alle Poste, presso i Caf oppure inviato online sull'apposito portale. Resta da risolvere il nodo navigator.

Reddito di cittadinanza, oggi si parte con la consegna delle domande. La richiesta di sussidio può essere presentata agli uffici postali, Caf oppure direttamente online tramite l’apposito portale. Intanto, restano da risolvere alcuni nodi legati all’assunzione dei 6.000 navigator.


reddito di cittadinanza

 

Reddito di cittadinanza: oggi si inizia con la consegna delle domande

Oggi si parte ufficialmente con il reddito di cittadinanza. Da questa mattina è infatti possibile presentare le domande per la richiesta del sussidio di cui ormai si parla da diversi mesi. Previste code presso gli uffici postali, che si sono organizzati, invitando i possibili beneficiari, a presentarsi seguendo un ordine alfabetico. Oggi si parte con le lettere A e B, per terminare il 13 marzo con le lettere S e Z.

Le domande potranno essere presentate fino al 31 marzo. Si potrà presentare la richiesta non solo tramite le Poste, ma anche i Caf accoglieranno le domande di reddito di cittadinanza ed offriranno assistenza nella compilazione. In alternativa, il modulo di richiesta del sussidio, può essere inoltrato direttamente online, sul portale presente sul sito www.redditodicittadinanza.gov.it solamente se si hanno le credenziali di acceso, ossia lo Spid, il sistema pubblico di identità digitale.

Quando si partirà con i pagamenti?

I pagamenti del reddito di cittadinanza saranno versati sull’apposita card che, i beneficiari dovranno andare a ritirare alle Poste. Purtroppo non sarà possibile ricevere i soldi ad aprile, come si sperava. Se la domanda sarà accolta, i beneficiari potranno godere del sussidio economico a partire da maggio. Questo perché i Caf invieranno le domande di reddito di cittadinanza all’Inps dal 25 marzo al 15 aprile. L’inps ha il compito della verifica dei requisiti presenti in ogni domanda, così da verificare le domande che possono essere accolte e quelle d scartare. Dunque, a partire dal 26 aprile, l’Inps inizierà a comunicare ai beneficiari, tramite email, sms o posta se la domanda è stata accolta. Se la domanda è stata accolta, il beneficiario riceverà il via libera dalle Poste per il ritiro della card ed i primi pagamenti avverranno a maggio.

Sottoscrizione del Patto per il lavoro

Una volta che al beneficiario è stata comunicata l’approvazione della sua domanda di sussidio, entro 30 giorni, il centro per l’impiego convocherà il beneficiario, per la sottoscrizione del Patto per il lavoro. Ricordiamo che il sussidio di reddito di cittadinanza ha una durata di 18 mesi con possibile rinnovo. Con il Patto per il lavoro, si creerà un percorso atto ad aiutare il beneficiario a trovare una giusta occupazione. Qui dovrebbero entrare in gioco i navigator, (un nodo però ancora di risolvere) che dovrebbero guidare passo dopo passo il beneficiario nella ricerca di occupazione.

Non tutti i beneficiari devono sottoscrivere il Patto per il lavoro. Infatti chi presta lavoro di cura a disabili o minori di 3 anni, non dovrà cercare nessuna occupazione. Sono 3 le offerte di lavoro che potranno arrivare ai beneficiari. Nei primi 6 mesi di ricezione del beneficio, le proposte di lavoro arriveranno nell’arco di 100 km dal luogo di residenza del beneficiario. Tra il 6° e 18° mese, le proposte di lavoro arriveranno nell’arco di 250 km, mentre oltre il 18° mese le offerte di lavoro arriveranno da tutt’Italia. Il beneficiario è tenuto ad accettare almeno una di queste 3 offerte.

Reddito di cittadinanza per gli stranieri

Gli stranieri potranno beneficiare del reddito di cittadinanza solo se in possesso di determinati requisiti. Questi devono dimostrare di risiedere stabilmente in Italia per un minimo di 10 anni. Ma non basta, perché secondo la recente norma che è stata approvata in Senato, gli stranieri residenti nel nostro Paese, che vogliano beneficiare del sussidio, hanno l’obbligo di fornire una certificazione extra, proveniente dalle autorità competenti del loro Paese di origine, che vada ad attestare la situazione patrimoniale, reddituale e formazione del nucleo familiare. Gli stranieri con status di rifugiati politici, sono invece esclusi. Secondo i sindacati, con questi paletti si va ad incrementare la discriminazione per gli stranieri, che sarebbero così penalizzati per ottenere il sussidio economico.

I navigator, un nodo ancora da risolvere

Resta da risolvere una questione molto importante, quella relativa all’assunzione dei 6 mila navigator. Questi hanno il compito di guidare il beneficiario nelle ricerca di un’occupazione, quindi si preoccuperanno dell’intermediazione con le aziende ed i futuri lavoratori. I navigator dovrebbero essere assunti tramite Anpal Servizi attraverso contratti di collaborazione, in attesa di una futura stabilizzazione.

Tuttavia, per l’assunzione dei navigator serve un accordo con le Regioni, accordo che ad oggi non è ancora stato trovato. Il rischio è che assumere 6 mila navigator, ossia precari che nella maggior parte dei casi avranno bisogno di una formazione, possa portare ulteriore caos negli uffici invece di dare un aiuto concreto. Respinta dalle Regioni anche la proposta di Di Maio, di assumere meno navigator, ossia 4.500 invece che 6 mila. Cristina Grieco, coordinatrice della commissione Lavoro della Conferenza delle regioni, spiega che i navigator sarebbero: “un esercito di precari che entrerebbe nei nostri centri con enormi problemi organizzativi”.

Il Sud a beneficiare maggiormente del reddito di cittadinanza

Dalla fotografia che ci fornisce l’Upb, l’Italia appare divisa in due per quanto riguarda il reddito di cittadinanza. Infatti, la maggior parte dei beneficiari proviene dal Sud Italia. Il 56% dei nuclei familiari beneficiari del sussidio, risiedono al Sud e sulle isole, mentre solamente il 28% i beneficiari risiedenti al Nord. Ancora una volta si nota il divario tra Nord e Sud del Paese, con povertà presente soprattutto al Sud. Attenzione anche a chi vuole fare il furbo nella fruizione del sussidio economico. Le pene previste sono: da 1 a 6 anni di carcere, l’immediata decadenza dal beneficio e l’obbligo di restituire tutto ciò che è stato indebitamente percepito.




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