Reddito di cittadinanza, nuova stretta sui requisiti

Il reddito di cittadinanza si appresta a incontrare una stretta sui requisiti di accesso: ecco la situazione a una settimana dall'avvio.

In materia di reddito di cittadinanza stanno per arrivare nuove strette sui requisiti per l’ottenimento del sussidio. Non si tratta di una morsa che condurrà fuori dal perimetro del reddito una significativa platea di beneficiari, ma solamente di un riequilibrio finalizzato a rendere destinatari dello strumento solamente i soggetti “meritevoli”.


reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza e Codice penale

La stretta, sorta in seguito alla polemica che negli ultimi giorni è esplosa in seguito alla richiesta del reddito di cittadinanza da parte di alcuni membri del clan degli Spada, ha trovato una pronta risposta da parte del vicepremier, Luigi Di Maio, che ha categoricamente escluso che tali richiedenti possano divenire effettivi beneficiari del reddito.

Formalmente, la “chiusura” giunge mediante un emendamento al decretone in discussione, presentato da M5S + Lega, secondo cui non potranno ottenere il reddito di cittadinanza causa sospensione quei richiedenti nei confronti dei quali è stata applicata una misura cautelare, anche se adottata all’esito di una convalida di arresto o di fermo, o ancora nei confronti di coloro i quali sono stati condannati con sentenza non definitiva.

Lo stesso emendamento precisa inoltre che la sospensione all’erogazione del reddito di cittadinanza vale altresì per i soggetti che risultano essere latitanti, e per coloro che si sono sottratti in modo volontario all’esecuzione della pena. Qualora l’emendamento proposto dalle due forze di governo dovesse andare effettivamente in atto, l’applicazione delle disposizioni sarebbe con effetto non retroattivo. Ma in che modo?

Stando alla struttura del contenuto che dovrebbe esser inserito nel decretone, nel primo atto in cui sarà presente il soggetto indagato o imputato, l’autorità giudiziaria inviterà costui a pronunciarsi circa la titolarità o meno del reddito di cittadinanza. In caso positivo, verrà pronunciato un provvedimento che sospenderà il reddito, con esecuzione entro 15 giorni dall’adozione del provvedimento stesso, verso l’Inps. L’Istituto di previdenza dovrà a quel punto inserire tale sospensione nelle piattaforme informatiche del Mise e dell’Anpal. Ad ogni modo, di sospensione si tratta. Dunque, lo stesso provvedimento può essere revocato dall’autorità giudiziaria quando vengono a mancare i motivi che hanno determinato la stessa sospensione. Per quanto concerne le risorse risparmiate in seguito a tale sospensione, i fondi verranno girati al Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di stampo mafioso.

Reddito di cittadinanza, le domande non decollano

Tornando al reddito di cittadinanza, il quotidiano Il Messaggero sottolinea come a una settimana dall’avvio della presentazione delle domande, il numero di richieste inoltrate non sia ancora elevatissimo. Stando alle ultime stime, infatti, sono circa mezzo milione le domande finora pervenute tramite Poste, Caf e online.

Ma quante di queste verranno poi effettivamente accolte? Secondo gli addetti ai lavori, un 50% circa rischia di venire respinta, restringendo dunque ulteriormente la platea degli effettivi beneficiari di questo strumento. E capirne il perché è semplice: mentre nei centri di assistenza fiscale c’è un primo filtro, volto a verificare fin da subito se il richiedente sia o meno in possesso di tutti i requisiti utili per poter ottenere il sussidio, negli uffici delle Poste o tramite la procedura online i filtri sono inesistenti.

Ne deriva che attraverso questi canali le domande vengono inviate direttamente all’Inps, a cui spetteranno i controlli sull’idoneità. È proprio qui che la scrematura si farà più intensa, tanto che – precisano ancora gli analisti – per il momento sono “solo” 300 mila le domande che dovrebbero essere accolte. Per quanto infine riguarda le stime sui respingimenti, il riferimento è quanto recentemente avvenuto sul reddito di inclusione, la misura di contrasto alle condizioni di povertà che sarà sostituita dal reddito di cittadinanza: per tale iniziativa, infatti, il tasso di rifiuto delle domande è stato pari al 48,5%, con 354 mila rifiuti dinanzi a circa 730 mila richieste inoltrate.




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