Reddito di cittadinanza: maxi sanzioni per chi lavora in nero

Maxi-sanzioni per chi lavora in nero ed è beneficiario del reddito di cittadinanza. Nuovo emendamento proposto dalla Lega prevede un'aumento delle sanzioni del 20% contro chi assume lavoratori in nero. La lotta contro il lavoro sommerso continua

La Lega propone nuovi emendamenti alla commissione di bilancio del Senato per smascherare e punire i “furbetti”. Nuove maxi-sanzioni previste per chi lavora in nero pur essendo beneficiario del Reddito di Cittadinanza.


reddito di cittadinanza

Maxi-sanzioni per chi è beneficiario di reddito di cittadinanza e lavora in nero

L’impegno per combattere il lavoro sommerso, continua. Sono stati presentati nuovi emendamenti al Decretone, approvati dalla commissione Lavoro del Senato. La Lega continua la lotta contro chi vuol fare il furbo con il Reddito di Cittadinanza. In particolare la stessa commissione Lavoro del Senato ha approvato l’emendamento proposto dalla Lega, per quanto riguarda l’inasprimento delle sanzioni per chi è sorpreso a lavorare in nero. Aumentano del 20% le sanzioni per il lavoro sommerso, dunque per chi impiega minori, stranieri non regolari, ed anche soggetti beneficiari del reddito di cittadinanza.

Estesa anche ai lavoratori Co. Co. Co. la revoca del reddito di cittadinanza, nel caso questi non abbiano comunicato ai centri per l’impiego, l’avvio dell’attività lavorativa. Dall’altra parte, i centri per l’impiego avranno più tempo per controllare e comunicare le violazioni nel patto del lavoro ed inclusione sociale da parte dei beneficiari. Il termine per la comunicazione all’Inps di queste violazioni è stato esteso a 10 giorni, sempre in seguito ad un nuovo emendamento approvato.

Revoca immediata del reddito di cittadinanza per condanne a stampo mafioso e terroristico

Approvata anche la proposta del M5s, per la revoca immediata del reddito di cittadinanza in caso di condanne a stampo mafioso o terroristico. Chi è stato condannato in via definitiva per reati di mafia o terrorismo (non solo per reati di truffa), dovrà restituire la somma di denaro impropriamente ottenuta con il reddito di cittadinanza. Nello specifico, la revoca è prevista per: reati di associazione con finalità di terrorismo, attentato con finalità terroristiche, sequestro di persona con finalità terroristiche, associazioni mafiose anche straniere, scambio elettorale politico-mafioso, strage e truffa ai danni dello Stato, per delitti commessi anche al fine di favorire le associazioni mafiose. Pene e revoche sempre più dure, per smascherare i “furbetti” del reddito di cittadinanza, a dimostrazione che si tratta di un aiuto che mira ad essere esclusivamente destinato a chi è davvero in difficoltà.

Anpal: proteste contro il precariato

Proteste e dissensi arrivano dall’ Anpal, per quanto riguarda l’assunzione dei 6 mila navigator che dovranno approdare in Anpal Servizi. La questione sollevata da Cristian Sica, del coordinamento nazionale dei precari di Anpal Servizi è l’esigenza della stabilizzazione dei tanti precari che ad oggi lavorano in Anpal. Si prevede che anche i navigator saranno precari, che dovranno essere formati e seguiti da altri precari, che già fanno parte dell’Anpal. Si tratterebbe di un vero paradosso, precari che vengono formati da altri precari. Lo stesso Luigi Di Maio aveva a suo tempo annunciato la lotta al precariato, ma con questa mossa sta dimostrando il contrario, afferma Sica. Ad oggi, i precari in Anpal rappresentano il 59% dell’organico. Con l’arrivo dei navigator, la percentuale dei precari salirebbe al 94% nell’organico totale. Ed ancora, lo stesso Sica avvisa, che se la stabilizzazione dei precari Anpal non arriva prima dell’assunzione dei navigator, ci saranno scioperi e manifestazioni per bloccare tutte le attività Reddito di Cittadinanza, creando intoppi al Governo stesso.

I sindacati insorgono contro i limiti per gli stranieri nel Reddito di Cittadinanza

Anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil fanno sentire la loro voce, insorgendo contro i numerosi limiti vigenti per gli stranieri nel richiedere il reddito di cittadinanza. Secondo i sindacati, si tratta di una manovra non democratica, ma di pura ed evidente discriminazione dei confronti degli stranieri, che si vedono limitare le possibilità di accedervi. La documentazione che viene richiesta agli stranieri, ossia quella che va a comprovare la struttura del nucleo familiare, potrebbe essere difficile da ottenersi per gli stranieri provenienti da paesi instabili, privi di un’adeguata e funzionale organizzazione amministrativa. Morale della favola, il Reddito di Cittadinanza, che dovrebbe aiutare “gli ultimi”, andrebbe ad escludere “gli ultimi” stessi. Questo andrà ad aumentare le differenze sociali, ed il grandissimo divario presente tra cittadini di serie A e cittadini di serie B.




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