Reddito di cittadinanza, le ultime novità in vista dell’approvazione del decretone

Tutte le ultime novità del decretone del Reddito di cittadinanza su pensioni cash, nomine Anpal, INPS e INAIL e tanto altro.

Il decretone contenente le disposizioni del reddito di cittadinanza continua ad essere limato e perfezionato, anche se oramai il cerchio dovrebbe finalmente essersi chiuso. C’è stato tuttavia tempo, negli ultimi giorni, per introdurre qualche novità sul complesso apparato del nuovo sistema Reddito di cittadinanza + Quota 100, compresa la possibilità di agevolare il riscatto degli anni universitari anche per gli over 45, e una stretta al beneficio in caso di trasformazione del contratto a termine.


Decretone novità su reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza

Incentivi solo per assunzioni a tempo indeterminato

Andando con ordine, evidenziamo innanzitutto come non siano passate le proposte della Lega, che avrebbe voluto assicurare un accesso all’Ape social da parte di una platea di esodati, e avrebbe altresì voluto cancellare la finestra di posticipo di tre mesi per il pensionamento di quei lavoratori che risultano essere impiegati in attività giudicate “gravose”.

Per quanto invece attiene il reddito di cittadinanza, è previsto che gli incentivi (da 5 a 18 mensilità) siano limitati ai soli contratti a tempo indeterminato o ai contratti di apprendistato, mentre non potranno essere utilizzati in caso di altri rapporti. In particolare, in questo ambito non è passata nemmeno la proposta – anche in tale scenario, sostenuta principalmente dalla quota “verde” del governo – di allargare i benefici anche alle ipotesi di trasformazione di contratto a termine.

Tra le altre proposte non inserite nel decretone, anche la potenziale estensione alle bollette dell’acqua dei bonus che sono già previsti per l’energia elettrica e per il gas, a coloro che sono destinatari del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza. Niente da fare anche per quanto concerne la potenziale estensione della platea degli iscritti all’INPGI (l’ente previdenziale di riferimento nel settore giornalistico) anche ai lavoratori di altre comunicazioni, che oggi sono iscritti invece alla gestione INPS.

Nuovo Direttore Generale per l’Anpal

Tra le ultime novità emerse nel fine settimana, anche l’approvazione della norma che introduce il vicepresidente all’interno delle strutture organizzative di INPS e INAIL. Per l’Anpal, invece, arriva la proroga dell’attuale schema organizzativo, e la nomina di un nuovo direttore generale che lavorerà di fianco al presidente, Domenico Parisi: è Gianni Bocchieri, che attualmente è impegnato come direttore generale per le politiche di lavoro e formazione presso la Regione Lombardia.

Pensione di cittadinanza cash

Altra novità emersa negli ultimi giorni è la c.d. pensione di cittadinanza cash. In questo caso, si tratta di un riferimento alla prestazione assistenziale di cui si è già detto in numerose occasioni nel corso degli ultimi mesi, e che si aggiungerà – per chi ha più di 67 anni e dispone dei necessari requisiti – all’assegno sociale e all’integrazione al minimo.

La pensione di cittadinanza potrà essere prelevata in denaro contante sia alla Posta che alla banca, senza pertanto che risulti essere necessario usare la tessera che contraddistinguerà invece le attività dei titolari del reddito di cittadinanza. Tra gli altri via libera, anche la possibilità di cumulare il reddito di cittadinanza e il Dis-coll, così come la previsione di modalità di accompagnamento dei disabili presso il centro per l’impiego a firma del patto per il lavoro, e maggiori dettagli sulle misure di protezione e sicurezza per gli assistenti sociali.

Cosa succederà

A questo punto, considerato che l’esame in commissione è già finito, il testo del decretone dovrebbe arrivare a Montecitorio, dove sarà sottoposto al voto di fiducia. Tale voto è atteso entro giovedì, con la conseguenza che nella settimana successiva passerà al vaglio del Senato per la seconda lettura.

L’obiettivo è, ovviamente, quello di approvare il tutto in via definitiva entro il 29 marzo 2019. Se non fossero rispettati i tempi – ma sarebbe clamoroso, considerato le maggioranze nelle rispettive aule – il testo decadrebbe e, con esso, l’intesa impalcatura strutturata in questi mesi.




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