Reddito di cittadinanza, ecco i motivi di un possibile rifiuto

Ottenere il reddito di cittadinanza significa aggirare una maglia di paletti e ostacoli: ecco quali sono i principali.

Le domande per l’accesso al reddito di cittadinanza continuano ad arrivare in maniera più o meno copiosa nelle mani dell’Inps, ma per avere un primo riscontro di quante domande per il reddito e per la pensione di cittadinanza siano davvero state accolte (e quante siano invece state rimandate al mittente) bisognerà attendere almeno il 15 aprile. Al momento non è dunque possibile effettuare una previsione, ma è comunque possibile individuare quali siano le principali criticità che potrebbero condurre al respingimento delle istanze.


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Reddito di cittadinanza: quando vengono respinte le domande

In particolare, un primo motivo di possibile respingimento della richiesta è legato al mancato requisito dei 10 anni di residenza in Italia (l’ultimo biennio in modo continuativo), o ancora il fatto che nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario di auto che sono state oggetto di immatricolazione nei 6 mesi che precedono il giorno della richiesta, o più in generale di auto che hanno una potenza superiore ai 1.600 cc., o ulteriormente moto di cilindrata superiore a 250 cc., e navi e imbarcazioni da diporto.

Tra i requisiti di accesso che potrebbero impedire l’ottenimento del reddito, segnaliamo anche il riferimento a un Isee sotto i 9.360 euro, o ancora il reddito familiare sotto i 6.000 euro annui, con un valore che va però ponderato sulla base del numero dei componenti. Considerato che tale dato non è incluso in modo esplicito nell’attestazione Isee, ma deve essere elaborato in un secondo momento dall’Inps, ne deriva che la domanda potrebbe essere rigettata solo dopo che è giunta nelle scrivanie dell’ente di previdenza.

Reddito di Cittadinanza: il modello Com-Ridotto

Stando a quanto ricostruiva il quotidiano Il Sole 24 Ore, inoltre, sta emergendo dai centri di assistenza il fatto che molti richiedenti si sono presentati ai propri sportelli su invito degli uffici postali, dopo aver inoltrato la domanda, avendo provveduto a compilato il quadro E sulle attività professionali non rilevate dall’Isee per l’anno. Ricordiamo che in questo scenario ai centri di assistenza va presentato il modello Com-Ridotto, e che in questo frangente la domanda rimane in uno stato di sospensione per 30 giorni, passati i quali – se non viene fornita la documentazione – la stessa richiesta decade.

È sempre il quotidiano a ricordare come in questi ambiti il problema sorge nel momento in cui il centro di assistenza si renda conto che non esistono i requisiti per poter inviare all’ente di previdenza il già citato modello Com-Ridotto. Invece, in altri Caf è avvenuto esattamente il contrario: alle Poste il richiedente ha ritenuto di non dover valorizzare la sezione E della richiesta del reddito, rendendosi però poi conto di essersi sbagliato. Sorge in questo caso un altro problema, che è quello di non poter più inviare il modello Com-Ridotto, considerato che andrebbe valorizzato il protocollo assegnato alla specifica domanda di reddito.

Reddito di Cittadinanza: le disposizioni del nuovo emendamento

Infine, pesa la spada di Damocle rappresentata dalle misure del Dl 4/2019 oggetto di variazione parlamentare, come ad esempio l’estensione del limite di 30mila euro per quanto attiene il patrimonio immobiliare detenuto all’estero, o ancora l’attestazione della situazione economico-patrimoniale per gli extracomunitari nel Paese d’origine, le iniziative che dovrebbero scoraggiare le “furbate” di chi si separa ad hoc.

È pur vero che in questo scenario un emendamento approvato in commissione Lavoro ha fatto salve le richieste del reddito di cittadinanza che sono state presentate fino all’entrata in vigore della legge di conversione. Dunque, chi ha fatto domanda del reddito avrà a disposizione un periodo di tempo di sei mesi per poter presentare le opportune integrazioni utili per poter adempiere alle nuove disposizioni.

Rimane però da comprendere quante persone che hanno già fatto richiesta perderanno il sussidio che sarebbe stato riconosciuto sulla base all’attuale normativa. Informazioni che saranno probabilmente più chiare intorno all’ultima parte del prossimo mese.




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