Reddito di cittadinanza e stipendio minimo: il programma del M5S sul lavoro

Tra Reddito di cittadinanza, investimenti, patto di produttività e lavorare meno ore mantenendo lo stesso stipendio, vediamo il programma del Movimento 5 Stelle sul lavoro

Diminuire le ore di lavoro mantenendo lo stesso stipendio è una delle proposte dell’economista, Pasquale Tridico, indicato da Luigi di Maio come Ministro del Walfare in un comunicato pubblicato ieri sul Blog delle Stelle. Oltre ha questo ha indicato 5 priorità a riguardo del lavoro che, secondo lui, dovrebbero rappresentare un’inversione di rotta mettendo al centro la qualità del posto di lavoro, della formazione e degli investimenti in particolare a riguardo dei settori di innovazione, nel caso in cui l’incarico gli venisse affidato.


Reddito di cittadinanza e stipendio minimo M5S

Lavoro: il programma del M5S in 5 punti fondamentali

Le priorità su cui si concentrerebbe Pasquale Tridico nel caso in cui fosse nominato come Ministro dell’eventuale governo del Movimento 5 Stelle sono i seguenti.

Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza, che è in sostanza un sostegno economico da parte dello Stato vincolato alla formazione e alla reintroduzione nel mondo del lavoro condizionato all’impegno di accettare una delle prime tre proposte lavorative a condizione che siano vicine al luogo di residenza ed eque. Il reddito di cittadinanza, spiega Tridico, potrebbe essere “finanziato attraverso maggior deficit in termini assoluti ma senza aumentare il rapporto deficit/Pil e senza sforare la soglia del 3%”. Il meccanismo che l’eventuale ministro del Welfare indica è, in sintesi, che circa un milione di persone i quali allo stato attuale non sono alla ricerca di un lavoro ma disponibili all’attività lavorativa (i cosiddetti “inattivi e scoraggiati”) verranno stimolati nuovamente per la ricerca di un’occupazione iscrivendosi ai Centri per l’Impiego aumentando, di conseguenza, il tasso di partecipazione alla forza lavoro. Questo permetterebbe di correggere al rialzo il distacco tra il Pil potenziale e quello effettivo in quanto la forza lavoro potenziale sarebbe conteggiata nuovamente nelle statistiche Istat. Aumentando il Pil potenziale si potranno spendere 19 miliardi di euro in più rispetto ad oggi. Di conseguenza, costando il reddito di cittadinanza 17 miliardi, comprensivi dei 2,1 miliardi da destinare al potenziamento dei Centro per l’Impiego, potrà interamente finanziarsi.

Investimenti produttivi dello Stato

Per ottenere un ritorno occupazionale più alto saranno necessari degli investimenti produttivi da parte dello Stato, in particolare nelle regioni del Sud Italia la cui idea è quella di destinarne almeno il 34% in quanto ha la necessità urgente di uscire dal sottosviluppo e applicano una strategia industriale di sviluppo supportata dagli investimenti produttivi da parte dello Stato. Per quanto riguarda gli investimenti privati verranno erogati dei prestiti a tassi agevolati da parte della Banca pubblica di investimento e destinati sia alle PMI che alle micro imprese.

Salario minimo

Questa proposta, secondo Pasquale Tridico, avrebbe la funzione di tutelare i lavoratori non coperti da un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro con l’obiettivo di eliminare completamente lo sfruttamento sul lavoro e il precariato cresciuti in maniera esponenziale negli ultimi anni.

Patto di Produttività

Al fine di rilanciare le retribuzioni salariali, la produttività e gli investimenti viene proposto un Patto di Produttività tra imprese, governo e lavoratori in determinati settori in cui verrà ridotto il cuneo fiscale. Sempre secondo Tridico, questo eviterebbe che un basso costo del lavoro porti le imprese a non considerare gli investimenti in settori altamente tecnologici.

Riduzione orario di lavoro con stesso stipendio

La robotizzazione, secondo il parere del potenziale Ministro del Lavoro indicato da Luigi di Maio, non andrebbe lasciata allo sbaraglio e alle gestione “schizofrenica” del mercato, ma dovrebbe essere gestita a livello politico. La proposta sarebbe quella di diminuire le ore di lavoro mantenendo lo stesso stipendio. Questo porterebbe ad un aumento dell’occupazione con una conseguente riorganizzazione dell produzione da parte delle aziende.

M5S e lavoro: bisogna puntare all’innovazione digitale

Sempre a proposito del lavoro, secondo quanto scritto oggi sul Blog delle Stelle, una delle più importanti fonti di posti di lavoro su cui si invitano gli italiani a fare una riflessione è quella dell’innovazione digitale. Il Programma del Movimento 5 Stelle ha in previsione di costruire una Smart Nation ma, perché questo diventi possibile, occorre investire nella formazione adeguata e orientarsi verso queste nuove professioni lavorative.  In questo viene naturalmente inclusa la Pubblica Amministrazione, la cui digitalizzazione è ampiamente discussa, che permetterà la gestione più snella e veloce dei servizi e delle procedure burocratiche.





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