Reagire allo stress da lavoro

Tutti oramai concordano che alla base dello stress da lavoro ci sia un’interazione tra fattori organizzativi e fattori personali. Secondo la Commissione Europea i fattori più comuni che possono determinare stress legato all’attività lavorativa sono:

1. Quantità di lavoro da eseguire eccessiva oppure insufficiente.

2.Tempo insufficiente per portare a termine il lavoro in maniera soddisfacente sia per gli altri che per se stessi.

3. Mancanza di una chiara descrizione del lavoro da svolgere o di una linea gerarchica.

4. Ricompensa insufficiente, non proporzionale alla prestazione.

5. Impossibilità di esprimere lamentele.

6. Responsabilità gravose non accompagnate da autorità o potere decisionale adeguati.

7. Mancanza di collaborazione e sostegno da parte di superiori, colleghi o subordinati.

8. Impossibilità di esprimere effettivamente talenti o capacità personali.

9.Mancanza di controllo o di giusto orgoglio per il prodotto finito del proprio lavoro.

10. Precarietà del posto di lavoro, incertezza della posizione occupata.

11. Condizioni di lavoro spiacevoli o lavoro pericoloso.

12. Possibilità che un piccolo errore o disattenzione possano avere conseguenze gravi.

Se nell’ambiente di lavoro si verifica anche solo una delle condizioni sopra indicate è molto probabile che siamo dei lavoratori sotto stress, con tutti i rischi che ciò comporta per la nostra salute. Per limitare le cause dello stress bisognerebbe agire a livello sia personale che organizzativo.

Come si può rimediare allo stress da lavoro e migliorare la nostra situazione?

Informiamoci prima di tutto sui nostri diritti,ciò sarà indispensabile per modificare le cose . Se abbiamo dei dubbi, non esitiamo a rivolgerci alle fonti e alle persone giuste per chiarirci le idee ( consultiamo testi o siti internet sulla materia, rivolgiamoci ad esperti del settore).

Cerchiamo di identificare le cause di stress e su che cosa è più urgente intervenire. Se riteniamo che la nostra realtà lavorativa immodificabile, cerchiamo di dare minore importanza agli eventi che ci accadono quotidianamente.

Se il nostro capo ci bistratta perché ha un brutto carattere, non prendiamola come qualcosa di personale e soprattutto evitiamo di cadere nel circolo vizioso delle ripicche e dei dispetti (magari sotto forma di “dimenticanze” o di ritardi nella consegna del lavoro).

Cerchiamo di mantenere comunque un atteggiamento professionale e distaccato. Impariamo a delegare tutto ciò che è delegabile e a distinguere tra cose importanti e cose urgenti. Faremo quindi prima le cose importanti e urgenti, poi quelle urgenti e non importanti, quelle importanti e non urgenti, e infine quelle né importanti, né urgenti. Poniamoci degli obiettivi a breve termine e sentiamoci soddisfatti quando li abbiamo raggiunti. Cerchiamo di non considerare le critiche come un attacco personale, pensiamo ad esse come ad un’opportunità per crescere nel nostro lavoro.

Diamo il giusto peso a ciò che esiste al di fuori del lavoro, ad esempio la famiglia, gli amici, altri interessi.

Tutti ambiti in cui la situazione può essere migliore e compensare lo stress da lavoro. Impegniamoci in attività esterne di gruppo,ad esempio gruppi di volontariato, associazioni culturali che possono fornirci quelle gratificazioni che ci mancano in ambito lavorativo.

Nei casi più gravi non abbiamo timore di ricorrere all’aiuto di un professionista esterno, la psicoterapia può essere uno strumento utile per la risoluzione delle tensioni interne che danno origine allo stress.

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