Rapporto tra studi e lavoro, riflessioni ed interrogativi di un laureato in Scienze Motorie

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro


Salve, sono un ragazzo laureato in Scienze Motorie e ne avrei da dire sul sistema scuola-lavoro.

Prima di tutto io sono perplesso e allibito pensando a quello che può trovare un giovane come me alla ricerca di un lavoro serio (per serio intendo con busta paga per versare i contributi) uscendo dalla scuola (e sto parlando soprattutto di licei, istituti tecnici, università).

Un lavoro dovrebbe corrispondere a quello che una persona ha desiderato durante la scuola o che in quel momento gli si addice perché la sua indole gli consente di farlo.

Ma veniamo al punto: io lavoro attualmente in una palestra senza un vero e proprio contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato. E il bello è che sono LAUREATO (per lo stato italiano). Ovvero possiedo un Diploma di livello 6. Ma questo sembra che allo stato non gliene freghi niente.

Per cui io mi domando: se un Laureato fa così fatica ad essere assunto in piena regola e vale meno (per lo stato italiano) di una persona che ha fatto l'istituto professionale, cosa ci si laurea a fare in Italia? Perché se esiste LA LAUREA non fanno contratti per i LAUREATI?

La seconda domanda è: perché un laureato non viene più considerato un Professionista, mentre considerano tale uno che ha fatto l'istituto professionale?

La terza domanda: perché c'è così tanta teoria all'università, visto che dopo una triennale, una specialistica o un master il LAUREATO deve saper già mettere in pratica quello che ha studiato (i soldi si investono per quello).

La quarta domanda: Qualora il LAUREATO ITALIANO avesse bisogno di corsi di specializzazione post laurea (quelli che durano da un mese a un anno) siccome l'università non è sufficiente nel dargli il bagaglio pratico di cui necessita, perché lo stato non lo aiuta nel finanziarsi questi ulteriori studi pratici o tirocini pratici, dando una piccola percentuale al ragazzo (esempio: dai 25 anni il 7% ; dai 29 anni il 10% e così via fino a 36 anni) sulla somma che deve pagare per questi studi post università o tirocini???

La realtà è che non c'è una vera legge o una vera politica, secondo me, che garantisce a un ragazzo di essere tutelato dallo Stato (non dimentichiamoci che la COSTITUZIONE ITALIANA dice che l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro e ogni uomo o donna ha il diritto di LAVORARE – seguendo le proprie aspirazioni, altrimenti sarebbe una REPUBBLICA fondata sull'ignoranza….).

La prima università al mondo è nata in Italia nel 1500 (Università medica di Salerno). Perché non ci sono oggi leggi SOLIDE (tra università e lavoro)? Grazie

                                                                                                      Dott. Andrea C. (Laureato in Scienze delle attività Motorie e Sportive)

Risponde la redazione di Bianco Lavoro

Per quanto le sue domande pongano interessanti spunti di riflessione, non riusciamo a rispondere a nessuna di esse, poichè sono tutte rivolte allo "Stato"… se qualche organo istituzionale volesse rispondere saremmo ben lieti di ospitare le risposte. Altrimenti ci accontentiamo di lasciare spazio a commenti, opinioni e riflessioni dei nostri lettori. Grazie



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