Rapporti di lavoro, cosa dice il nuovo report del Ministero

Il nuovo report ministeriale sull'andamento dei rapporti di lavoro. Attivazioni e cessazioni dei contratti, come è andata?

Il Ministero del Lavoro ha diramato un nuovo aggiornamento sull’andamento dei rapporti di lavoro e quindi del numero di nuovi contratti attivati e cessati nel corso del primo trimestre 2016, l’ultimo periodo al quale il governo riesce a ricondurre i propri report analitici. Stando a quanto si legge nell’analisi, in tale trimestre si evidenzia il calo del numero di attivazioni rispetto allo stesso periodo del 2015 (-15,1 per cento), sebbene il flusso dei contratti registri più attivazioni che cessazioni (rispettivamente 2.204.837 e 1.605.106 in termini assoluti).


rapporti di lavoroNel suo comunicato, il Ministero ricorda come la diminuzione delle attivazioni è dovuta all’anticipo delle assunzioni del primo trimestre del 2016 a dicembre 2015, ultimo mese utile per la decontribuzione piena dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato previste dalla Legge di Stabilità 2015. Di fatti, si legge nella nota, nell’ultimo trimestre 2015 si è registrato un incremento di avviamenti a tempo indeterminato pari a +104 per cento rispetto al quarto trimestre 2014, (in media annua l’incremento delle attivazioni a tempo indeterminato 2015/2014 è stato 44,4 per cento), in controtendenza alla naturale fisiologia delle contrattualizzazioni che generalmente vedono i maggiori picchi di avviamenti nei primi mesi dell’anno e i minori in corrispondenza degli ultimi.

Per quanto attiene i 2,2 milioni di contratti che sono stati attivati nel trimestre in questione, gli stessi riguardano 1.693.040 lavoratori, il 56,1 per cento dei quali uomini. Rispetto al primo trimestre del 2015 il numero dei nuovi contrattualizzati si riduce in misura pari a -9 punti percentuali, ma il decremento è comunque inferiore a quello che è registrato per i rapporti di lavoro. In calo rileviamo anche il numero medio di contratti pro-capite: 1,40 nel primo trimestre 2015 contro 1,30 nel primo 2016.

Infine, sull’altro piatto della bilancia, non possiamo non accennare, pur brevemente, al fatto che nel corso del primo trimestre 2016 si sono registrate 1.605.106 cessazioni di rapporti di lavoro, e come di queste 845.906 unità abbiano riguardato uomini. Rispetto allo stesso periodo del 2015 le conclusioni contrattuali si sono ridotte di 367.668 unità, ovvero del -18,6 per cento, una riduzione che ha interessato in particolare le donne per le quali il decremento in volume è stato pari a -284.974 unità (-27,3 per cento) a fronte del calo delle cessazioni maschili pari a -82.694 unità (-8,9 per cento).

A diminuire in particolare, ricorda infine il comunicato, sono le cessazioni dei contratti di breve durata (fino a un mese). Per quanto attiene ai motivi di risoluzione, si riducono del 25,1 per cento le cessazioni a scadenza del contratto a termine, del 16,9 per cento per cessazione attività, dell’8,5 per cento quelle per dimissioni e dello 0,4 per cento per licenziamento. Sono 1.172.638 i lavoratori interessati da cessazioni nel periodo considerato di cui 639.774 uomini.




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