Raccomanda un amico valido in azienda e ti pago un bonus: sistema vincente in Europa

Spesso capita che quando un'azienda ha necessità di assumere una nuova figura professionale, prima ancora di partire con la ricerca vera e propria, riceva delle segnalazioni da parte degli stessi dipendenti. In pratica chi lavora in un'azienda riesce ad aprire la strada ad un amico, un ex collega o comunque una persona di fiducia. In termini pratici semplicemente presenta e raccomanda un amico.

Questo percorso di assunzione avviene in Italia abbastanza frequentemente, tuttavia in via più o meno informale. Vale a dire che è una modalità considerata ufficiosa e non inserita dagli uffici delle Risorse Umane tra gli step del processo di reclutamento o comunque considerata un canale di reclutamento come gli altri.

Tuttavia i vantaggi aziendali del farsi raccomandare un amico sono indubbiamente tanti, provo ad elencare:

  • il dipendente che lavora nell'azienda conosce molto bene le dinamiche aziendali, il clima aziendale ed “il lavoro” da fare. Sarà quindi certamemente in grado di capire quale possa essere una figura idonea

  • il costo di questo processo di reclutamento è indubbiamente basso

  • validità del raccomandato: il dipendente difficilmente si permetterà di presentare una persona poco valida, ne andrebbe a perdere la sua credibilità e non verrebbero tenute in considerazione le successive raccomandazioni. Ha quindi tutti i motivi di presentare qualcuno solo se realmente idoneo e non semplicemente per fare un favore ed aiutare un amico. Ben ovvio quindi, che questo amico deve essere una persona davvero valida ed idonea per la posizione, altrimenti la credibilità del dipendente segnalatore viene meno.

  • Coinvolgimento e motivazione: il dipendente (che può essere chiunque: operaio, impiegato, tecnico, quadro, etc..) che viene coinvolto nel processo di reclutamento dei suoi colleghi sarà sempre più motivato e maturerà un sempre maggiore “spirito aziendale e di squadra”.

Nonostante i vantaggi sopra descritti in Italia questo sistema resta comunque informale.

Così non è all'estero, sia in Europa che negli Stati Uniti, dove il raccomandare un amico è uno dei principali ed apprezzati canali di reclutamento.

In questo periodo sto personalmente effettuando delle consulenze per delle attività di selezione del personale in centro Europa ed ho potuto così studiare ed approfondire il fenomeno.

Il sistema di raccomandare un amico è talmente apprezzato dalle aziende che diventa addirittura un “bonus” retribuito per i dipendenti nella formula: “Raccomandami un amico valido e riceverai TOT euro di bonus”. Talmente incentivato come sistema da essere un “bonus” proposto anche nelle offerte di lavoro. Ecco alcuni esempi (ho scelto i più significativi):

Manpower, la nota agenzia leader al mondo, offre tra i vari “bonus” per i nuovi assunti di una grossa azienda ITC a Bratislava, 750 euro in più nella busta paga a chi raccomanda un amico per un'assunzione che va a buon fine:

 

Carnival UK: La nota compagnia di navigazione per Crociere offre sistematicamente 250 sterline ai suoi dipendenti che raccomandano un amico:

 

IBM: nella maggior parte delle offerte lavorative in Europa e nel mondo pubblicate da IBM è possibile trovare tra i bonus: “recommend a friend bonus”. Ma il bonus è evidenziato anche sui siti aziendali, ecco ad esempio cosa si promette nelle assunzioni in zone Asia e Pacifico sul relativo sito IBM:

 

Hays: una delle più note e prestigiose società di selezione a livello internazionale (presente anche in Italia). Non offre denaro ma “Voucher”, buoni da 100 Sterline in su da spendere in viaggi aerei, negozi di lusso, palestre, etcc.

Ecco un esempio di una recente offerta di lavoro in Gran Bretagna (i dettagli dei voucher sono poi presenti sul sito Hays):

 

Questi sono solo alcuni esempi, questo sistema di reclutamento è talmente utilizzato da meritare anche una pagina su Wikipedia:Employee Referral

Ed in Italia? Parlandone con dei professionisti delle Risorse Umane e di Selezione ho trovato molte voci entusiaste e favorevoli, anche se qualcuno ha sollevato il dubbio che un sistema del genere potrebbe non essere ben visto da società di somministrazione e di selezione, poiché gli si ruberebbe parte del lavoro. Tuttavia non è a mio parere una modalità di reclutamento che si profila come una alternativa alle delle società specializzate, ma piuttosto si affianca. Può anzi rappresentare per esse un vantaggio se ben sfruttato. A dimostrazione di ciò vedasi gli esempi sopra-riportati di Manpower ed Hays (leader rispettivi a livello internazionale nella somministrazione e nella selezione) che propongono ed incentivano il sistema.

Ed ora, spazio ai commenti… sono gradite opinioni sia da parte degli Specialisti di Selezione (che possono dare un loro parere anche professionale e delle ipotesi di applicabilità del sistema bonus in Italia) sia da parte di chi cerca nuova occupazione e potrebbe proporre le proprie competenze anche sfruttando i canali delle relazioni personali e professionali.

Marco Fattizzo – direttore di Bianco Lavoro

 

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COMMENTS

Wordpress (39)
  • Lo_spartano52 6 anni

     Salve e buongiorno a tutti gli utenti. Secondo il mio parere, il “presentare un amico/a” da parte di qualcuno al responsabile delle assunzioni, lo trovo giusto fino ad un certo punto. Io credo che, oggi come oggi, serva più presentarsi di persona e non farsi presenetare. E’ un modo psicologico per dimostrare le proprie intenzioni reali nel conseguimento di un colloquio di lavoro ai fini di una ipotetica (ed ahimè) oggigiorno, improbabile assunzione a tempo indeterminato nonché una discreta fiducia in sè stessi. In passato, negli uffici ove ho lavorato come segretario e addetto alla contabilità, molti amici mi chiesero “Puoi mettere una buona parola per me col tuo capo?”. Io di certo non mi sono tirato indietro e col capo ne ho subito parlato. Risultato: l’amico/a mio è apparso agli occhi del capo come insicuro e timido. Come a dire “E perché non viene direttamente lui a fare il colloquio dopo regolare appuntamento?”. Insomma, alcune volte, la buona parola di presentazione è stata interpretata come vigliacchieria del futuro candidato! Ad ogni modo, risulta però utile trovare qualcuno che si conosce in un contesto lavorativo già avviato, in modo da non far scervellare il responsabile dei colloqui ed assunzioni, con centinaia di “scatole cinesi” inerenti a futuri assunti.
    Buona giornata a tutti.

  • stefano rancan 6 anni

    salve sono stefano rancan il fattto di reclutare nuovi addetti in azienda tramite le conoscenze o i passaparola dei dipendenti e molto simile al sistema della duplicazioneche sta alla base del network marketing che personalente trovo un sistema molto valido per lavorare e crearsi una rendita in modo indipendente.

  • Crc Ptr 6 anni

    Penso che se ti viene chiesto dall’azienda o si sà che è in cerca di un nuovo dipendente, è giusto e gratificante ricevere un compenso. Se si presenta la persona giusta è comunque un risparmio di tempo per l’azienda.
    Comunque visto che siamo in tema volevo approfittare per dire che sarebbe meglio che in Italia si farebbe una riforma radicale sul lavoro e non aggingere paragrafi o ritoccare qua e la le vecchie ed obsolete riforme come hanno fatto per l’ennesima volta i ns. super politici, ogni cosa che fanno sembra che rivoltano un elefante poi vai ad analizzare e te ne accorgi che a stendo sono riusciti a rivoltare un calzino. Faccio un esempio io personalmente ho cinquat’anni, sono senza lavoro da circa un anno, la disoccupazione è terminata quattro mesi fà per tanto vivo con qualche risparmio e rabbattando. Voglio precisare che sto inviando da circa dieci mesi in media 25/30 curriculum vite al mese in tutta Italia non ho ricevuto nemmeno una risposta, spesso ho chiamato e mi fanno fatto capire che vi sono problemi di età e residenza. Pur havendo esperienza nel campo  elettromeccanico da circa trent’anni. Invece di dare a me come a tante altre persone la disoccupazione o altri tipi di sussidi, perchè non si creano incentivi per chi vuole iniziare una attività in proprio o incentivare le aziende che assumono quste persone? Intendo ovviamento incentivi non in soldi ma in sgravi e non per uno o due anni, questi sono contentini dei o per bambini bisogna agire da adulti. Inoltre voglio dire un’ultima cosa il LAVORO IN NERO non riuscirete mai!!!!!!!!! ad eliminarlo se non ascoltate un mio suggerimento non che io sia un super tecnico ma solo perchè io vivo tra questa gentaglia e penso di aver individuato le categorie che lavorano tanto in nero.
      

  • Girolamo 6 anni

    E’ uno strumento utile ma perchè la ricerca del personale deve essere ristretta solo ad un certo gruppo di persone e di elite?La raccomandazione è solo un modo per ridurre il carico di lavoro dei selezionatori dando per scontato che la persona raccomandata sia quella giusta. Se fosse veramente cosi, non si studierebbero tanti metodi di selezione e gli psicologhi non troverebbero piu lavoro

  • Roberta Giampietro 6 anni

    La referenza attiva mi sembra una modalità ottimale in qualsiasi ambito promozionale; nel lavoro la ritengo maggiormente interessante per tutte le ragioni cui si fa riferimento nell’articolo.

  • franzguitar 6 anni

    Io ho provato una volta, ma il titolare mi ha detto che semmai ci pensava lui :-)) a chiamarne uno suo di amico o di conoscente.
    A mio fratello, che vorrebbe darsi da fare, poveretto, dico (dato che sono senza lavoro da Giugno ed ho … la bellezza … di 50 anni, bellezza per me, ovvio): ma perchè non provi a dire che sono tuo fratello .. La cosa non funziona però … e siamo in una zona terremotata, dove dovrebbe essere più semplice  in teoria inserire un “raccomandato”….
    Oltre alla raccomandazione, sarebbe da aggiungere la “longimiranza” del datore di lavoro … che ne pensate? Segnalazione/longimiranza. Per gli incentivi poi ….. mah! a me lo stipendio è rimasto fermo alla data di assunzione del 2004 :-)), incentivi ….? in piena recessione? altro che longimiranza!!! :-)). Cmq, scherzi a parte, perchè no? Sarei daccordo… questa raccomandazione sarebbe sempre comunque meglio della raccomandazione di un politico ;-)).
     

  • Angela_magrone 6 anni

    Sono favorevole allo schema. “Mi manda Picone” e’ del resto gia’ molto sfruttato in Italia..

  • Immacolatasangiorgio 6 anni

    purtroppo oggi per aver un lavoro c’e bisogno della raccomandazione… o cosa peggiore andare a letto con chi… non si sa!è uno schifo!molte sono le persone che cedono a queste cose!

  • Lazzarellaientile 6 anni

    Sono molto favorevole a questo sistema per la verita’ mi e’ capitato piu’ di una volta nel mio piccolo di raccomandare degli amici
    in campo lavorativo, se poi questo venisse anche incentivato da un compenso ancora meglio no… ma in Italia si sa certe cose
    sono molto difficile che si avverino rimaniano sempre indietro in tutto rispetto al resto d’ Europa.

    Saluti

    Ientile Lazzarella

  • Emma Maro 6 anni

    Così finisce che se non si hanno i contatti giusti il lavoro non si trova, per quanto si possa essere preparati e validi.Che dovrebbe fare poi chi cerca lavoro al di fuori dell’area di residenza? Io la trovo solo una forma più sottile di raccomandazione, in quanto chi viene direttamente segnalato ha di fatto un canale privilegiato rispetto a chi si candida attraverso un canale ufficiale.

  • Nadiadario 6 anni

    In aggiunta a quanto già sostenuto intendo far notare che il sistema della segnalazione è un sistema su cui le stesse agenzie di lavoro interinale sono strutturate.
    Le stesse infatti si interpongono nel meccanismo della domanda e offerta del lavoro.
    Ma è per le stesse precluso favorire un candidato a discapito di un’altro.
    Esse si limitano piuttosto a far scegliere al  candidato il settore l’ambito di interesse per il quale vuole  ricevere offerte di lavoro.
    Rimane però in definitiva il candidato a presentare domanda.
    Quindi domanda di lavoro che si pone come REQUISITO per accedere allo stesso.

  • Nadiadario 6 anni

    Troverei più corretto casomai parlare di segnalazione di offerta di lavoro: nel senso che nulla impedisce ad un dipendente di dire ad un amico “guarda che cercano prova a fare domanda”.
    Questo pone l’individuo in una situazione che gli permette di confrontarsi lealmente con altri candidati magari più qualificati o talentuosi.
    Per i selezionatori poi questo non dovrebbe influire sui criteri di scelta.
    Anzi agli stessi nulla dovrebbe essere detto in proposito.
    Invece accade di frequente per non dire sempre che si da peso a quanto dice il segnalatore invece di giudicare in modo imparziale.
    Questo diventa poi motivo per il raccomandato di approfittare della situazione in quanto sapendo di avere degli appoggi si sente forte nel mettere i bastoni tra le ruote  a chi si presenta perché ha semplicemente cercato.
    Inoltre è molto importante “FARE DOMANDA” perché è il diritto del lavoro che presuppone questo in quanto è esso stesso per sua natura l’INCONTRO tra  domanda ed offerta.
    Inoltre il chiedere predispone l’individuo ad avere quel pizzico di umiltà che non guasta mai e  fa percepire l’impiego non come un qualcosa di DOVUTO ma GUADAGNATO e MERITATO.
    E’ quindi EDUCATIVO fare domanda.
    Nel senso che ciò porta l’individuo a custodire e non disprezzare quanto ottenuto con fatica e per nulla SCONTATO.
    Permette all’individuo di capire cosa vuole fare o cosa è portato a fare, a riflettere su se stesso.
    Invece accade che chi riesce ad avere il posto non realmente voluto poi lo fa male controvoglia o perché non ha le competenze o perché non gli piace o perché non gli interessa.
    Quando infatti a fine mese prende lo stipendio di tutto il resto chi se ne frega.
    Ecco allora che il fare domanda il cercare denotano una certa dinamicità serietà interesse dell’ individuo.
    Quindi a mio avviso uno quanto più arriva senza segnalazioni tanto più è motivato.
    Quindi io sono per  il lavoro che uno si è cercato e sudato.
    Invece oggi chi cerca e si fa in quattro per cercare lavoro è PENALIZZATO proprio dal sistema delle raccomandazioni che molto spesso non coincidono con merito titoli o competenze e annullano quella sana competitività che porta ad avere una prestazione di QUALITÀ.
    Ciò in quanto porta il raccomandato a considerare irrilevante il fatto di impegnarsi nello svolgimento di una attività sapendo di avere sempre le spalle coperte.
    Credo poi che se uno vale si raccomanda da solo.
    Per il resto NO COMMENT.

  • Rosario Gentile 6 anni

    Buongiorno,
     
    il sistema di reclutamento da Lei citato è ormai parecchio diffuso anche in Italia, ma con risultati “a mio avviso” spesso negativi per le Aziende.
     
    Questo tipo di richiesta di segnalazioni rivolta ai dipendenti “non addetti al reclutamento del personale” e con incentivazione, non è mai mezzo di motivazione e può “spesse volte” avere un feedback negativo, nonché la perdita di credibilità d’immagine dell’Azienda e delle persone che stanno ai vertici della direzione.
     
    Pertanto, se parliamo di un’Azienda, ho si affida l’incarico di ricerca e selezione del personale da assumere al proprio ufficio di competenza, o si affida tale incarico ad agenzie specializzate esterne, diversamente non si parla di un’Azienda ma di una piccola ditta a conduzione familiare.

  • Alfonso Albano 6 anni

    Personalmente ho sempre ritenuto un modello superato e poco efficace la selezione delle candidature attraverso i cv: le informazioni che si possono ricavare dallo stesso o non sono complete o, peggio, sono inattendibili. La segnalazione, o volgarmente chiamata anche “raccomandazione” resta un mezzo utile (ma non deve essere il solo) per conoscere da “vicino” il candidato anche in aspetti non dichiarati. Il segnalatore (in molti casi un amico, parente o altro) è quasi sempre in grado di valutare al meglio la corrispondenza tra le richieste del datore di lavoro e quelle del candidato, poiché si espone in prima persona. Suggeriscono pertanto, ormai da tanto tempo, di superare il modello del “curriculum” e di cercare di sposare pratiche che attribuiscano una maggiore visibilità a tutte le informazioni visibili e non sul candidato. Ovviamente non mi riferiscono a pratiche tipo “quarto grado o Guantanamo”

  • Raffaele 6 anni

    io vedo questo modo di segnalazione abbastanza positivo tranne alcuni casi di favoritismo familiare.
    in ogni caso è più che giusto il contributo della persona che segnala, in quanto si prende una bella responsabilità.

    saluti……………………Raffaele

  • Beatricebennati 6 anni

    Interessante l’articolo e capire, anche senza molti sforzi, come da sempre all’estero siano un passo avanti sul lavoro!
    E’ verissimo: in Italia è MOLTO diffuso la pratica di far entrare per conoscenza e raccomandazione, quasi mai come indicato nell’articolo.
    Altra situazione che si presenta: molte aziende/società mettono annunci per ricerca personale, ma in realtà sanno già chi assumere (e non sempre per meriti e competenze).
    Questo solo perchè devono “pararsi” per eventuali controlli ecc.(esperienza personale)
    Quindi l’aspetto della ricerca personale tramite soggetti che già lavorano nell’azienda (e se ci fosse bonus, ancora di più) sarebbe auspicabile…..ma….dalla teoria alla pratica c’è un oceano di altre vie, non sempre corrette !!!!
    Il commento si farebbe molto più ampio perchè, secondo me, le situazioni reali in Italia sono molteplici e, per chi cerca lavoro, sempre più inaccessibili…..con conoscenze o no!!

  • Brunella Canovi 6 anni

    Salve, mi trovo totalmente favorevole al reclutamento di nuove risorse tramite un dipendente gia’ inserito in azienda, per le ragioni gia’ da voi elencate ed inoltre perche’ cosi’ verrebbero agevolate le persone realmente valide dal punto di vista produttivo anziche’ quelle raccomandate unicamente per favoritismo che il piu’ delle volte si rivelano  zavorre per l’azienda.
    grazie alla prossima
    Brunella canovi
     

  • Samele Vincenzo 6 anni

    Sono contento che all’estero questo sistema funzioni, ma per un paese come l’Italia è molto pericoloso. Mi spiego: già nella nostra realtà si abusa della raccomandazione che spsso sfocia nel superamento dell’ostacolo della selezione e del confronto con altri candidati, pruomovendo in molti casi persone prive delle adeguate capacità in posti di responsabilità (e ciò è confermato dal rapporto del CNEL sul mercato del lavoro appena pubblicato). Non oso immaginare cosa potrebbe accadere se questo meccanismo, oggi informale e distorsivo del mercato del lavoro italiano, dovesse essere istituzionalizzato. Il rischio sarebbe di azzerare qualsiasi possibilità di ascesa sociale per chi non ha la fortuna di nascere in una famiglia potente ed influente, ma pur con le sue umili origini dimostra di avere qualità. Perciò, ritengo che questo sistema possa essere introdotto solo a patto che chi viene raccomandato entri in una selezione che lo porti a confrontarsi con candidati selezionati con altri criteri, e che solo alla luce del risultato di questo iter selettivo, in cui tutti i candidati partono alla pari e abbiano pari possibilità di dimostrare le loro qualità, ottenga il lavoro.

  • Girandola Precaria 6 anni

    Tutto molto bello, se non fosse che, finora, la mia esperienza è stata solo di presentazione di amici “perché hanno molto bisogno”.
    Il discorso delle competenze, della brutta figura di chi presenta eccetera non è mai stato rilevato; si finisce così per circondarsi di lavoratori che hanno l’unico merito di conoscere qualcuno che lavora già in azienda pur non essendo in grado di lavorarvi.
    Con due ovvie complicazioni:
    1) portare la “famiglia” in azienda (litigi esterni che diventano conflitti in ufficio e viceversa; imbarazzo di capireparto che devono richiamare il fratello o il cognato assenteista cronico, ecc)
    2) perdita dell’opportunità di conoscere lavoratori motivati e meritevoli ma senza amici in azienda.
    Ne ho scritto anche alla fine di questo post:
    http://girandolaprecaria.blogspot.it/2012/08/figli-dei-baci.html 

  • Carlmanf 6 anni

    In Italia diverrebbe un pretesto per “sdoganare”ufficialmente la raccomandazione.

  • Danilo 6 anni

    Conosco la raccomandazione che viene usata in certi paesi esteri.  Qui, nella stragrande maggioranza dei casi, avviene per vincoli famigliari o amicale (clan).  Poco o nulla conta il fatto che il raccomandato sia bravo o meno.  Il fatto è che nessuno andrà  a questionare al raccomandante l’imbecillità del raccomandato in un ufficio pubblico.  Per il resto, in aziende medio grandi private, è facile nascondersi.
    Alla fine tutto dipende dal contesto sociale.  Nel mondo anglosassone, uno studente che copia viene esplulso dalla scuola.

  • antonio conti 6 anni

    potrebbe essere efficace se la sua applicazione avvenisse in un sistema aziendale correttamente indirizzato, ma visto che molte volte cosi non risulta essere qui da noi, la sua validità dipende molto dalle reali forze in gioco e dalla loro obbiettiva correttezza, l’importante è evitare eventuali gruppi e amicizie che si spalleggiano eventualmente ai danni dell’azienda; valutate obbiettivamente la realtà di un gruppo di lavoro che è legato da simili amicizie e favori, l’azienda ne avrebbe dei vantaggi da ciò oppure no

  • Graziana 6 anni

    Esatto! Concordo con TermoMetro75, perchè non si fa niente per niente, ecco perchè

  • TermoMetro75 6 anni

    Personalmente ogni volta che mi sono trovato nella condizione di una nuova ricerca lavorativa mi sono affidato sia a professionisti della selezione del personale, sia al networking personale. Devo dire che per mia esperienza hanno la medesima efficacia. Essere referenziati da un collega o un amico è molto vantaggioso perchè in genere non si hanno sorprese sulla reale situazione lavorativa che viene proposta.
    Tuttavia è mia esperienza che in alcune realtà aziendali chi segnala un amico, invece di essere incentivato (come mi sembra di capire avvenga all’estero) diviene in qualche modo debitore
    Non è generalizzabile. Ma a volte succede. Non so il perchè.
     

  • Cristian 6 anni

    Egr. Dott. Fattizzo,
    ho letto con interesse il suo articolo e con molto poco stupore.
    Non mi sorprende, infatti, che un sistema di reclutamento atipico come quello da lei descritto presenti una forte adesione all’interno delle società per i motivi da lei descritti.
    E’ indubbio, tuttavia, che si riducono le possibilità di inserimento per molti candidati “esterni” che potrebbero possedere le competenze richieste per il ruolo da ricoprire e, probabilmente, maggiori titoli, anche motivazionali, rispetto ai conoscenti indicati dai dipendenti.
    In Italia, paese in cui la meritocrazia è continuamente lacerata da altri indicatori molto meno apprezzabili, questo sistema non solo prenderà presto piede in via ufficiale ma, temo, è già drammaticamente presente attraverso canali informali ma non per questo meno dannosi.
    Evidentemente anche all’estero la mano del legislatore non è ancora intervenuta per correggere una stortura, divenuta prassi censurabile, che inciderà in modo eloquente sulla precarietà lavorativa.

    Cristian Curella

  • Boccaloni Credeteci 6 anni

    In italia è sempre esistito il sistema delle raccomandazioni…..si chiama mafia e porta all’inefficienza più totale che si ha modo di riscontrare quotidianamente nel nostro bel paese del terzo mondo.  Non mi risulta sia una consuetudine lavorare in questo modo nei paesi civilizzati.

    • biancolavoro 6 anni

      Per favore rilegga meglio l’articolo… qui non si parla della “raccomandazione” fatta dal politico per l’amante e roba varia… quello di cui si parla nulla ha a che vedere con la mafia. Può essere daccordo con il tipo di reclutamento o meno, ma deve prima capire chiaramente di cosa si sta parlando. Inoltre USA, Gran Bretagna ed altri paesi negli esempi possono avere i loro problemi e contraddizioni, ma non può certamente dire che non siano civilizzati!

  • Lara 6 anni

    qui da noi non viene applicato nella maniera corretta. si tratta di semplice raccomandazione senza alcun criterio. nell’azienda in cui lavoro tutti i dipendenti tranne me sono stati segnalati da una dipendente che ha una lunga esperienza nel settore. nel corso degli anni ha infilato dentro anche delle sue amiche che non erano assolutamente in grado di portare avanti la mansione assegnata.
    va bene la segnalazione, ma la persona deve corrispondere a necessità
    non sono affatto d’accordo su questo metodo di reclutamento..già in italia è difficile trovare lavoro poi se facciamo lavorare solo gli amici degli amici, siamo a cavallo.

  • Savio 6 anni

    Questo è un metodo che sulla carta potrebbe essere valido e conveniente ma come si dice dalla mie parti ” Il diavolo quando ti accarezza vuole l’anima” , in soldoni significa che le aziende poco serie lo utilizzano per scaricare la patata bollente di ricercare nuovo personale sul malcapitato in questione al solo fine di sostituirlo quando non sarà più produttivo o se converrà assumerlo per via dell’età o particolari requisiti per avere incentivi fiscali, tematica alla quale le aziende riservano quasi totalmente la loro attenzione!! l’ho vissuto sulla mia pelle in quanto ho lavorato nella mia città nel sud Italia, sono stato flessibile..preciso,puntuale,ho ricevuto premi di produzione, erano pienamente soddisfatti di me ma indovinate chi hanno assunto a tempo indeterminato?? 2 ragazzini con meno di 26 anni per fargli il contratto di apprendistato successivamente trasformato in indeterminato che si assentavano ripetutamente per malattia e infortuni fasulli!! il tutto testimoniato da lavoratori conosciuti in azienda!! Concludo dicendo che oggi come oggi non conta quanto lavori e produci ma quanto fai risparmiare all’azienda!! Fortunatamente non è sempre così!!

  • Franca B. 6 anni

    Credo che la segnalazione di conoscenti e amici sia un buon metodo anche senza il riconoscimento di un bonus, ma solo se chi lo fà ha come scopo di selezionare un buon dipendente e non solo un conoscente.

  • Elisa D.B. 6 anni

    A mio avviso, quello della segnalazione di amici e conoscenti, e del riconoscimento di un bonus da parte dell’azienda se il candidato viene assunto, è un metodo buono, a patto che poi l’ufficio di selezione del personale proceda a uno screening obiettivo e severo, come se si trattasse di un candidato qualsiasi. Pescare nella cerchia di conoscenti dei propri dipendenti può portare a buoni risultati, presumibilmente perchè i dipendenti segnaleranno ex compagni di studi ed ex colleghi già “testati”, in quanto a preparazione e professionalità.

  • piero cott izelati 6 anni

    Anche nell’azienda in cui lavoro la segnalazione di un “probabile” collega e’ premiata con un bonus in caso
    di esito positivo. Credo che tutto sommato sia un’ abitudine condivisibile anche se tende ad escludere per-
    sone non inerenti alla cerchia di conoscenze professionali o al primo impiego. Personalmente credo che
    il recruiting di successo del candidato ideale sia lasciato all’intuito dell’ esaminatore che dovrebbe riuscire
    ad intravedere realmente la persona che sta esaminando.
    Ciao, Piero

  • Lenti-marco 6 anni

    da non sottovalutare anche il possibile diverso atteggiamento che un lavoratore avrebbe nel posto di lavoro. Credo infatti che avrebbe tutto l’interesse ad avere un comportamento positivo sia nei confronti dell’azienda che in quelli dei propri colleghi, considerando la possibilità di poter essere un giorno da loro raccomandati. Naturalmente non ci si può aspettare che da un sistema del genere qualcuno non pensi di trarne vantaggi personali, lascio a voi immaginarne qualcuno tra i tanti possibili, ma qui ci dovremmo addentrare nei meandri della strana mentalità degli italiani. 

  • Teresa 6 anni

    Il sistema sembrerebbe buono, ma in un paese come l’Italia, dove i posti di lavoro se li dividono i partiti, non sarebbe più lavoro libero. Già è difficile adesso trovare lavoro per chi non conosce un politico, figuriamoci se poi rendiamo legale la classica raccomandazione, per di più quelle di adesso sono anche a pagamento e non sempre raggiungono i risultati sperati, No, non sono proprio propositiva su questo tipo di reclutamento.

  • Lina Brunetta 6 anni

    la trovo un ottima cosa ma alcune aziende non l’approvano e non aasumono nemmeno familiari di un dipendente anche se capaci e aventi neccessita di lavorare.

  • Guido 6 anni

    Già qualche decennio fa, quando ero dipendente di una grande multinazionale statunitense, il sistema era adottato con molta efficacia. Ottimo sistema, da non confondere con la classica raccomandazione! Questo tipo di segnalazione è tra pari, es: il sistemista informatico segnala un amico sistemista informatico, conoscendo molto da vicino le sue caratteristiche professionali e personali.

  • Massimo Dangelo 6 anni

    Io non vedo dove è la novita’ visto che da una vita che funziona cosi. Anzi senza raccomandazioni è ancora piu’ difficile.
    Salutri a tutti.

  • Makee 6 anni

    Come sempre articoli molto interessanti! Credo che da noi il “presenta e raccomanda” un amico sia visto negativamente, in quanto prende una connotazione negativa! Quasi mai si parla di raccomandazione positiva, come lo sarebbe in questo caso. Credo abbia elencato in modo dettagliato i vantaggi del “raccomandare” da parte di un dipendente. Effettivamente non ci vedo nulla di male.
    Penso però che l’Italia e gli italiani debbano fare ancora molta strada per arrivare a questo tipo di procedura. Infatti, tra gli esempi non c’è un annuncio per italia. Non ne ha trovati? Magari nel sito intraziendale di qualche frequentatore del blog è capitato di veder inserito un avviso di questo tipo.

  • laura orsino 6 anni

    Trovo che sia uno strumento molto utile. Spero di poterne usufruire anche io.